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Sono
caduti nel vuoto gli appelli lanciati alla Giunta Regionale dai
dipendenti, dai sindacati e dal Sindaco di Isernia, per il salvataggio
di una struttura importante per l’organizzazione sanitaria regionale
quale è l’Istituto europeo Riabilitativo “Igea Medica di Isernia”,
operante nel settore della riabilitazione di pazienti spesso reduci da
stati comatosi. Tale struttura era nata per ospitare 120 posti letto,
dove affluivano anche da fuori regione . La situazione di difficoltà si
è trascinata per circa dodici anni ed è capitolata a dicembre scorso.
L’entità del debito ormai è tale da non consentire di far fronte nemmeno
alle esigenze ordinarie. Il tribunale di Isernia ha ormai dichiarato il
fallimento del Centro che risulta insolvente nei confronti dei 50
dipendenti da luglio e che ha un debito di circa dieci milioni di euro.
I pazienti, per lo più anziani, devono trovarsi quanto prima un’altra
sistemazione. I disagi sono notevoli se si considera che la maggior
parte di loro non sono trasportabili. E cosa ne sarà dei 50 dipendenti?
E delle loro famiglie? Sembra inoltre che per loro non sia stata
prevista per ora nemmeno la cassa integrazione. A determinare il declino
ci sarebbe lo scarso interesse della regione.
Ma non era lo stesso Iorio che annoverava tra gli obbiettivi del piano
di rientro sanitario quello della creazione e rafforzamento di residenze
assistenziali, hospice e… riabilitazione? Purtroppo, a pagare la cattiva
gestione delle giunte sono i cittadini, prima con le proprie tasche con
l’aumento dei ticket e di Irpef e Irap, e poi con la privazione del
diritto alla salute e con il depauperamento della professione sanitaria.
Non è, infatti, trascurabile la quantità di personale medico e
paramedico specializzato che lavora fuori regione.
Non è più procrastinabile una riorganizzazione generale dell’intero
sistema sanitario con l’intento di sfruttare al meglio le risorse umane,
ottimizzare l’erogazione dei servizi sanitari, colmare le carenze
specialistiche configurando il piano assistenziale su una base di
un’analisi più precisa del territorio e delle esigenze degli utenti,
tenendo conto dei fattori che caratterizzano la nostra regione,
dell’indice di dispersione dei nuclei abitati, dell’indice di vecchiaia
(maggiore del 22% rispetto al dato nazionale), della qualificazione
specialistica, dei meccanismi di regolazione del mercato tra pubblico e
privato.
Purtroppo chi ha gestito la sanità negli ultimi 10 anni è sordo e non
ascolta né cittadini, né personale sanitario e amministrativo, né
Sindaci, né organizzazioni sindacali. Tira diritto per portare il
Molise... dove??? |