Home Page


Stampa

 

Nota sul fallimento dell’Igea medica

di Gennaro Chierchia *
24-01-2012
 

Sono caduti nel vuoto gli appelli lanciati alla Giunta Regionale dai dipendenti, dai sindacati e dal Sindaco di Isernia, per il salvataggio di una struttura importante per l’organizzazione sanitaria regionale quale è l’Istituto europeo Riabilitativo “Igea Medica di Isernia”, operante nel settore della riabilitazione di pazienti spesso reduci da stati comatosi. Tale struttura era nata per ospitare 120 posti letto, dove affluivano anche da fuori regione . La situazione di difficoltà si è trascinata per circa dodici anni ed è capitolata a dicembre scorso. L’entità del debito ormai è tale da non consentire di far fronte nemmeno alle esigenze ordinarie. Il tribunale di Isernia ha ormai dichiarato il fallimento del Centro che risulta insolvente nei confronti dei 50 dipendenti da luglio e che ha un debito di circa dieci milioni di euro. I pazienti, per lo più anziani, devono trovarsi quanto prima un’altra sistemazione. I disagi sono notevoli se si considera che la maggior parte di loro non sono trasportabili. E cosa ne sarà dei 50 dipendenti? E delle loro famiglie? Sembra inoltre che per loro non sia stata prevista per ora nemmeno la cassa integrazione. A determinare il declino ci sarebbe lo scarso interesse della regione.
Ma non era lo stesso Iorio che annoverava tra gli obbiettivi del piano di rientro sanitario quello della creazione e rafforzamento di residenze assistenziali, hospice e… riabilitazione? Purtroppo, a pagare la cattiva gestione delle giunte sono i cittadini, prima con le proprie tasche con l’aumento dei ticket e di Irpef e Irap, e poi con la privazione del diritto alla salute e con il depauperamento della professione sanitaria. Non è, infatti, trascurabile la quantità di personale medico e paramedico specializzato che lavora fuori regione.
Non è più procrastinabile una riorganizzazione generale dell’intero sistema sanitario con l’intento di sfruttare al meglio le risorse umane, ottimizzare l’erogazione dei servizi sanitari, colmare le carenze specialistiche configurando il piano assistenziale su una base di un’analisi più precisa del territorio e delle esigenze degli utenti, tenendo conto dei fattori che caratterizzano la nostra regione, dell’indice di dispersione dei nuclei abitati, dell’indice di vecchiaia (maggiore del 22% rispetto al dato nazionale), della qualificazione specialistica, dei meccanismi di regolazione del mercato tra pubblico e privato.
Purtroppo chi ha gestito la sanità negli ultimi 10 anni è sordo e non ascolta né cittadini, né personale sanitario e amministrativo, né Sindaci, né organizzazioni sindacali. Tira diritto per portare il Molise... dove???

 

 

* Consigliere Regionale
 
 
 
 
 
 
 

  

dal 31 maggio 2008

 
 
  NOTE: Questo sito fa largo uso di javascript e flash actionscript. Gli script utilizzati sono sicuri, non possono pertanto danneggiare in alcun modo il computer del visitatore, inoltre non prelevano informazioni personali di alcun genere.
Sito realizzato da Luca Martino - ®2008 - 2012