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I
carabinieri di Cesena, sviluppando precise indicazioni fornite dai
colleghi del nucleo operativo della compagnia di Larino (CB), hanno
individuato e catturato due latitanti, Bavota Ernesto di 57 anni, e
Marchesani Sandrina di 42 anni, entrambi originari di San Martino in
Pensilis (CB).
I due sono considerati dei veri “Bonnie & Clyde” delle truffe, ricercati
dalle forze dell’ordine di tutta Europa, responsabili di truffe per
milioni di euro ai danni di aziende ed imprenditori italiani e
stranieri.
In sostanza i due “artisti della truffa”, abili falsificatori di
documenti, sfruttavano questa loro capacità per acquistare grossi
quantitativi all’ingrosso di merce senza pagare, merce che veniva poi
facilmente rivenduta, a prezzi stracciati, ad altri ignari imprenditori.
Questo “gioco” è costato al Bavota un accumulo di condanne, emesse da
tribunali di mezza Italia, per un totale di 15 anni, mentre per la
Marchesani, più giovane e da meno tempo inserita nel “giro”, la condanna
è di soli 5 anni.
Ernesto Bavota sfuggiva alla cattura da ormai 7 anni. Infatti il
cinquantasettenne, molisano di origine ma operante da 30 anni
soprattutto nel centro-nord, utilizzando documenti falsi e nominativi
fittizi, dal 2004 aveva fatto perdere le proprie tracce; ultimamente
aveva deciso di risiedere a Cesena per “lavorare” in quel territorio
notoriamente ricco dal punto di vista imprenditoriale. Aveva affittato
una villa in centro, guidava una Mercedes nuova fiammante con targa
tedesca, ed in tasca, all’atto dell’arresto gli sono stati trovati 7000
euro in contanti. La signora Marchesani lo accompagnava fedelmente.
A farli cadere in trappola la passione per i cani della donna.
Qualche giorno fa gli investigatori della compagnia di Larino, da anni
sempre all’erta sui due nominativi, avevano colto un errore da parte
della donna: la donna infatti, aveva da poco registrato presso
l’anagrafe canina di Cesena un bassotto appena acquistato, fornendo il
proprio nome come proprietaria. L’indirizzo fornito, invece, è risultato
subito fittizio.
Da quel momento quindi, l’indicazione dei colleghi di Larino ha
consentito ai carabinieri di Cesena di iniziare una caccia all’uomo
basata sul controllo di tutti i veterinari della città poiché risultava
che il cucciolo ancora necessitava delle previste vaccinazioni.
Ieri pomeriggio, dopo circa una settimana di appostamenti finalmente i
militari hanno visto la Marchesani accompagnata in macchina da Bavota,
recarsi presso uno studio veterinario in viale Matteotti. Immediatamente
sono scattate le manette per la coppia, che dopo le formalità di rito è
stata associata presso il carcere di Forlì in attesa dei previsti
trasferimenti, nelle decine di sedi giudiziarie dove i giudici attendono
a braccia aperte i due per irrogare le varie condanne.
Il bassotto sta bene ed è stato affidato ad una vicina della coppia,
amante degli animali. |