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Assunzioni e sperperi a Molise Acque (Presidente Sabatini)
L’interrogazione del Consigliere Ciocca

30-01-2012
 

Il Consigliere regionale Salvatore Ciocca ha inoltrato un’interrogazione al Presidente della Giunta regionale e all’assessore Antonio Chieffo, per chiedere se non ritengano di annullare le numerose delibere che il Presidente di Molise Acque ( l’avv. Stefano Sabatini) ha messo in atti, in odore di illegalità.
“Come avevo annunciato solo verbalmente nel corso del Consiglio regionale sulle dichiarazioni programmatiche dell’Esecutivo Iorio, ho inteso chiedere chiarezza in merito ad alcune decisioni affatto ordinarie prese negli ultimi mesi dal commissario della Molise Acque e attinenti la natura giuridica dell’azienda speciale – spiega il consigliere regionale del SEL. Nello specifico ho chiesto il ritiro di tutte le delibere commissariali con la conseguente sospensione degli effetti della loro applicazione lì dove questi fossero già stati prodotti”.
Nel dettaglio, il consigliere regionale Salvatore Ciocca entra nel merito della delibera commissariale con la quale si è approvata la nuova pianta organica dell’azienda speciale Molise Acque che consente ad un rilevante aumento del numero di personale dipendente che viene aumentato di 110 unità con un aggravio di spese quantificato in 3 milioni e 400mila euro all’anno. Approvazione questa che non ha tenuto affatto in considerazione il verbale del Collegio dei Revisori dei Conti presieduto dal rag. Molino che aveva definito palesemente illegittima la nuova proposta di pianta organica.
Nella stessa delibera commissariale vengono istituite tre sedi periferiche della Molise Acque con sede a Isernia, Termoli e persino Roma.
“Non mi pare che questi atti seguano la strada della sobrietà e del rigore che il presidente Iorio ha annunciato di voler perseguire – continua il consigliere Ciocca -; anzi, i suoi richiami paiono assolutamente in contrasto con quanto invece deliberato dal commissario straordinario della Molise Acque che ha conferito anche un incarico dirigenziale per il settore ‘rapporti internazionali’ dell’azienda speciale affidandolo ad una professionista che però dovrebbe dirigere se stessa non risultando, per quello specifico settore, altri dipendenti da coordinare”.
“Il Collegio dei Revisori dei Conti presieduto dal rag. Molino aveva espresso parere negativo - nel verbale numero 118 del 9 dicembre 2010 - alla decisione unilaterale - spiega Ciocca - di trasformare i contratti posti in essere in contratti di natura privatistica, in palese contrasto quindi con la natura dell’Ente ribadita dall’Avvocatura regionale che si era espressa su un preciso quesito posto dalla Regione Molise. Proprio l’Avvocatura aveva espresso parere contrario alla determinazione proposta dai vertici di Molise Acque che, nonostante questo, non hanno inteso recepire le osservazioni e deliberare in senso opposto facendo riferimento e dando quindi valore normativo al parere legale di uno studio romano che, laconicamente e sempre su richiesta dell’azienda speciale, aveva decretato la nuova natura giuridica dell’azienda speciale sostenendo la non applicabilità del decreto legislativo 165/2001 che ha regolato fino ad oggi i rapporti giuridici.”.
Questo parere legale, nei fatti, secondo il consigliere regionale, inquadra il personale non più come dipendente pubblico e acconsente, senza interventi legislativi, alla trasformazione giuridica dell’azienda che in base al decreto legislativo 165/2001 e i regolamenti interni dispiega i suoi effetti di tipo contrattuale in base alla sua natura pubblicistica.
"L’intera questione è stata sottoposta al vaglio della Regione Molise alla quale il 28 settembre 2011 sono stati inviati gli atti relativi ma in assenza di un pronunciamento, solo dopo qualche giorno, si è comunque proceduto al nuovo inquadramento giuridico annullando, di fatto, le decisioni prese dal Consiglio di Amministrazione senza alcuna deliberazione attinente e successiva. L’argomento, manco a dirlo, è rimasto lettera morta nonostante si fosse insediato nel frattempo un nuovo Collegio sindacale, presieduto dal dottor Digati.
In questo preoccupante e assordante silenzio, conclude Ciocca, il Consiglio regionale ha votato all’unanimità l’emendamento della Federazione della Sinistra, inserito nella contromanovra dell’opposizione consiliare, alla legge Finanziaria 2012 ribadendo la gestione del servizio pubblico integrato affidata alla Molise Acque, definita ‘ente di diritto pubblico la cui natura giuridica non può essere modificata".
"L’acqua, come ha ulteriormente ribadito il decreto sulle liberalizzazioni del premier Monti, è e resta pubblica sia nella captazione che nella distribuzione che nella gestione. A fronte di queste evidenti divergenze e confusioni ho inteso interrogare il presidente Iorio e l’assessore Chieffo affinché sia definitivamente fatta chiarezza in merito alla natura giuridica dell’azienda speciale Molise Acque e agli effetti che le delibere commissariali hanno evidentemente già prodotto”.

 

 

 
 
 
 
 
 
 

  

dal 31 maggio 2008

 
 
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