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Tre,
i fatti salienti dell’udienza tenutasi ieri, 7 luglio nel processo
contro il Presidente della Regione, on. Michele Iorio per la nota
vicenda della Bain & Co. L’ipotesi di reato, come si ricorderà, è di
“abuso d’ufficio” per aver il Governatore del Molise favorito la Società
in cui lavorava suo figlio Davide e quindi, di conseguenza aver favorito
il prossimo congiunto.
La prima impressione che si è avuta è che il Presidente Iapaolo e il
Collegio non intendono dare nessun appiglio per rinvii di udienze che
farebbero scattare la prescrizione ch’è dietro l’angolo. Infatti, alla
richiesta dell’avv. Arturo Messere, difensore di Iorio di rinviare
l’udienza per impegni istituzionali del Presidente della Regione che
avrebbe dovuto raggiungere Roma per la conferenza Stato Regioni di cui
egli è vice-presidente, il Collegio ha opposto il rifiuto; il secondo
fatto saliente è che non tutti i testimoni (sono stati ascoltati gli ex
assessori regionali Antonio Chieffo, Rosario De Matteis, Pio Romano e
Antonino Sozio) hanno detto che quella delibera a cui avevano
partecipato era pienamente condivisa ( Rosario De Matteis ha rischiato
di brutto tra i tanti “non ricordo” e le varie contraddizioni rispetto
alle dichiarazioni rese agli inquirenti, puntualmente contestate dal PM
Fabio Papa) : la testimonianza di Pio Romano, se vogliamo dirla tutta, è
stata anzi “micidiale” (“ Quando ho firmato la delibera non sapevo che
si trattava della Società in cui lavorava un figlio del Presidente,
altrimenti mi sarei comportato diversamente) perché ha, di fatto,
accreditato l’ipotesi che Michele Iorio o chi sapesse, avesse taciuto
deliberatamente ai Colleghi di Giunta la circostanza che si trattava
della società in cui lavorava Davide.
Terzo ed ultimo fatto significativo: nonostante l’opposizione del
difensore dell’imputato, è stata ammessa come Parte Civile il Codacons
con la difesa affidata all’eccellente penalista Fabio Del Vecchio. E
questo, complicherà le cose.
Nel corso dell'udienza è stato sentito anche l'ispettore della Digos
Giuseppe Cerrato che ha ricostruito le varie fasi dell'indagine partita
da un’intercettazione telefonica nell'ambito di un altro procedimento.
Il funzionario di polizia ha ricordato che agli accertamenti
collaborarono anche i colleghi della questura di Milano che acquisirono
documenti nella sede della Bain&Co nel capoluogo lombardo.
Il processo riprenderà dopo la pausa estiva, il 13 ottobre, alle ore 12.
Nella prossima udienza saranno ascoltati l'ultimo testimone dell'accusa,
l’attuale presidente del Consiglio regionale Michele Picciano e cinque
testimoni della difesa. Anche l’assessore Gianfranco Vitagliano sarà
chiamato a testimoniare. |
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