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E' reato trattare male il dipendente polemico

16-04-2009

Rischia di essere condannato il capoufficio che risponde stizzito e mette in discussione le capacità lavorative di un dipendente che è solito polemizzare su tutto.
Il monito a misurare le risposte arriva dalla Corte di cassazione che, con la sentenza n. 15752 del 15 aprile 2009 ha annullato con rinvio la condanna per diffamazione inflitta a un capo che aveva risposto con una lettera perentoria alle richieste di chiarimenti avanzate da un dipendente "sofferente di vittimismo e portato alla polemica".

Nella missiva si dubitava inoltre della professionalità del lavoratore le cui richieste "lasciavano spazio a valutazioni poco lusinghiere sulla sua idoneità a ricoprire il ruolo affidato".
La quinta sezione penale ha spiegato che se la lettera fosse stata mandata come risposta immediata alle polemiche del dipendente e (non dopo nove giorni) con buona probabilità il reato sarebbe stato scriminato dallo stato d'ira.
Ma reagire a posteriori a un carattere del lavoratore generalmente così difficile con capi e colleghi può essere reato.

 

 

 

 
 
 
 
 
 
 

  

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