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In una sala del Centrum Palace
di Campobasso, appositamente allestita con materiale lapideo, si sono
riunite le ultime salme di quello che fu il Partito democratico in
Molise.
A solo un anno dalla sua nascita (14 ottobre 2007) giace, defunto in un
cofano laccato di bianco, il corpicino freddo e marmato di quel bimbo
ucciso dalla coppia Ambra/Boncompagni, meglio conosciuta come Annamaria
Adams e Robertino "Nipiol" Ruta.
Come Ambra Angiolini, Annamaria Adams, che una nostra simpatica e
giunonica lettrice accosta (a ragione) alla ben nota "gallina Marta",
amica di "Lupo Alberto"; Annamaria Ambra, Marta e Morta, dicevamo,
sembra nasconda tra i capelli e l'orecchio un microscopico auricolare
dal quale l'abile regista, allevato con i formaggini di papà, trasmette
tutti i propri ordini.
Uccidere Nikita, uccidere Nikita, uccidere Nikita D'ascanio, ripete
ossessiva e metallica la voce dal manovratore. Nikita, però, come tutti
sanno, non ci sta. Anzi, quanto a operazioni stile Kgb, lui che
Montenero credeva fosse in Russia, non è da meno a nessuno.
Mentre Annamaria Ambra, Marta e Morta, metteva al bimbo una cravatta di
nailon lui, per non essere da meno, gli iniettava un veleno letale
direttamente proveniente dai laboratori dell'opposizione. Sta di fatto
che il Pd è morto e, in vero stile sovietico, la visita alla salma e le
esequie sono un fatto strettamente privato.
Salvo 16 privilegiati nessuno vi è ammesso, nemmeno la stampa accorsa al
capezzale. Nessuno parla. Niet e buttafuori alla porta. Nemmeno una
parola. Quelli del Pd, come in una commedia di Eduardo, credendo sorda
l'umanità, si esprimono a petardi. Peccato però che questa volta, i
petardi, se li siano sparati tra loro nelle mutande.
Tafazzi, che volete, ha fatto scuola. |