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ITALIA: CARCERI IN ESPLOSIONE

08-09-2008

"La popolazione dei carcerati è geneticamente mutata" dice Giancarlo Caselli, l'attuale incaricato di mantenere i criminali dietro le sbarre , riferendosi non a esperimenti scientifici in corso in qualche prigione come il S.Vittore di Milano o il Regina Coeli di Roma, ma ai cambiamenti nelle connotazioni sociali e delinquenziali intervenute nei 256 istituti carcerarii italiani.Dieci anni fa, quasi tutti i detenuti erano italiani,e la gamma dei crimini era ampia.Oggi, oltre a 52.000 nativi, vi sono 14.000 stranieri.Un terzo, per droga.
Caselli è uno dei molti cui piacerebbe una amnistia : diversamente, egli teme, la tensione potrebbe esplodere. Dovrebbe essere la 20° grande scarcerazione dal 1947. La maggior parte di quelli che sostengono la attuale, piuttosto traballante, coalizione governativa di centro-sinistra si mostra generalmente favorevole all'idea di una nuova amnistia.Ccosì fa la Chiesa cattolica.Quando il Papa ha visitato Regina Coeli il 9 luglio ha fatto appello tra gli applausi dei detenuti ad un "gesto di clemenza" Una settimana prima, nella speranza di una loro scarcerazione, i carcerati in alcune prigioni hanno dato luogo ad assemblee tumultuose e si parlato di disordini in 52 carceri. Il governo sta tentennando tra varie proposte, quali nuove prigioni, più magistrati che possano far muovere più rapidamente le ruote della giustizia, o l'espulsione dei criminali stranieri. Ma i governanti rimangono perplessi all'idea di proporre una nuova amnistia : dai sondaggi di opinione è risultato che oltre sei italiani su dieci sono contro tale progetto. L'opposizione, che sta aumentando assai i consensi, non è entusiasta di aiutare il governo in tal senso.
Comunque quasi tutti concordano nel senso che qualcosa necessita fare. L'italia non ha una popolazione di detenuti particolarmente nutrita in comparazione con altri Paesi (cfr. grafico a fianco), ma le sue prigioni sono vecchie e sovraffollate.Si pensa che potrebbero contenere 43.000 carcerati,9.000 meno di ora. Ma S.Vittore che ha 1.800 detenuti,e la metà sono stranieri, ne potrebbe contenere 800. In ogni caso un' aministia, sarebbe solo una goccia nel mare. L'indolenza della giustizia,se non si assumono provvedimenti speciali, continuerà ad essare la maggiore colpevole. La metà dei detenuti sono rinviati in carcere in attesa di giudizio; solamente a Napoli sono pendenti 578.000 casi. Dei circa 9milioni,o giù di lì, di nuovi procedimenti che vengono fuori ogni anno, molti sono di gravità ridotta e non dovrebbero comportare sentenze di restrizione in carcere. I giudici scarseggiano di personale adeguato e computers. L'intero processo è talmente farcito di lungaggini che oggi la maggior parte degli autentici delinquenti se la cavano, a causa di leggi limitative della carcerazione; e poi quasi tutte le condanne a meno di due anni di pena sono automaticamente sospese. In questo senso, l'amnistia informale è già presente.

 
 

da "The economist"
a cura di A. Farinacci

 
 
 
 
 
 
 
 

  

dal 31 maggio 2008

 
 

 

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