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Dalla basilica di Collemaggio colpita del terremoto
scappa anche il papa molisano Celestino V

di Orlando Abiuso
27-04-2009

Da vivo scappò dal mondo e dal soglio pontificio di Roma, da morto è costretto a scappare in tutta fretta dal mausoleo che custodiva le sue spoglie in una cappella della Basilica di Santa Maria di Collemaggio a L’Aquila, la cui cupola, a causa del terremoto, è venuta giù di botto, seppellendo l’abside stesso e gli altari, l’organo seicentesco, e per poco anche il mausoleo del papa eremita Celestino V. La mummia del santo è stata tratta al sicuro dai vigili dei fuoco nei giorni successivi al terremoto, è stata spostata dalla sua teca sotto l’abside della basilica aquilana , in un'altra ala della stessa basilica, più sicura e più protetta.
Un trasloco temporaneo: ritornerà al suo posto quando la basilica di Santa Maria di Collemaggio verrà ricostruita e restaurata con tecniche antisismiche. Intanto dai cittadini di Isernia , nel Molise, città della quale è patrono, si è levata a gran voce la richiesta che il corpo del santo molisano venga custodito provvisoriamente nella città capoluogo del paese natale (Morrone del Sannio (?), uno dei paesi molisani che si contendono l’onore di aver dato i natali al papa eremita, lo stesso che ha dato i natali ad Angelo Michele Iorio, politico italiano, presidente della Regione Molise dal 2001, con tendenze opposte a quelle del compaesano Celestino V. A non scappare dal mondo politico e dallo scranno di governatore del Molise, ma a ricoprire incarichi contemporanei e incompatibili su diversi scranni del potere politico *) di Pietro Angeleri, in seguito chiamato frà Pietro da Morrone, divenuto papa con il nome di Celestino V.
Nel 1215 vi nacque da contadini poveri con molti figli, onesti e profondamente religiosi, studiando dai monaci Benedettini del vicino monastero di Faipoli (oggi in provincia di Campobasso, all’epoca in diocesi di Benevento); ben presto insoddisfatto dalla vita monacale dell’ordine, si ritirò in una grotta, da eremita, nelle vicinanze del fiume Aventino, nei pressi di Palena, in Abruzzo. Dopo essere stato ordinato sacerdote a Roma, tornò in Abruzzo, stabilendosi alle falde del Monte Morrone, dove conduceva vita penitenziale a modello di quella di S. Giovanni Battista: non beveva vino, non mangiava carne e praticava quattro quaresime all’anno.
Nel 1265 fece costruire l’Eremo di Sant’Onofrio,dove si ritirò in preghiera ed eremitaggio solitario: fu lì che venne informato della sua avvenuta elezione a Pontefice nel Conclave di Perugia il 5 luglio 1294. Fu incoronato papa, per suo desiderio, proprio nella basilica di S. Maria di Collemaggio a L’Aquila,che egli stesso aveva fatto costruire alcuni anni prima.
Nella storia è rimasta la sua celebre rinuncia al papato, avvenuta dopo solo cinque mesi, e precisamente il 13 dicembre 1294. Pronunciò il “gran rifiuto” dantesco, nel Concistoro appositamente da lui convocato, con queste parole:” Io Celestino V, mosso da ragioni legittime, per bisogno di umiltà, per perfezionamento morale e per obbligo di coscienza, per debolezza del corpo, per difetto di dottrina e per cattiveria del mondo, per l’infermità della persona, al fine di recuperare la pace e le consolazioni del mio precedente modo di vivere, liberamente e spontaneamente, mi dimetto dal Pontificato…”. Si alzò, dopo aver finito di leggere l’atto papale di rifiuto, scese dal trono, si tolse la mitra dal capo, il manto porporino e le insegne che depose per terra. Si rivestì poi del suo rozzo mantello e uscì dal Concistoro.
Il suo successore al soglio pontificio Bonifacio VIII, protagonista di numerose e poco nobili vicende, arrivò ad imprigionarlo nella rocca di Fumone (Frosinone) dove morì solo e dimenticato il 19 maggio del 1296.

* Alle elezioni regionali del 2000 è stato candidato a presidente della Giunta Regionale per la coalizione del centrodestra, risultando sconfitto per 600 voti; le elezioni vengono però annullate, in seguito al ricorso di un elettore per presunta irregolarità delle liste presentate dal centrosinistra. Le elezioni si ri-svolgeranno nel novembre 2001 e Michele Iorio verrà eletto presidente con una vasta maggioranza: il 58,2% dei voti. Alle elezioni politiche dello stesso anno 2001 è stato eletto deputato nella circoscrizione del Molise, ricoprendo, nonostante l’incompatibilità, il doppio incarico fino al 2003, quando viene dichiarato decaduto dal seggio parlamentare, incompatibile con l’appartenenza ad una giunta regionale (sarà rimpiazzato da Riccardo Tamburo nel 2005). In quell’anno è stato designato vicepresidente della Conferenza Stato-Regioni, quindi è stato incaricato direttamente dall’allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi come commissario straordinario per il terremoto (che colpì il Molise nell’ottobre 2002). Alle elezioni politiche del 2006 viene eletto senatore per Forza Italia, ricoprendo anche la carica di membro della Commissione di Vigilanza Rai, ricacciandosi in stato di incompatibilità tra la carica di parlamentare e la Presidenza della Regione. Ricandidato alle elezioni regionali del 5 novembre 2006, è stato rieletto presidente della Regione Molise con il 54% dei voti. Solo in quella data si dimette da senatore della Repubblica.
• [Da Wikipedia, l’enciclopedia libera]

 

 

 

 
 
 
 
 
 
 

  

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