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“Un
dizionario sul passato che guarda anche al presente e al futuro”. Così
l’attacco de IL SOLE 24 ORE, che ha dedicato oggi (lunedì 17 gennaio) un
ampio servizio, niente di meno che mezza pagina (le classiche sei
colonne della terminologia giornalistica) del quotidiano economico più
importante d’Italia, alla molisana Mina Cappussi e al suo Dizionario
dell’Emigrazione, scritto a due mani con la collega, autrice di Rai
International, Tiziana Grassi. Una volta tanto il Molise rilancia la sua
immagine e ne esce vincente, bilanciando le inchieste e le classifiche
che, invariabilmente, lo vedono sempre fanalino di coda, grazie a questo
dizionario che, presentato come progetto alla Camera dei Deputati e
veicolato dal Ministero degli Affari Esteri, si preannuncia come una
vera e propria “rivoluzione” culturale prima che linguistica. “Le parole
che accompagnano il viaggio” il sottotitolo del pezzo di Leonard
Berberi, firma giovane e grintosa della prestigiosa testata
giornalistica. Perché Il sole 24 Ore si è interessato del Dizionario
dell’Emigrazione? Ma perché “capire e ricordare quel che siamo stati –
le dichiarazioni di Mina Cappussi – ci serve a decifrare l’attualità
nazionale per non perdere mai le nostre radici”. E in effetti, stando
all’ultimo rapporto della Fondazione Migrantes, il fenomeno migratorio
italiano non è mai finito, ottanta milioni di oriundi, quattro milioni
di connazionali iscritti al registro dei residenti all’estero. E proprio
al rapporto Migrantes Mina Cappussi ha contribuito con un capitolo
dedicato a “Un Mondo d’Italiani” il quotidiano internazionale dedicato
proprio agli italiani nel mondo. “E’ un tema, quello del ritorno o
meglio: rientro – scrive Berberi – che tocca da vicino anche gli
stranieri (oltre cinque milioni) che vivono e lavorano nel nostro Paese.
Colpiti dalla crisi e senza una rete sociale, alcuni hanno deciso di
tornare a casa, in attesa della ripresa. (…) Non sempre si torna in
Italia per problemi economici. Spiega la Cappussi che oggi molti
italiani lo fanno perché il legame affettivo con la terra natia non si è
mai perso. E lei, una giornalista di Bojano che dirige un giornale
dedicato agli emigrati, pensa che il dizionario servirà anche a non far
dimeni tare le proprie radici. Sarà anche per questo che, anticipano le
autrici, il testo sarà adottato sia dalle scuole del nostro Paese che da
quelle straniere che insegnano l’italiano come seconda lingua. Il tutto
grazie al Ministero dell’Istruzione e a quello degli Affari esteri. Si
tratta di un’opera in progress, aperta ai contributi di esperti, storici
di chiara fama”. E Il sole 24 ore anticipa alcuni dei termini che
costituiscono l’ossatura del dizionario, da “bossatura” a “Emergency
Quota Act”, da “Ellis Island” a “miniera”, da “Sacco e Vanzetti” a
“caporalato”, “cittadinanza”, “rimesse”, “ritorno”. “Ma è anche un
dizionario – conclude l’articolo – che guarda al futuro. Uno strumento
che serve a promuovere la lingua, la cultura, l’arte, le particolarità
territoriali e la genialità dle Belpaese attraverso racconti di
eccellenze che, in ogni settore, hanno veicolato il “made in Italy” nel
mondo”. Tutto bene, un unico, piccolo appunto. Bojano è in provincia di
Campobasso, non di Isernia, ma perdoniamo volentieri la svista quando il
Molise è “fotografato” in toni tanto positivi. |