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La
vicenda del megaimpianto eolico off-shore al largo della costa molisana
ha dell’incredibile.
Il Presidente della Regione, nell’apprendere la notizia, ha ribadito la
propria contrarietà a questa ipotesi, preannunciando azioni legali per
scongiurarne l’istallazione. “Se il Ministro Prestigiacomo mi avesse
riascoltato prima di firmare…”.
Non voglio dubitare che Iorio sia in buona fede, ossia che
effettivamente abbia appreso la notizia a cose fatte.
Ammettiamo che lo sia. Ammettiamo che il Presidente della Regione,
componente dell’Esecutivo Nazionale del PdL, vice Presidente della
Conferenza Stato-Regioni, non abbia mai appreso, né in forme ufficiali,
né in sedi istituzionali, neppure alle feste di partito, né che nessun
esponente del suo partito (compreso il deputato molisano Berlusconi) gli
abbia mai neanche accennato l’ipotesi che il rischio off-shore non fosse
scongiurato.
Ciò posto, questa vicenda dimostra come di fronte agli interessi
economici della lobby energetica non c’è appartenenza o ruolo
istituzionale che tenga.
Concordo, dunque, con la scelta di Iorio di esperire ogni azioni
giudiziaria per scongiurarne l’istallazione, anche perché sarebbe
l’ennesima volta, dopo il caso Turbogas (dove nessuno sembrava sapesse
ma in realtà qualcuno sapeva molto bene), che il Molise è oggetto di
attenzione per la localizzazione di impianti energetici di queste
dimensioni anche contro la volontà di Istituzioni e cittadini.
Ora al problema off-shore si aggiunge il rischio nucleare. Nella seduta
del 21 luglio scorso, ascoltate le dure accuse dell’Assessore Marinelli
che denunciava particolari attenzioni sull’ipotesi di localizzare una
centrale Nucleare in Molise, in Consiglio Regionale ho chiesto al
Presidente Iorio di dire una parola di chiarezza sulla propria
contrarietà a tale ipotesi che tanto allarme sta procurando ai molisani.
Da allora, silenzio. Un silenzio che ho definito inquietante.
Colgo perciò l’occasione per riproporre al Presidente Iorio l’invito a
chiarire il proprio punto di vista al riguardo, e soprattutto ad
adottare ogni atto utile a formalizzare giuridicamente tale contrarietà,
se del caso anche nelle vesti di Vice Presidente della Conferenza
Stato-Regioni.
Ciò, per evitare che si verifichi un nuovo effetto sorpresa come nel
caso della centrale Turbogas e dell’off-shore. E soprattutto per
risparmiare ai molisani, dopo il danno, la beffa di sentire che nessuno
sapeva e nessuno era d’accordo. |
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