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Lo
IACP dovrebbe essere un istituto che offre appartamenti a canoni sociali
accessibili a chi è in difficoltà economiche.
Questo principio di solidarietà e di giustizia sociale emergeva
chiaramente già oltre un secolo fa! Basta leggere l'art. 22 della legge
n. 251 dei 31/05/1903, che improntava l'iniziativa degli Istituti
Autonomi: non un interesse prettamente economico o esigenze di profitto,
ma una precisa volontà di intervenire nel sistema sociale, avendo di
mira solo esclusivamente il "bene Casa".
La crisi economica si fa sentire e i tempi non sono piacevoli per chi è
in affitto. Molti giovani sono quasi costretti a rimanere ad abitare con
i genitori a causa dei prezzi di mercato troppo alti dei canoni di
locazione e, per la mancanza di un lavoro più o meno stabile che
permetta di affrontare un mutuo, è difficile compiere un passo
impegnativo come l’acquisto di un immobile.
Si parla di interventi nel settore dell’edilizia popolare per
trasformare e migliorare le condizioni di vita di tutti applicando il
principio della solidarietà, informato a precise esigenze di giustizia
distributiva.
Purtroppo però tale azione non si riscontra nella pratica: basti pensare
che alcune famiglie, risultate beneficiarie di immobili di edilizia
popolare, pagano un canone mensile superiore alla media del mercato,
addirittura oltre 900 Euro mensili in qualche caso. E’ assurdo!
Il regolamento dei canoni di locazione del patrimonio di Edilizia
Residenziale Pubblica del 10 ottobre 2008, votato anche da me, necessita
urgentemente di una modifica per riportare più equità nei criteri di
determinazione del canone di locazione.
Come Consigliere Regionale propongo adeguati e coscienziosi criteri per
il calcolo del prezzo degli affitti, tenendo sì in considerazione il
reddito e la situazione economica globale dell’intero nucleo familiare,
ma anche le caratteristiche stesse dell’immobile.
Non è possibile infatti che l’affitto di un appartamento di proprietà
dello Iacp sia più caro di quello relativo ad un appartamento di un
privato di più recente costruzione o in migliore stato di conservazione.
Sappiamo infatti che molti alloggi di edilizia popolare sono carenti di
alcune caratteristiche proprie delle recenti costruzioni. Gli alloggi
vetusti necessitano di continui interventi di manutenzione.
Confido nella disponibilità, comprensione e determinazione del Consiglio
Regionale nell’affrontare un tema così delicato e di approvare la mia
iniziativa sui nuovi criteri per l’affitto degli alloggi a un prezzo non
superiore a quello di mercato, come avviene ora. Questo per venire
incontro alle esigenze delle tante famiglie che non riescono a pagare
gli affitti altissimi.
Metterò tutto il mio impegno e la mia determinazione nell’affrontare
tale tema, correggendo ciò che non ha reso giustizia a tante famiglie. |