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Apertura anno giudiziario:
Crisi economica e lunghezza dei Processi... i soliti problemi

28-01-2012
 

Taglio delle spese della giustizia, razionalizzazione di uffici ed organici, riorganizzazione del sistema: l'ombra della crisi economica che ha investito l'Italia si riflette anche sull'apertura dell'anno giudiziario. La relazione letta nell'aula magna del Mario Pagano di Campobasso dal presidente della Corte d'Appello, Francesco Infantini, ha fatto spesso riferimento a termini che ormai i cittadini hanno imparato a conoscere molto bene. Non per nulla il magistrato ha aperto il suo discorso inaugurale con un omaggio al presidente Napolitano, definito punto di riferimento per tutte le istituzioni in un momento così difficile per la vita del Paese. Ma l'esame dell'andamento della macchina giudiziaria non ha potuto non rilevare, anche quest'anno, l'ormai noto problema che affligge anche i tribunali molisani come quelli nazionali. “Il problema principale resta, purtroppo, quello della durata del processo, che incide sempre più negativamente su un tessuto economico e sociale già fortemente pregiudicato dalle criticità di una congiuntura ormai da troppo tempo affligge in nostro Paese”, ha detto Infantini.
I processi che non arrivano a definizione non solo non sono garanzia di processo giusto per i cittadini che non possono attendere anni e anni per ottenere giustizia- ha sottolineato il presidente della Corte d'Appello- ma non sono nemmeno più sostenibili economicamente visto il momento difficile del paese. E quindi, la richiesta del presidente della corte d'appelli, anche agli avvocati, rappresentati dal presidente dell'ordine Demetrio Rivellino, unico legale presente alla manifestazione, è chiaro:
“C'è l'esigenza di incentivare, con appositi strumenti, la deflazione dei carichi”.
E quindi, chiede Infantini, si scoraggino le cause inutili e si sviluppino i procedimenti civili telematici, si faccia più ricorso agli strumenti informatici di tutti i tipi e questo per arrivare ad un unico obiettivo: tempi più brevi, maggiori cause arrivate a sentenza, abbattimento delle spese, più specializzazione e formazione del personale dei tribunali, numericamente ancora carente e accorpamento degli uffici dei giudici di pace. Invertire la tendenza, è la parola d'ordine della magistratura all'inizio del nuovo anno giudiziario che ha dato anche una mappatura dell'anno appena trascorso: nel 2010 aumentati i reati di stalking, gli omicidi colposi e le lesioni per incidenti sul lavoro e sulla strada, più delitti contro la libertà sessuale, furti in abitazione e con strappo, le rapine, le truffe, ricettazioni, i reati ambientali. Stabili i reati di estorsione e usura, i reati informatici.
Litigiosità in aumento nei tribunali civili dove si è verificato, per il 2010, un aumento di separazioni e divorzi e i contenziosi del lavoro e previdenziali.

 

 

MartMa
 
 
 
 
 
 
 

  

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