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Il
Consigliere regionale Salvatore Ciocca ha inoltrato un’interrogazione al
Presidente della Giunta regionale e all’assessore Antonio Chieffo, per
chiedere se non ritengano di annullare le numerose delibere che il
Presidente di Molise Acque ( l’avv. Stefano Sabatini) ha messo in atti,
in odore di illegalità.
“Come avevo annunciato solo verbalmente nel corso del Consiglio
regionale sulle dichiarazioni programmatiche dell’Esecutivo Iorio, ho
inteso chiedere chiarezza in merito ad alcune decisioni affatto
ordinarie prese negli ultimi mesi dal commissario della Molise Acque e
attinenti la natura giuridica dell’azienda speciale – spiega il
consigliere regionale del SEL. Nello specifico ho chiesto il ritiro di
tutte le delibere commissariali con la conseguente sospensione degli
effetti della loro applicazione lì dove questi fossero già stati
prodotti”.
Nel dettaglio, il consigliere regionale Salvatore Ciocca entra nel
merito della delibera commissariale con la quale si è approvata la nuova
pianta organica dell’azienda speciale Molise Acque che consente ad un
rilevante aumento del numero di personale dipendente che viene aumentato
di 110 unità con un aggravio di spese quantificato in 3 milioni e
400mila euro all’anno. Approvazione questa che non ha tenuto affatto in
considerazione il verbale del Collegio dei Revisori dei Conti presieduto
dal rag. Molino che aveva definito palesemente illegittima la nuova
proposta di pianta organica.
Nella stessa delibera commissariale vengono istituite tre sedi
periferiche della Molise Acque con sede a Isernia, Termoli e persino
Roma.
“Non mi pare che questi atti seguano la strada della sobrietà e del
rigore che il presidente Iorio ha annunciato di voler perseguire –
continua il consigliere Ciocca -; anzi, i suoi richiami paiono
assolutamente in contrasto con quanto invece deliberato dal commissario
straordinario della Molise Acque che ha conferito anche un incarico
dirigenziale per il settore ‘rapporti internazionali’ dell’azienda
speciale affidandolo ad una professionista che però dovrebbe dirigere se
stessa non risultando, per quello specifico settore, altri dipendenti da
coordinare”.
“Il Collegio dei Revisori dei Conti presieduto dal rag. Molino aveva
espresso parere negativo - nel verbale numero 118 del 9 dicembre 2010 -
alla decisione unilaterale - spiega Ciocca - di trasformare i contratti
posti in essere in contratti di natura privatistica, in palese contrasto
quindi con la natura dell’Ente ribadita dall’Avvocatura regionale che si
era espressa su un preciso quesito posto dalla Regione Molise. Proprio
l’Avvocatura aveva espresso parere contrario alla determinazione
proposta dai vertici di Molise Acque che, nonostante questo, non hanno
inteso recepire le osservazioni e deliberare in senso opposto facendo
riferimento e dando quindi valore normativo al parere legale di uno
studio romano che, laconicamente e sempre su richiesta dell’azienda
speciale, aveva decretato la nuova natura giuridica dell’azienda
speciale sostenendo la non applicabilità del decreto legislativo
165/2001 che ha regolato fino ad oggi i rapporti giuridici.”.
Questo parere legale, nei fatti, secondo il consigliere regionale,
inquadra il personale non più come dipendente pubblico e acconsente,
senza interventi legislativi, alla trasformazione giuridica dell’azienda
che in base al decreto legislativo 165/2001 e i regolamenti interni
dispiega i suoi effetti di tipo contrattuale in base alla sua natura
pubblicistica.
"L’intera questione è stata sottoposta al vaglio della Regione Molise
alla quale il 28 settembre 2011 sono stati inviati gli atti relativi ma
in assenza di un pronunciamento, solo dopo qualche giorno, si è comunque
proceduto al nuovo inquadramento giuridico annullando, di fatto, le
decisioni prese dal Consiglio di Amministrazione senza alcuna
deliberazione attinente e successiva. L’argomento, manco a dirlo, è
rimasto lettera morta nonostante si fosse insediato nel frattempo un
nuovo Collegio sindacale, presieduto dal dottor Digati.
In questo preoccupante e assordante silenzio, conclude Ciocca, il
Consiglio regionale ha votato all’unanimità l’emendamento della
Federazione della Sinistra, inserito nella contromanovra
dell’opposizione consiliare, alla legge Finanziaria 2012 ribadendo la
gestione del servizio pubblico integrato affidata alla Molise Acque,
definita ‘ente di diritto pubblico la cui natura giuridica non può
essere modificata".
"L’acqua, come ha ulteriormente ribadito il decreto sulle
liberalizzazioni del premier Monti, è e resta pubblica sia nella
captazione che nella distribuzione che nella gestione. A fronte di
queste evidenti divergenze e confusioni ho inteso interrogare il
presidente Iorio e l’assessore Chieffo affinché sia definitivamente
fatta chiarezza in merito alla natura giuridica dell’azienda speciale
Molise Acque e agli effetti che le delibere commissariali hanno
evidentemente già prodotto”. |