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Quei piccoli esseri straziati dall’aborto, centomila croci di un cimitero invisibile

 

Ospite in uno dei meeting annuali di Comunione e Liberazione, l’allora ministro della Sanità Guido Veronesi si trovò, a un certo punto, sotto il fuoco di fila delle domande riguardanti la clonazione e, per l’esattezza, la clonazione di esseri umani.
Le scelte cruciali operate dai paesi anglosassoni che recentemente hanno imboccato la deleteria via della liberalizzazione alla sperimentazione, ha acceso il dibattito facendogli assumere i contorni di vero e proprio scontro. Da un lato l’irruenza degli scienziati cattolici che rivendicavano la sacralità della vita appena concepita, dall’altro il flemmatico “fair play” dell’ex ministro ‘pragmatista’ che non si scompose nemmeno quando fu subissato dai fischi dell’intera platea.
La materia del contendere fa rizzare i capelli : si deve decidere cosa fare dei centomila (dico centomila!) e oltre, ovuli fecondati ‘residuo’ delle operazioni di inseminazione artificiale, che giacciono nei frigoriferi dei laboratori di mezzo mondo. E quindi anche in quelli italiani. Dal punto di vista espresso da Veronesi, ma, ad onor del vero, condiviso dalla stragrande maggioranza degli scienziati atei, essi non sono altro che un grumo di organismi indifferenziati, molto utili per ottenere cellule staminali. Partendo da queste cellule infatti la tecnica biologica spera , in futuro, di generare organi umani disponibili per i trapianti, per la cura di gravi patologie etc.etc. Secondo il modo di vedere degli scienziati cattolici la vita è sacra dal primo momento del concepimento e perciò non è lecito sopprimere un individuo per dare la vita ad un altro.Chi ha ragione ?
Voglio spezzare una lancia a favore della Chiesa e a sostegno di quanto anche Papa Giovanni Paolo II, riaffermò nel Giubileo dell’Università di qualche anno fa, relazionando ai professori ivi convenuti. Deve essere ben chiara una cosa: se questi cosiddetti ‘ovuli fecondati’ stessero ora nel posto che gli compete e cioè nell’utero della loro mamma, essi diventerebbero bambini. Se anziché stare surgelati in una provetta essi fossero posti nel grembo materno, diventerebbero, senza ulteriori interventi o disturbi, uomini sani e belli esattamente come è successo a tutti noi!
Perciò come fanno Veronesi e i suoi simili a parlare di “esseri umani potenziali” !
A me sembra piuttosto che l’intervento di ‘congelazione’ li abbia depotenziati alla nascita. Li abbia, per cosiddire, inibiti nella crescita naturale. Certo ora sono solo poche cellule, però si tratta pursempre di uomini piccoli piccoli.
Ma, si afferma, sono utili a chi ha bisogno di trapianto….Che modo di ragionare è questo?
E’ come se si dicesse: “Disponiamo dei mezzi per arrivare su Marte, la conquista di questo pianeta è ormai alla portata della tecnica….c’è solo un piccolo particolare: il viaggio di ritorno non è possibile!” Allora che si fa? La si manda l’astronave su Marte? E chi ce la rimette la pelle per piantare una bandiera sul suolo marziano? Tu? Io? L’ex ministro Veronesi? ….Non credo che l’idea gli piacerebbe molto…
Se si sommano le cifre testè riportate a quelle ancor più iperboliche dei piccoli esseri straziati dall’aborto, il bilancio mondiale arriva alla vertiginosa soglia dei milioni.
Milioni, (non riesco a trattenere un brivido di raccapriccio), milioni di bambini stanno per essere immolati sull’altare della più bieca, retriva, barbara presunzione tecnologica del nostro secolo tormentato.
Sapete cosa vuol dire tutto questo? Chissà quanti di essi, se solo gli si lasciasse la possibilità di nascere, potrebbero diventare grandi scienziati, grandi politici, grandi santi….Quanti Einstein ci sono tra di loro? quanti Galilei, quanti Padre Pio, quanti San Francesco?...Forse uno di loro avrebbe scoperto la cura del cancro! Chissà, l’Onnipotente avrebbe potuto destinare proprio uno di quei centomila per salvare l’umanità, me, te, dalla morte più atroce che affligge la razza umana….
Che dire? Centomila occasioni perdute. Centomila croci di un cimitero invisibile, il gabinetto dei laboratori di ‘ricerca’. Ma quale ricerca è questa che per far nascere un solo bambino per inseminazione artificiale, richiede l’olocausto di nove fratellini? E’ così, è proprio così, attualmente per innestare un solo zigote nell’utero di una donna altrimenti sterile, il ‘medico’ prepara in provetta otto, dieci ‘ovuli fecondati’, poi sceglie il ‘migliore’ e lo trasferisce nella tuba ovarica…Il resto viene congelato!
E se fossi io uno di quelli ‘scartati’? Come la prenderei? Ma già, nessuno di quei uomini ‘potenziali’ può parlare…il ghiaccio gli serra la bocca. Anzi gli impedisce di avere la bocca.
Convenzionalmente la comunità scientifica ha fissato un limite di cinque anni. Trascorsi cinque anni gli ovuli in sovrappiù vengono ‘eliminati’. scadono come tutti i prodotti farmacologici…

 
 

Antonio Farina

 
 
 
 
 
 
 
 

  

dal 31 maggio 2008

 
 

 

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