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D'Ascanio, pensando alla pensione

10-05-2010
 

Manca meno di un anno al rinnovo delle elezioni alla Provincia di Campobasso e forse meno se la burrasca che si preannuncia sulla testa del Presidente D’Ascanio, prenderà forza e vigore. Il destino della Provincia è, infatti, in mano al Presidente della Regione Michele Iorio che ha già in tasca la disponibilità di tre consiglieri di centro-sinistra che avrebbero già dichiarato la disponibilità a scaricare D’Ascanio e il centro-sinistra, in cambio di un Collegio sicuro e nuovi posizionamenti, nella più confortevole Casa della Libertà ove abita il Popolo della Libertà.
Sono stati quattro anni terribili per Nicola D’Ascanio; anni di dura contestazione, all’interno della sua coalizione di centro- sinistra e del suo Partito che lo candidò ( il PD ) ex Ulivo, ex DS. Fece l’errore di ritenersi in un fortino ormai da lui espugnato per sferrare l’attacco ai “suoi” Parlamentari (Ruta e Massa) e ai vertici del “suo” Partito (Massa, Macchiarola, Ruta) sotto forma di non-voto o voto-contrario alle elezioni politiche. E raggiunse lo scopo: Massa e Ruta ruzzolarono. Ma per questo “tradimento” Nicola D’Ascanio non fu messo sin da subito sotto processo: fu mantenuto sulla graticola ad arrostire a fuoco lento. Fu mandata in avanscoperta la segretaria del PD, Annamaria Macchiarola, detta l’ “insipida” per la sua scialba prestazione alla guida di un Partito che è andato alla deriva, nonostante i vani tentativi di arginarne l’estinzione.
Ma D’Ascanio sopravvisse; quando sembrava aver perso definitivamente, lanciò l’esca a Remo Grande, l’ex Sindaco di Guardialfiera, che non esitò a cambiare casacca per accomodarsi sulla poltrona del Presidente del Consiglio Provinciale.
Provvidenziale fu anche il salvataggio inaspettato dell’allora Prefetto di Campobasso, dott.ssa Pagano, che chiuse gli occhi di fronte alla plateale sofferenza dell’Aula, dove si votò con un numero di consiglieri meno della metà.
E D’Ascanio, si barcamenò; scaricato dal PD, approfittò di un massiccio sfilamento delle esigue truppe di Di Pietro, per approdare al suo porto.
Lui, di Montenero, con il compaesano ex ministro Di Pietro, combatterono…e..persero nel loro paesello. E tutti capirono che, da allora, il Presidente della Provincia è lasciato lì soltanto perché ancora non si staglia all’orizzonte il candidato ideale per il PDL. Si parla di De Matteis, ex assessore regionale ed ex Sindaco e Re di San Giuliano del Sannio, dove però qualche mese fa ha subito una pesante batosta; si parla di Nico Romagnuolo, attuale consigliere regionale, ma soltanto perché “miracolato” dalla rocambolesca avventura dell’elezione di Muccilli.
Si aspetta il terzo nome. Mentre D’Ascanio farebbe bene a crearsi degli hobby per trascorrere serenamente i suoi giorni da pensionato.

 

 

Luca Martino

 
 
 
 
 
 
 

  

dal 31 maggio 2008

 
 

 

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