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Alle
prime luci dell'alba del 18 gennaio, gli Agenti della Squadra Mobile
della Questura di Campobasso, diretti dal Vice Questore Mauro Baroni,
hanno proceduto all'esecuzione dell'Ordinanza Cautelare disposta dal
Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale Ordinario di
Campobasso, Dr.ssa Teresina Pepe, su richiesta del Sostituto Procuratore
della Repubblica Dr. Nicola D'Angelo, nei confronti di: - Cierello
Angelo, di anni 23, colpito da Ordinanza di Custodia Cautelare in
Carcere; - Cerello Rocco, di anni 20, colpito da Ordinanza di Custodia
Cautelare in Carcere; - Cierello Umberto, di anni 18, colpito da
Ordinanza di Arresti Domiciliari. A carico dei predetti sono stati
raccolti gravi e concordanti indizi di colpevolezza in ordine alle
seguenti fattispecie di reato: concorso in rapina ed estorsione.
L'indagine è iniziata poco prima del decorso Natale a seguito di un
provvidenziale intervento del personale della Squadra Volante richiesto
dai genitori di una delle vittime, i quali, ricevuta la sgradita visita
di un prepotente Cierello Umberto e notato l'atteggiamento
particolarmente intimorito del figlio 15enne, si erano convinti che tale
inquietante situazione potesse avere attinenza con qualcosa di poco
lecito. Si accerterà che il figlio era stato costretto a rubare tutti i
gioielli e gli oggetti d'oro che custodivano in casa, per un valore
superiore a 6.000,00 Euro, e a consegnarli in più occasioni agli
indagati. Immediata l'attivazione del personale della Sezione Reati
contro il Patrimonio della Squadra Mobile, il quale, in attuazione delle
opportune direttive impartite dal Dr. Nicola D'Angelo, Magistrato
titolare dell'indagine, ha sentito più di dieci adolescenti, in presenza
dei genitori, e ricostruito altrettante storie di soprusi e angherie,
alcune delle quali vanno avanti da anni. Di fatto, gli indagati si
impossessavano con la forza di qualsiasi somma di denaro in possesso dei
ragazzi sia a scuola che per strada, anche in presenza di altre persone,
e quando non avevano più il denaro li costringevano, con la minaccia, a
rubare nelle proprie abitazioni oggetti in oro e gioielli di famiglia,
che loro provvedevano immediatamente a vendere ai negozi di oro usato
del capoluogo molisano. Nel corso degli accertamenti sono stati
recuperati alcuni gioielli da poco venduti ai negozi specializzati e,
solo per tale motivo, non ancora rivenduti a terzi in buona fede ne
smontati e/o fusi per essere riutilizzati. E' convinzione degli
inquirenti che gli adolescenti vittime dei reati contestati ai tre
giovani rom siano molti di più. Si invitano pertanto costoro e i loro
familiari a segnalare ogni utile notizia al fine di definire l'effettiva
entità del fenomeno finalmente scoperto dall'attività della Polizia di
Stato e dell'Autorità Giudiziaria di Campobasso. |