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 Da
vivo scappò dal mondo e dal soglio pontificio di Roma, da morto è
costretto a scappare in tutta fretta dal mausoleo che custodiva le sue
spoglie in una cappella della Basilica di Santa Maria di Collemaggio a
L’Aquila, la cui cupola, a causa del terremoto, è venuta giù di botto,
seppellendo l’abside stesso e gli altari, l’organo seicentesco, e per
poco anche il mausoleo del papa eremita Celestino V. La mummia del santo
è stata tratta al sicuro dai vigili dei fuoco nei giorni successivi al
terremoto, è stata spostata dalla sua teca sotto l’abside della basilica
aquilana , in un'altra ala della stessa basilica, più sicura e più
protetta.
Un trasloco temporaneo: ritornerà al suo posto quando la basilica di
Santa Maria di Collemaggio verrà ricostruita e restaurata con tecniche
antisismiche. Intanto dai cittadini di Isernia , nel Molise, città della
quale è patrono, si è levata a gran voce la richiesta che il corpo del
santo molisano venga custodito provvisoriamente nella città capoluogo
del paese natale (Morrone del Sannio (?), uno dei paesi molisani che si
contendono l’onore di aver dato i natali al papa eremita, lo stesso che
ha dato i natali ad Angelo Michele Iorio, politico italiano, presidente
della Regione Molise dal 2001, con tendenze opposte a quelle del
compaesano Celestino V. A non scappare dal mondo politico e dallo
scranno di governatore del Molise, ma a ricoprire incarichi
contemporanei e incompatibili su diversi scranni del potere politico
*) di Pietro Angeleri, in seguito chiamato frà Pietro da Morrone,
divenuto papa con il nome di Celestino V.
Nel 1215 vi nacque da contadini poveri con molti figli, onesti e
profondamente religiosi, studiando dai monaci Benedettini del vicino
monastero di Faipoli (oggi in provincia di Campobasso, all’epoca in
diocesi di Benevento); ben presto insoddisfatto dalla vita monacale
dell’ordine, si ritirò in una grotta, da eremita, nelle vicinanze del
fiume Aventino, nei pressi di Palena, in Abruzzo. Dopo essere stato
ordinato sacerdote a Roma, tornò in Abruzzo, stabilendosi alle falde del
Monte Morrone, dove conduceva vita penitenziale a modello di quella di
S. Giovanni Battista: non beveva vino, non mangiava carne e praticava
quattro quaresime all’anno.
Nel 1265 fece costruire l’Eremo di Sant’Onofrio,dove si ritirò in
preghiera ed eremitaggio solitario: fu lì che venne informato della sua
avvenuta elezione a Pontefice nel Conclave di Perugia il 5 luglio 1294.
Fu incoronato papa, per suo desiderio, proprio nella basilica di S.
Maria di Collemaggio a L’Aquila,che egli stesso aveva fatto costruire
alcuni anni prima.
Nella storia è rimasta la sua celebre rinuncia al papato, avvenuta dopo
solo cinque mesi, e precisamente il 13 dicembre 1294. Pronunciò il “gran
rifiuto” dantesco, nel Concistoro appositamente da lui convocato, con
queste parole:” Io Celestino V, mosso da ragioni legittime, per bisogno
di umiltà, per perfezionamento morale e per obbligo di coscienza, per
debolezza del corpo, per difetto di dottrina e per cattiveria del mondo,
per l’infermità della persona, al fine di recuperare la pace e le
consolazioni del mio precedente modo di vivere, liberamente e
spontaneamente, mi dimetto dal Pontificato…”. Si alzò, dopo aver finito
di leggere l’atto papale di rifiuto, scese dal trono, si tolse la mitra
dal capo, il manto porporino e le insegne che depose per terra. Si
rivestì poi del suo rozzo mantello e uscì dal Concistoro.
Il suo successore al soglio pontificio Bonifacio VIII, protagonista di
numerose e poco nobili vicende, arrivò ad imprigionarlo nella rocca di
Fumone (Frosinone) dove morì solo e dimenticato il 19 maggio del 1296.
*
Alle elezioni regionali del 2000 è stato candidato a presidente della
Giunta Regionale per la coalizione del centrodestra, risultando
sconfitto per 600 voti; le elezioni vengono però annullate, in seguito
al ricorso di un elettore per presunta irregolarità delle liste
presentate dal centrosinistra. Le elezioni si ri-svolgeranno nel
novembre 2001 e Michele Iorio verrà eletto presidente con una vasta
maggioranza: il 58,2% dei voti. Alle elezioni politiche dello stesso
anno 2001 è stato eletto deputato nella circoscrizione del Molise,
ricoprendo, nonostante l’incompatibilità, il doppio incarico fino al
2003, quando viene dichiarato decaduto dal seggio parlamentare,
incompatibile con l’appartenenza ad una giunta regionale (sarà
rimpiazzato da Riccardo Tamburo nel 2005). In quell’anno è stato
designato vicepresidente della Conferenza Stato-Regioni, quindi è stato
incaricato direttamente dall’allora Presidente del Consiglio Silvio
Berlusconi come commissario straordinario per il terremoto (che colpì il
Molise nell’ottobre 2002). Alle elezioni politiche del 2006 viene eletto
senatore per Forza Italia, ricoprendo anche la carica di membro della
Commissione di Vigilanza Rai, ricacciandosi in stato di incompatibilità
tra la carica di parlamentare e la Presidenza della Regione. Ricandidato
alle elezioni regionali del 5 novembre 2006, è stato rieletto presidente
della Regione Molise con il 54% dei voti. Solo in quella data si dimette
da senatore della Repubblica.
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