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Rinvio a giudizio per Ignazio Annunziata |
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| 11-01-2010 | |||||
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Il pubblico ministero Nicola D’Angelo, ha disposto il rinvio a giudizio per Ignazio Annunziata, editore della Gazzetta del Molise. Secondo la Procura della Repubblica di Campobasso, Ignazio Annunziata deve essere giudicato per l’aggressione ai danni del cronista di Nuovo Molise, Pasquale Di Bello, avvenuta lo scorso 24 luglio nella sede della Giunta regionale del Molise. In quella circostanza il giornalista si trovava per ragioni di servizio presso la sede del governo regionale, nello specifico era in attesa di seguire la conferenza stampa nel corso della quale Iorio avrebbe reso noto i dettagli della sua nomina a commissario per la Sanità in Molise. Negli attimi immediatamente precedenti all’incontro con la stampa, Di Bello venne aggredito fisicamente, alla presenza di numerosi testimoni. Per quel fatto quindi, il prossimo 20 ottobre, Annunziata dovrà presentarsi davanti al Tribunale in composizione monocratica per rispondere dei tre capi di imputazione formulati dal Pm: minaccia, lesioni personali e ingiuria. Questa, nel dettaglio, la contestazione del Pm che ha imputato Ignazio Annunziata: A) del reato di cui all’art. 612 co. 2 c.p. perché rivolgeva minacce gravi nei confronti di Pasquale Di Bello con frasi quali «io ti ammazzo» e con altre espressioni minacciose quali «dopo Salvatore Colagiovanni, il prossimo è Pasquale Di Bello» così implicitamente minacciando azioni ritorsive di non meglio specificata natura; B) del reato di cui all’art. 582 co. 2 c.p. perché nelle medesime circostanze di cui al capo A), colpendo con uno schiaffo alla nuca Pasquale Di Bello gli provocava una lesione personale diagnosticata in «trauma del capo» ed abbisognevole di giorni 2 di cure; C) del reato di cui all’art. 594 c.p. perché, nelle medesime circostanze di cui ai capi A) e B), offendeva l’onore ed il decoro di Pasquale Di Bello proferendo nei suoi confronti le seguenti espressioni: «figlio di bocchina, schifoso, tu mi hai chiamato camorrista» ed espressioni similari, con l’aggravante di aver agito per motivi abietti o futili, consistenti nell’aver agito in conseguenza di azioni giudiziarie intraprese dal Di Bello e connesse con la sua attività di giornalista. Il Pm il ha chiesto anche che ad Annunziata venga applicata la recidiva reiterata. |
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AOG.M |
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dal 31 maggio 2008 |
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