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Truffa del farro, il processo entra nel vivo

07-07-2010
 

(ansa) Testimonianze importanti ieri al processo per la cosiddetta "Truffa del farro, che vede come imputato principale il consigliere regionale del Pdl Antonino Molinaro. La vicenda riguarda falsi accertamenti di regolare esecuzione delle opere, fatturazioni inesistenti e fondi ricevuti indebitamente dallo Stato per alcune cooperative di Trivento . I riflettori si sono accesi in particolare sulla deposizione di Nicola Olivelli che all'epoca dei fatti, nei primi anni del duemila, era autista e factotum del consigliere regionale. L’uomo ha raccontato di essere stato nominato collaudatore per due cooperative a sua insaputa. "Ho firmato dei documenti così come mi chiese Molinaro - ha riferito davanti ai giudici - perché mi fidavo di lui. Quando fui interrogato la prima volta mi disse di dire che 'non ricordavo' e così da testimone diventai indagato, fu allora che cominciai a capire la gravità della faccenda e ho collaborato alle indagini". L'ex autista ha riferito poi alcuni episodi in particolare: "Quando ci fu una perquisizione a casa di Molinaro mi furono consegnati moltissimi documenti e mi fu detto di distruggerli, di farli sparire. Io invece li ho conservati e poi consegnati alla Finanza. Una collaboratrice del consigliere regionale mi fece anche andare nel suo ufficio in Consiglio perché dovevamo togliere da lì dei documenti che non c'entravano nulla con la Regione". Olivelli ha quindi raccontato di frequenti viaggi a Ravello sulla costiera amalfitana, nella casa di Luigi Capponi, funzionario del ministero dell'Agricoltura: "Andavo a portare delle cartelle sigillate, non sapevo cosa c'era dentro, oppure accompagnavo Molinaro". Ha parlato anche di incontri ai caselli dell'autostrada, verso Roma, e di visite al Ministero. "Una volta proprio al Ministero dell'Agricoltura - ha riferito - scaricai un furgone stracolmo di regali per Natale. Altri viaggi li ho fatti a Paestum, in Campania, per andare a farmi consegnare soldi, una volta anche 50 milioni, da un direttore dell'Aci, soldi che dovevo poi portare a Molinaro. Credo si trattasse di prestiti perché il consigliere era in difficoltà e chiedeva denaro continuamente". Infine ha parlato delle tante feste che il politico organizzava nonostante le difficoltà: "I dipendenti non percepivano lo stipendio per mesi - ha detto - ma lui faceva banchetti e feste ad ogni occasione, sosteneva l'Atletico Trivento, la locale squadra di calcio, e per la Festa Nazionale del Farro ingaggiò cantanti come Gigi D'Alessio che costavano tantissimi soldi". Dovevano comparire come testimoni nel processo a carico del consigliere regionale molisano Antonino Molinaro, ma anche oggi non si sono presentati. I giudici del Tribunale di Campobasso hanno quindi disposto l'accompagnamento coattivo per il consigliere regionale Pdl Adelmo Berardo e i funzionari del Ministero dell'Agricoltura Luigi Capponi e Giuseppe Suppa. Al termine dell'udienza del processo per la cosiddetta "truffa del farro" il pm Rossana Venditti ha informato la Corte di aver citato correttamente i tre testimoni, aggiungendo di avere prova dell'avvenuta notifica. I giudici hanno disposto l'accompagnamento mediante la forza pubblica per la prossima udienza, fissata al 22 settembre, alle ore 15. Particolarmente significativa è ritenuta la testimonianza di Capponi, funzionario ministeriale che aveva rapporti con Molinaro, emersi anche nel corso dell'udienza odierna. Questa mattina i testimoni ascoltati hanno parlato di fatture false e di una situazione finanziaria "estremamente drammatica". Oltre a Molinaro nel processo sono imputati l'imprenditore Claudio Favellato e Antonio Di Marzio.

 

 

 

 
 
 
 
 
 
 

  

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