Home Page


Stampa

   
 

IL DIVORZIO E LE SUE COMPLICAZIONI

di Riccardo Sganga
08-11-2008

I cambiamenti culturali sono vertiginosi. Si è persa la sicurezza delle relazioni d’amore. Il divorzio nella nostra cultura è il riflesso di questi cambiamenti. Il matrimonio non è più quello di un tempo. L’amore si è trasformato nella contemplazione dell’unione e la sua assenza può legittimare la fine della stesso. Abituati a conviverci quasi non riflettiamo circa la sua implicazione e, soprattutto, circa i suoi effetti. Il divorzio è risultato di un processo più lungo e complesso di quello che lo determina legalmente. Non si tratta di una crisi passeggera, bensì di un’esperienza che lascia orme indelebili in chi lo attraversa. Quando pensiamo al divorzio ci risulta problematico pensare alla dissoluzione di un vincolo di due persone che coinvolge i figli. La separazione dei coniugi suppone la rottura della rete di valori, abitudini, progetti e modi di affrontare la vita trasmessi ai figli.
La fine del vincolo è una morte annunciata: piccole fratture, distanze crescenti, rancori accumulati, configurano un sottile campo di battaglia per seppellire il progetto d’amore del compagno. A volte questi scontri fanno parte dell’evoluzione naturale di un matrimonio, che troverà un nuovo equilibrio; altre volte, invece, conducono alla separazione. La cosa più importante sarà sempre tenere in considerazione i figli, come innocenti partecipanti di un “duello”, di una situazione di tristezza e perdita. Le colpe e la collera possono fare affondare in pozzi profondi dai quali sarà difficilissimo uscire. Spesso viene anche preclusa la possibilità di nuovi vincoli. Ma ci sono modi migliori per affrontare l’idea di un divorzio.
Esistono in molte città gruppi di persone che hanno vissuto la stessa esperienza e che lavorano per dimostrare le possibilità di ricostruzione del vincolo matrimoniale.
Ci sono anche istituzioni scolastiche e religiose che hanno costruito una rete di soccorso e aiuto per i figli - spettatori di una tragedia altrui che li avvolge completamente – spesso dimenticati nel fragore della “battaglia” e tristemente utilizzati come strumenti di manipolazione o di vendetta. Per essi il divorzio dei genitori non rappresenta una nuova opportunità, non porta a una vita migliore. Molti figli ricorrono e si riparano nell’illusione di un ritorno: sperano di ritrovarsi in una famiglia unita. Esistono sintomi a breve, medio e lungo termine che denunciano la confusione in cui essi si vedono sommersi. Generalmente, nei bambini in età scolare compaiono calo di rendimento, diminuzione della concentrazione; abbattimento, aggressività, comportamenti anomali. Gli adolescenti tendono ad esprimersi con rancore e competenza, tendono a sfruttare pericolosamente la situazione andando via di casa. I più piccoli, come piccole spugne, assorbono l’inquietudine trasmessa dall’ambiente familiare mostrandosi inquieti loro stessi e presentando disturbi del sonno, dell’alimentazione e dello stato di coraggio. Non bisognerebbe dimenticare mai che a divorziare sono i genitori non i figli.

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 

  

dal 31 maggio 2008

 
 

 

NOTE: Questo sito fa largo uso di javascript e flash actionscript. Gli script utilizzati sono sicuri, non possono pertanto danneggiare in alcun modo il computer del visitatore, inoltre non prelevano informazioni personali di alcun genere.
Sito realizzato da Luca Martino - 2008