Home Page


Stampa

   
 

   

Salviamo l'Università Cattolica di Campobasso

di Gennaro Chierchia *
 
15-02-2010

Il 2010 è partito sotto i peggiori auspici per l’Università Cattolica di Campobasso: ad oggi non si è mosso alcun passo verso il sostegno al più prestigioso e ammirato Centro di ricerca del Molise,ora in difficoltà a causa del mancato corrispettivo dovuto a fronte dell’erogazione di servizi.
Occorre ricordare che il Centro non è una struttura privata, bensì un’Università con soggetto di diritto pubblico, e qualsiasi utile deve essere necessariamente reinvestito all’interno.
In base alla propria impostazione e ai propri principi ispiratori si qualifica come luogo di ricerca scientifica, luogo di insegnamento, luogo di preparazione professionale, luogo di educazione, intesa come formazione integrale della persona umana. La ricerca scientifica viene interpretata e vissuta nel suo nesso con l’antropologia e con l’etica. Nel 2002 a Campobasso venne inaugurata la quinta sede dell'Università, il Centro di ricerche e formazione ad alta tecnologia nelle scienze biomediche; tutti ricordano che la prima pietra venne benedetta il 19 marzo 1995 da Giovanni Paolo II (quest’anno ricorre il quindicesimo anniversario).
Il Centro Sanitario conferma la sua vocazione all’eccellenza, l’attività clinica e quella di ricerca applicata vanno di pari passo costituendo un punto di riferimento per la Comunità Scientifica nazionale ed internazionale, un vero e proprio fiore all’occhiello della Regione Molise frutto del lavoro di equipe di professionisti.
L’elenco degli studi condotti dal polo di ricerca sono molteplici e riguardanti i più svariati argomenti, la lista risulterebbe considerevolmente estesa e i suoi risultati scientifici coinvolgono i più importanti centri di ricerca internazionali.
Basti ricordare la rilevante partecipazione al Congresso Internazionale di Nizza con il “Progetto Gala Tria” sul trattamento della stenosi della carotide. Lo studio servirà ad elaborare delle linee guida valide per tutti i gli specialisti del mondo che curano questa patologia per i prossimi anni .
Ma l’Università Cattolica di Campobasso, oltre ad essere invidiabile Centro di Ricerca, è anche un qualificato luogo di formazione professionale. E' boom di pre-iscrizioni ai corsi di laurea per le professioni sanitarie, sono numerosi gli aspiranti camici bianchi, con un + 50% circa rispetto all'anno precedente, per 100 posti disponibili. Si conferma il grande interesse per Fisioterapia, ma molto gettonati sono anche gli altri corsi di laurea. Da una analisi delle domande di ammissione si conferma “l'attrazione” e il prestigio per la Cattolica non solo da parte dei neodiplomati del Molise, ma di tutte le Regioni italiane, soprattutto del Centro-Sud. Il percorso formativo è strettamente collegato all’intensa attività di ricerca ed assistenza promossa dalla sede nell’ottica di un aggiornamento continuo.
Ma nonostante i citati prestigiosi risultati scientifici, la vasta gamma di possibilità di crescita formativa delle nostre giovani menti più brillanti, l’assistenza ai malati con le migliori prestazioni mediche specializzate, l’attrazione del vortice commerciale che dal ristorante alla disponibilità di accoglienza di visitatori crea molteplici posti di lavoro,per il nostro Centro di Ricerca si profila un orizzonte nebuloso.
L’Università Cattolica rischia la chiusura, e lo dobbiamo far sapere con forza a tutti i molisani, per evitare il tracollo, per tamponare una situazione che può essere risolta, per richiamare l’attenzione di tutti i nostri corregionali che si sono impegnati con sacrificio e abnegazione per la sua nascita ed evoluzione. C’è un debito di circa 100.000.000 di Euro che la Regione Molise deve alla Cattolica e tale debito non solo non deve comportare la penalizzazione del Centro, ma deve rappresentare un punto di svolta verso un’ulteriore crescita.
Per i centinaia di posti di lavoro a rischio e le loro famiglie la Regione Molise deve trovare il coraggio di scelte intelligenti per il miglioramento dell’efficienza ed efficacia dei servizi, e non ricadere in scelte semplicistiche chiamate “tagli”. La popolazione molisana difenderà con forza il Centro Sanitario e se servirà scenderà in piazza per far valere le proprie ragioni.
La soluzione ai problemi della sanità molisana è una: rafforzare la competizione/collaborazione pubblico- privato, operando scelte forse impopolari ma portatrici di un miglioramento della qualità delle prestazioni e dei servizi a tutti i livelli.

 

 

* Consigliere Regionale

 
 
 
 
 
 
 

  

dal 31 maggio 2008

 
 

 

NOTE: Questo sito fa largo uso di javascript e flash actionscript. Gli script utilizzati sono sicuri, non possono pertanto danneggiare in alcun modo il computer del visitatore, inoltre non prelevano informazioni personali di alcun genere.
Sito realizzato da Luca Martino - ®2008 - 2009