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Quel maledetto imbroglio di via Facchinetti

04-02-2010

Qualcuno prima o poi dovrà dire la verità agli studenti in merito a quanto sta accadendo sulla struttura di via Facchinetti che in molti individuano come la nuova sede del liceo scientifico Romita.
Qualcuno dovrà dire a 1200 alunni, corpo docente e non, e altre centinaia di famiglie cosa c’è dietro questa vicenda che assume sempre più l’aspetto di un complotto mal riuscito, e che da mesi scarica su alunni e famiglie disagi, preoccupazioni e disservizi
Qualcuno dovrà dire alla gente che i fondi regionali sono stati sbloccati solo come spot elettorale, ma che in realtà non esiste nessun documento che confermi tale operazione.
Qualcuno dovrebbe avere il coraggio di ammettere che quello stabile ad oggi non dovrebbe più essere preso in considerazione come sede del liceo scientifico per un motivo semplicissimo, quello stesso bando anomalo, oggi tradisce chi risulta essere vincitore di quella gara.
Mi spiego meglio. Il bando prevedeva che dopo 60 giorni dall’aggiudicazione della gara la ditta si impegnava a presentare tutti i documenti di destinazione d’uso e di agibilità. Oggi sono trascorsi oltre 100 giorni da quell’aggiudicazione ma i documenti non sono assolutamente in regola e conformi alla normativa vigente, e non lo saranno mai, a meno di manovre altrettanto anomale.
Allora mi chiedo perché nessuno reputa ad oggi quell’aggiudicazione risolta per gli evidenti motivi che ho appena citato?
Mi chiedo ancora, perché favorire questa soluzione in maniera cosi ostinata tanto da perseguire strade evidentemente illegali?
È di questi giorni l’inaugurazione della scuola prefabbricata ed anti sismica che il governatore Iorio in soli 6 mesi è riuscito a finanziare e realizzare ad Isernia. La medesima soluzione noi di Costruire Democrazia la stiamo prospettando dallo scorso 2009, quando partecipammo alle assemblee di istituto che i ragazzi tenevano nella loro ex sede in via Scardocchia. Ricordo benissimo che, anche in piena campagna elettorale, tenemmo una conferenza stampa proprio davanti la ex sede di via Scardocchia per sollecitare la provincia ad attivarsi per una soluzione che a inizio anno scolastico potesse garantire una scuola sicura ai 1200 alunni che ogni giorno si recavano in quella struttura per veder garantito il loro diritto allo studio.
Anche in quella occasione fummo avvolti da un silenzio assordante, e da parte di chi aveva il dovere di fare qualcosa non ci fu nessuna risposta. A distanza di circa un anno si vuole ancor di più esasperare una situazione già di per se difficile, si vogliono infiammare gli studenti, strumentalizzando la loro buona fede e la loro rabbia per raggiungere obbiettivi, che ormai fugato ogni sospetto, appaiono sempre più poco chiari e poco leciti.
A nome di Costruire democrazia voglio ancora una volta ricordare che ci sono altre strade percorribili, e in più di una occasione, oltre che a mezzo stampa, anche nelle sedi opportune, le abbiamo esposte e ampiamente argomentate.
Continuo a sostenere che Chi ha delle colpe, ma soprattutto chi ha inquinato e intorbidito questa faccenda, deve avere il coraggio di dimettersi, perché ha mostrato con i fatti, di non saper dare risposte certe ai cittadini. Mi riferisco a coloro che da troppo tempo non hanno il coraggio di rispondere alle nostre domande, ma soprattutto non rispondono alla città.

 

 

Ing. Michele Coralbo

 
 
 
 
 
 
 

  

dal 31 maggio 2008

 
 

 

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