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La perduta democrazia

di Luca Martino
 
09-07-2008

Le motivazioni del disagio vissuto nel Consiglio Regionale del Molise, risiedono, in gran parte, come abbiamo visto nei commenti alla Giornata di Studio sull’Autoriforma regionale, nella felice espressione usata dalla relatrice e coordinatrice delle commissioni regionali per l’autoriforma, nella perduta “democrazia dell’Aula”.
Centralità assoluta del Governatore, poteri forti, potere di nomina e soprattutto “tutore” del “suo” programma elettorale presentato al popolo che lo ha eletto.
Ruolo defilato del Consiglio Regionale e nessun potere ai consiglieri regionali, in ordine non solo alle scelte programmatiche (già scritte per loro conto e non dai loro partiti d'appartenenza) ma anche all’indirizzo che la coalizione dovrebbe seguire; nessun controllo sull’operato della Giunta e tantomeno del Presidente.
Frutto, questo, del maggioritario e dell'elezione diretta del Presidente.
Con il vecchio sistema, ogni consigliere era portatore di un voto, per qualsiasi decisione. E l'opposizione poteva nutrire la speranza che sulle sue posizioni si potesse portare qualche consigliere della maggioranza e viceversa.
Il Consiglio era sovrano. Il Presidente doveva far di conti con ogni consigliere e con ogni Partito, di maggioranza e di minoranza.
Ma tutto questo, i partiti hanno fatto a gara per evitarlo.
Anche se, come abbiamo visto, ci si è ricondotti ben presto al bivio della decisione di reintrodurre qualche elemento riequilibratore.
Con l’Autoriforma, è possibile cambiare regole e sistema elettorale.
Innanzitutto, reintroducendo l’..Ascolto, la frequentazione, la raccolta d'istanze, suggerimenti, opinioni dei consiglieri. Bisogna trovare il tempo per adempiere quest'obbligo.
Incontri individuali, di gruppi. Ascolto accompagnato da fatti concreti, nel recepire. Affidare ai singoli consiglieri deleghe a hoc, non per settore (ci sono gli assessori) ma per problemi, per affari: un esempio per tutti, la costruzione del palazzo della regione.
Affidando ai vertici dei Partiti della coalizione il compito di riunioni assidue e puntuali con un raccordo puntuale ed effettivo con la Regione, possibilmente con documenti scritti che dovrebbero passare alla conoscenza dei consiglieri.
Il limite di demarcazione con i consiglieri di minoranza è anche argomento da non trascurare; è elemento di confronto e dibattito tra maggioranza e minoranze. Quali i punti d'unione che potrebbero passare attraverso le commissioni consiliari, quali i punti da dirimere e su quali problemi.
Insomma, a voler stare alle regole senza sforzarsi di ricercare serenità ed equilibrio non è saggio. Non ricercare la via del dialogo, in questo momento, è delittuoso per una regione che reclama aiuto.

 

 

 

 
 
 
 
 
 
 

  

dal 31 maggio 2008

 
 

 

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