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"La popolazione dei carcerati è geneticamente
mutata" dice Giancarlo Caselli, l'attuale incaricato di mantenere i
criminali dietro le sbarre , riferendosi non a esperimenti scientifici
in corso in qualche prigione come il S.Vittore di Milano o il Regina
Coeli di Roma, ma ai cambiamenti nelle connotazioni sociali e
delinquenziali intervenute nei 256 istituti carcerarii italiani.Dieci
anni fa, quasi tutti i detenuti erano italiani,e la gamma dei crimini
era ampia.Oggi, oltre a 52.000 nativi, vi sono 14.000 stranieri.Un
terzo, per droga.
Caselli è uno dei molti cui piacerebbe una amnistia : diversamente, egli
teme, la tensione potrebbe esplodere. Dovrebbe essere la 20° grande
scarcerazione dal 1947. La maggior parte di quelli che sostengono la
attuale, piuttosto traballante, coalizione governativa di
centro-sinistra si mostra generalmente favorevole all'idea di una nuova
amnistia.Ccosì fa la Chiesa cattolica.Quando il Papa ha visitato Regina
Coeli il 9 luglio ha fatto appello tra gli applausi dei detenuti ad un
"gesto di clemenza" Una settimana prima, nella speranza di una loro
scarcerazione, i carcerati in alcune prigioni hanno dato luogo ad
assemblee tumultuose e si parlato di disordini in 52 carceri. Il governo
sta tentennando tra varie proposte, quali nuove prigioni, più magistrati
che possano far muovere più rapidamente le ruote della giustizia, o
l'espulsione dei criminali stranieri. Ma i governanti rimangono
perplessi all'idea di proporre una nuova amnistia : dai sondaggi di
opinione è risultato che oltre sei italiani su dieci sono contro tale
progetto. L'opposizione, che sta aumentando assai i consensi, non è
entusiasta di aiutare il governo in tal senso.
Comunque quasi tutti concordano nel senso che qualcosa necessita fare.
L'italia non ha una popolazione di detenuti particolarmente nutrita in
comparazione con altri Paesi (cfr. grafico a fianco), ma le sue prigioni
sono vecchie e sovraffollate.Si pensa che potrebbero contenere 43.000
carcerati,9.000 meno di ora. Ma S.Vittore che ha 1.800 detenuti,e la
metà sono stranieri, ne potrebbe contenere 800. In ogni caso un'
aministia, sarebbe solo una goccia nel mare. L'indolenza della
giustizia,se non si assumono provvedimenti speciali, continuerà ad
essare la maggiore colpevole. La metà dei detenuti sono rinviati in
carcere in attesa di giudizio; solamente a Napoli sono pendenti 578.000
casi. Dei circa 9milioni,o giù di lì, di nuovi procedimenti che vengono
fuori ogni anno, molti sono di gravità ridotta e non dovrebbero
comportare sentenze di restrizione in carcere. I giudici scarseggiano di
personale adeguato e computers. L'intero processo è talmente farcito di
lungaggini che oggi la maggior parte degli autentici delinquenti se la
cavano, a causa di leggi limitative della carcerazione; e poi quasi
tutte le condanne a meno di due anni di pena sono automaticamente
sospese. In questo senso, l'amnistia informale è già presente. |