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La
campagna elettorale è finita; mancano gli scrutini. Ma, a giudicare dal
clima e dalla partecipazione di popolo, non è difficile prevedere che
Rosario De Matteis ha stracciato tutti. Quei candidati e quelle liste
che hanno cercato di sbarrargli il passo e cioè l’illustre sconosciuto
Coscia voluto da Peppe Astore, raccoglierà un pugno di voti con
pochissimi consensi; così come pochissimi consensi si prevedono per
Oreste Campopiano che nonostante gli abbiano negato il simbolo Nuovo
PSI, che avrebbe giustificato la sua discesa in campo come vecchio
socialista, ha voluto correre con una lista senza radici, lontano dal
centro destra in cui era saldamente ancorato fino a pochissimo tempo fa;
molto più chiara la posizione di Giovancarmine Mancini della destra di
Storace che ha avuto il torto di volersi presentare- lui di Isernia-
alla Provincia di Campobasso, ove è quasi sconosciuto. Molto meglio
avrebbe fatto a candidare come Presidente Isabella Beccia, già
Consigliere Regionale, ragazza seria, competente, coerente, con un certo
seguito in quel di Bojano e Campobasso.
Mentre per Micaela Fanelli, c'è da dire che l’impressione che gli
elettori hanno avuto è quella di una diserzione pressoché totale dei
dirigenti dei DS (soprattutto i Consiglieri Regionali) e di tutte le
altre liste, che usciranno clamorosamente sconfitte dalle urne. La
Fanelli ha portato in dono al centro sinistra i suoi voti personali (
non pochi) e quelli di Massimo Romano, l’unico leader cha ha sostenuto
con convinzione, serietà e coerenza la candidata presidente della
sinistra.
Pierpaolo Nagni ha cercato di crearsi una alternativa autonoma, non
troppo appiattita sul leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro,
che produce seri guasti con la sua forsennata politica di
giustizialismo, dispotica, condita da violenza, arroganza, cattiveria
che denotano un suo complesso di inferiorità e la voglia di apparire,
che anche i suoi concittadini molisani stanno imparando a conoscere e a
rifuggire, vedi i politici che dopo poco tempo averlo conosciuto lo
hanno ripudiato (Lommano, Porfido, Astore, Massimo Romano, Ottaviano, D’Ascanio,
Erminia Gatti, Varra e Mucci, ecc) |