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delle spese della giustizia, razionalizzazione di uffici ed organici,
riorganizzazione del sistema: l'ombra della crisi economica che ha
investito l'Italia si riflette anche sull'apertura dell'anno
giudiziario. La relazione letta nell'aula magna del Mario Pagano di
Campobasso dal presidente della Corte d'Appello, Francesco Infantini, ha
fatto spesso riferimento a termini che ormai i cittadini hanno imparato
a conoscere molto bene. Non per nulla il magistrato ha aperto il suo
discorso inaugurale con un omaggio al presidente Napolitano, definito
punto di riferimento per tutte le istituzioni in un momento così
difficile per la vita del Paese. Ma l'esame dell'andamento della
macchina giudiziaria non ha potuto non rilevare, anche quest'anno,
l'ormai noto problema che affligge anche i tribunali molisani come
quelli nazionali. “Il problema principale resta, purtroppo, quello della
durata del processo, che incide sempre più negativamente su un tessuto
economico e sociale già fortemente pregiudicato dalle criticità di una
congiuntura ormai da troppo tempo affligge in nostro Paese”, ha detto
Infantini.
I processi che non arrivano a definizione non solo non sono garanzia di
processo giusto per i cittadini che non possono attendere anni e anni
per ottenere giustizia- ha sottolineato il presidente della Corte
d'Appello- ma non sono nemmeno più sostenibili economicamente visto il
momento difficile del paese. E quindi, la richiesta del presidente della
corte d'appelli, anche agli avvocati, rappresentati dal presidente
dell'ordine Demetrio Rivellino, unico legale presente alla
manifestazione, è chiaro:
“C'è l'esigenza di incentivare, con appositi strumenti, la deflazione
dei carichi”.
E quindi, chiede Infantini, si scoraggino le cause inutili e si
sviluppino i procedimenti civili telematici, si faccia più ricorso agli
strumenti informatici di tutti i tipi e questo per arrivare ad un unico
obiettivo: tempi più brevi, maggiori cause arrivate a sentenza,
abbattimento delle spese, più specializzazione e formazione del
personale dei tribunali, numericamente ancora carente e accorpamento
degli uffici dei giudici di pace. Invertire la tendenza, è la parola
d'ordine della magistratura all'inizio del nuovo anno giudiziario che ha
dato anche una mappatura dell'anno appena trascorso: nel 2010 aumentati
i reati di stalking, gli omicidi colposi e le lesioni per incidenti sul
lavoro e sulla strada, più delitti contro la libertà sessuale, furti in
abitazione e con strappo, le rapine, le truffe, ricettazioni, i reati
ambientali. Stabili i reati di estorsione e usura, i reati informatici.
Litigiosità in aumento nei tribunali civili dove si è verificato, per il
2010, un aumento di separazioni e divorzi e i contenziosi del lavoro e
previdenziali. |