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Presidente
Pisanu,
nella “Relazione sui costi economici della criminalità organizzata nelle
Regioni dell’Italia meridionale”, approvata dalla Commissione da Lei
presieduta nella seduta del 9 febbraio 2011, il Molise insieme
all’Abruzzo, Umbria e Veneto è inserito nella cosiddetta «regione
sintetica», in cui la presenza delle organizzazioni criminali non ha
assunto carattere endemico.
E’, invece, concreto il rischio - che lo scrivente aveva già segnalato
in passato, quando è stato componente proprio della Commissione
Antimafia - che anche in Molise, a torto considerata “isola felice”
dalla sua classe dirigente, la presenza delle mafie diventi strutturale
per poi organizzarsi in forma di coabitazione con la società,
l’economia, le istituzioni e la politica.
Così come è concreto il rischio che la presenza di una classe dirigente
incapace (tale si dimostra!) di coniugare sviluppo e legalità,
rappresenta un modo per impedire al Molise di competere nei confronti
delle altre regioni del centro-nord al meglio delle sue possibilità e,
di fatto, integrandolo nel contesto socio-economico del Mezzogiorno in
ritardo di sviluppo.
Sono tanti i segnali inquietanti che si colgono.
C’è il recente caso del giornalista molisano Michele Mignogna, già
minacciato in passato diverse volte per le sue inchieste su interessi e
intrecci illegali, in particolare sui traffici di rifiuti che dal
casertano e dal napoletano arrivano in Basso Molise e sulle connivenze
di amministratori pubblici locali, che due settimane fa ha trovato la
testa di un animale e un biglietto con parole offensive in una busta
sulla soglia di casa come avvertimento.
E’ un salto di qualità, un segnale allarmante di una mentalità e di
metodi ampiamente sperimentati dalla malavita organizzata, che vengono
introdotti in Molise per operare non solo contro la libertà di stampa e
di informazione, ma anche contro la libertà di pensiero e contro la
persona.
Questo è solo l'ultimo di una serie di gravi casi verificatisi di
recente.
Dopo l'arresto del 21 giugno 2011 del 41enne Gianluca Pasquale Pagano,
affiliato al gruppo Iovine del clan dei Casalesi, il 28 giugno un altro
camorrista è stato arrestato sempre a Venafro (IS).
Si tratta del 35enne Andrea Letizia, reggente del clan dei "Piccolo",
accusato di estorsione ai danni di un imprenditore edile di San Nicola
la Strada.
Il provvedimento è stato emesso dai pm della Direzione distrettuale di
Napoli. Il 35enne si era trasferito a Venafro al seguito di un divieto
di dimora in Campania e Lazio emanato dal gip del Tribunale di Napoli.
Due anni fa Letizia era stato arrestato insieme ad altri due esponenti
del clan dei Piccolo di Marcianise, conosciuti come i “Quaqquarone”,
organizzazione che agisce a Marcianise e dintorni e si oppone a quella
dei “Mazzacane” che fa capo alla famiglia Belforte. Il clan dei Piccolo
è storicamente alleato con i Casalesi.
Tutto questo si aggiunge a tanti altri episodi chiave che fanno capire
quanto, ad esempio, nel Basso Molise le infiltrazioni camorristiche
siano radicate da tempo per il riciclaggio di “denaro sporco”, per nuovi
investimenti, per comprare terreni sui quali smaltire illegalmente
rifiuti:
•
1999 - La Polizia di Stato di Campobasso disarticola un'associazione per
delinquere finalizzata al riciclaggio di denaro dei Casalesi, attraverso
alcune ditte di calcestruzzi molisane;
•
2000 – I Carabinieri di Termoli arrestano il latitante Bidognetti
Aniello, figlio di Bidognetti Francesco, detto "Cicciott' ‘e
mezzanotte", ex capo dei capi dei Casalesi;
•
2004 – Operazione Mosca: “I trafficanti avevano scelto il litorale
molisano – nel tratto da Termoli a Campomarino - per smaltire
abusivamente rifiuti speciali e pericolosi provenienti da diverse
aziende del nord Italia.”
•
2007 – Petacciato – Terreni molisani fra i beni sequestrati al clan dei
Casalesi.
Tutto ciò conferma quanto sostiene la Direzione Nazionale Antimafia nel
suo ultimo rapporto annuale, e cioè che da tempo in Molise si registrano
tentativi di infiltrazione - ma a questo punto si può tranquillamente
affermare che ormai siamo in presenza di una effettiva espansione - da
parte della criminalità organizzata delle regioni limitrofe.
In particolare, esponenti ''qualificati'' dei clan si mostrano
interessati al settore dello smaltimento illecito dei rifiuti, al
riciclaggio di denaro in immobili e attività commerciali nelle località
della costa e del venafrano e al controllo degli appalti pubblici.
Una affermazione, quella della DNA, che conferma l'allarme lanciato già
da tempo da numerosi osservatori che hanno denunciato l’espansione e la
presenza delle organizzazioni criminali negli affari molisani.
Si tratta soprattutto, secondo le fonti investigative, di clan
camorristici soprattutto dell'area del casertano.
Pur essendomi limitato a riportare alcuni episodi più recenti con altri
maggiormente lontani nel tempo, ritengo che il quadro malavitoso
descritto richieda l’immediata attenzione della Commissione parlamentare
di inchiesta sul fenomeno della mafia, per un preciso approfondimento di
quanto sta emergendo e un intervento specifico, avvalendosi dei poteri
di inchiesta che la stessa Commissione ha.
Perché, in effetti, pur apprezzando l’efficacia delle azioni di
contrasto poste in atto in Molise sul piano repressivo giudiziario,
l’impressione è che non siano stati adottati meccanismi e procedure
idonee per sottrarre risorse alla criminalità organizzata, che sta in
maniera pervasiva, seppure subdolamente, tentando di infiltrarsi
nell’economia, negli appalti, e soprattutto, nella pubblica
amministrazione regionale, con conseguenti effetti che non potranno non
essere devastanti.
E’ un maggiore e più incisivo impegno quello che va chiesto agli organi
di polizia giudiziaria e alla magistratura, che talvolta danno
l’impressione di essere in ritardo e silenti su questo come su altri
fronti, tra cui i reati contro la Pubblica Amministrazione.
Come pure sarebbe auspicabile, ai fini di una maggiore efficacia delle
attività di contrasto alla criminalità organizzata, un potenziamento del
ruolo e della presenza sul territorio molisano della Direzione
Investigativa Antimafia e dei nuclei specializzati del ROS e del
G.I.C.O.
Presidente Pisanu,
sono certo che raccoglierà questa segnalazione per l’accertamento e la
valutazione della natura e delle caratteristiche dei mutamenti e delle
trasformazioni del fenomeno malavitoso in Molise e di tutte le sue
connessioni, comprese quelle politico-istituzionali.
Fiducioso, resto in attesa di un Suo cortese e sollecito riscontro.
Con stima. |