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Manca meno di un anno al rinnovo delle elezioni alla Provincia di
Campobasso e forse meno se la burrasca che si preannuncia sulla testa
del Presidente D’Ascanio, prenderà forza e vigore. Il destino della
Provincia è, infatti, in mano al Presidente della Regione Michele Iorio
che ha già in tasca la disponibilità di tre consiglieri di
centro-sinistra che avrebbero già dichiarato la disponibilità a
scaricare D’Ascanio e il centro-sinistra, in cambio di un Collegio
sicuro e nuovi posizionamenti, nella più confortevole Casa della Libertà
ove abita il Popolo della Libertà.
Sono stati quattro anni terribili per Nicola D’Ascanio; anni di dura
contestazione, all’interno della sua coalizione di centro- sinistra e
del suo Partito che lo candidò ( il PD ) ex Ulivo, ex DS. Fece l’errore
di ritenersi in un fortino ormai da lui espugnato per sferrare l’attacco
ai “suoi” Parlamentari (Ruta e Massa) e ai vertici del “suo” Partito
(Massa, Macchiarola, Ruta) sotto forma di non-voto o voto-contrario alle
elezioni politiche. E raggiunse lo scopo: Massa e Ruta ruzzolarono. Ma
per questo “tradimento” Nicola D’Ascanio non fu messo sin da subito
sotto processo: fu mantenuto sulla graticola ad arrostire a fuoco lento.
Fu mandata in avanscoperta la segretaria del PD, Annamaria Macchiarola,
detta l’ “insipida” per la sua scialba prestazione alla guida di un
Partito che è andato alla deriva, nonostante i vani tentativi di
arginarne l’estinzione.
Ma D’Ascanio sopravvisse; quando sembrava aver perso definitivamente,
lanciò l’esca a Remo Grande, l’ex Sindaco di Guardialfiera, che non
esitò a cambiare casacca per accomodarsi sulla poltrona del Presidente
del Consiglio Provinciale.
Provvidenziale fu anche il salvataggio inaspettato dell’allora Prefetto
di Campobasso, dott.ssa Pagano, che chiuse gli occhi di fronte alla
plateale sofferenza dell’Aula, dove si votò con un numero di consiglieri
meno della metà.
E D’Ascanio, si barcamenò; scaricato dal PD, approfittò di un massiccio
sfilamento delle esigue truppe di Di Pietro, per approdare al suo porto.
Lui, di Montenero, con il compaesano ex ministro Di Pietro,
combatterono…e..persero nel loro paesello. E tutti capirono che, da
allora, il Presidente della Provincia è lasciato lì soltanto perché
ancora non si staglia all’orizzonte il candidato ideale per il PDL. Si
parla di De Matteis, ex assessore regionale ed ex Sindaco e Re di San
Giuliano del Sannio, dove però qualche mese fa ha subito una pesante
batosta; si parla di Nico Romagnuolo, attuale consigliere regionale, ma
soltanto perché “miracolato” dalla rocambolesca avventura dell’elezione
di Muccilli.
Si aspetta il terzo nome. Mentre D’Ascanio farebbe bene a crearsi degli
hobby per trascorrere serenamente i suoi giorni da pensionato. |