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Esce
in una pubblicazione autoprodotta il libro Il letto in ferro battuto
(MyBook, Vasto 2008, pp. 90, € 7,90), un romanzo breve, o
racconto lungo, dell’isernina Debora Vernieri Cotugno, che si
affaccia per la prima volta, ma con sicurezza, nel mondo delle lettere.
Tre donne si ritrovano dopo anni di lontananza intorno a un letto di
ferro battuto, su cui giace agonizzante una persona a loro cara. E la
mente di ognuna di loro ritorna al passato, ad eventi vissuti e
sofferti, a momenti piacevoli o dolorosi di un passato che non si
cancella.
Nel racconto non c’è azione, non ci sono dialoghi, ma ritornano vivi
ricordi che erano stati rimossi o accantonati e le tre donne rivivono le
intense emozioni di una vita.
È una racconto eminentemente psicologico, dove piú che accadere i fatti
sono ricordati e vissuti interiormente, ci vengono presentati nelle
riflessioni e considerazioni dai vari punti di vista sulla vita e sulla
morte.
Di particolare rilievo, cuore del racconto, le “lettere dal fronte”, che
un giovane possidente scrive dal fronte della prima guerra mondiale
all’amata, alla zia al cugino. Raccontano di una amore intenso e, per i
tempi, considerato anomalo con una ragazza di diverso ceto sociale, e vi
troviamo l’orrore della guerra, il coraggio che si alterna alla paura,
la speranza alla disperazione, mentre ogni giorno si vive a contatto con
sofferenza e con la morte.
Pregio del libro è anche la scorrevolezza della scrittura, limpida e
piana, ma mai piatta. |