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Qualcuno
prima o poi dovrà dire la verità agli studenti in merito a quanto sta
accadendo sulla struttura di via Facchinetti che in molti individuano
come la nuova sede del liceo scientifico Romita.
Qualcuno dovrà dire a 1200 alunni, corpo docente e non, e altre
centinaia di famiglie cosa c’è dietro questa vicenda che assume sempre
più l’aspetto di un complotto mal riuscito, e che da mesi scarica su
alunni e famiglie disagi, preoccupazioni e disservizi
Qualcuno dovrà dire alla gente che i fondi regionali sono stati
sbloccati solo come spot elettorale, ma che in realtà non esiste nessun
documento che confermi tale operazione.
Qualcuno dovrebbe avere il coraggio di ammettere che quello stabile ad
oggi non dovrebbe più essere preso in considerazione come sede del liceo
scientifico per un motivo semplicissimo, quello stesso bando anomalo,
oggi tradisce chi risulta essere vincitore di quella gara.
Mi spiego meglio. Il bando prevedeva che dopo 60 giorni
dall’aggiudicazione della gara la ditta si impegnava a presentare tutti
i documenti di destinazione d’uso e di agibilità. Oggi sono trascorsi
oltre 100 giorni da quell’aggiudicazione ma i documenti non sono
assolutamente in regola e conformi alla normativa vigente, e non lo
saranno mai, a meno di manovre altrettanto anomale.
Allora mi chiedo perché nessuno reputa ad oggi quell’aggiudicazione
risolta per gli evidenti motivi che ho appena citato?
Mi chiedo ancora, perché favorire questa soluzione in maniera cosi
ostinata tanto da perseguire strade evidentemente illegali?
È
di questi giorni l’inaugurazione della scuola prefabbricata ed anti
sismica che il governatore Iorio in soli 6 mesi è riuscito a finanziare
e realizzare ad Isernia. La medesima soluzione noi di Costruire
Democrazia la stiamo prospettando dallo scorso 2009, quando partecipammo
alle assemblee di istituto che i ragazzi tenevano nella loro ex sede in
via Scardocchia. Ricordo benissimo che, anche in piena campagna
elettorale, tenemmo una conferenza stampa proprio davanti la ex sede di
via Scardocchia per sollecitare la provincia ad attivarsi per una
soluzione che a inizio anno scolastico potesse garantire una scuola
sicura ai 1200 alunni che ogni giorno si recavano in quella struttura
per veder garantito il loro diritto allo studio.
Anche in quella occasione fummo avvolti da un silenzio assordante, e da
parte di chi aveva il dovere di fare qualcosa non ci fu nessuna
risposta. A distanza di circa un anno si vuole ancor di più esasperare
una situazione già di per se difficile, si vogliono infiammare gli
studenti, strumentalizzando la loro buona fede e la loro rabbia per
raggiungere obbiettivi, che ormai fugato ogni sospetto, appaiono sempre
più poco chiari e poco leciti.
A nome di Costruire democrazia voglio ancora una volta ricordare che ci
sono altre strade percorribili, e in più di una occasione, oltre che a
mezzo stampa, anche nelle sedi opportune, le abbiamo esposte e
ampiamente argomentate.
Continuo a sostenere che Chi ha delle colpe, ma soprattutto chi ha
inquinato e intorbidito questa faccenda, deve avere il coraggio di
dimettersi, perché ha mostrato con i fatti, di non saper dare risposte
certe ai cittadini. Mi riferisco a coloro che da troppo tempo non hanno
il coraggio di rispondere alle nostre domande, ma soprattutto non
rispondono alla città. |
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