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La gallina in gabbia sul balcone al posto del canarino

21-01-2012
 

E’ la notizia che arriva da Parigi e non sappiamo se ridere o sorridere perché troviamo difficoltà a interpretarla. È la necessità di avere un uovo fresco ogni giorno o quella che i canarini, come i passerotti e gli altri uccellini si sono ridotti di numero per colpa del clima e, soprattutto, per l’abuso di veleni in agricoltura? Veleni che, mentre inquinano e creano problemi di salute a noi consumatori, riescono anche a seccare le risorse nelle tasche dei coltivatori che, così, sono spinti ad abbandonare il proprio campo e la propria azienda e di smetterla con l’agricoltura.
Intanto i dati ultimi della Direzione generale Agricoltura Commissione europea diffonde le sue previsioni fino al 2020 che parlano di una modesta crescita, tra oggi e quella scadenza, che, a nostro parere, non farà che peggiorare la situazione dei coltivatori che, in questo modo, si ritroveranno a verificare l’ennesima perdita di reddito del settore, anche se le cifre parlano di un aumento del 9% rispetto alla media del periodo 2007-2011, ma solo per una diminuzione del costo del lavoro. Un + 9% che, però, non riguarda l’Italia (-3,5%) e gli altri paesi europei della prima ora, ma, soprattutto quelli che hanno aderito ultimamente (+35%), che, così, avranno modo di allinearsi nel corso del tempo. Un dato positivo, l’unico, di queste previsioni. C'è da dire, però, che esse si basano molto sul rafforzamento dell’Euro sul dollaro, che, allo stato dei fatti, non ci sembra credibile.
Se l’andamento dei mercati agricoli rispetterà le previsioni, vuol dire che i prezzi che spunteranno i produttori, nella migliore delle ipotesi, saranno ancora insufficienti per colpa dell’aumento dei costi degli altri fattori produttivi acquistati dal mercato, nel segno di una maggiore e più forte dipendenza dei produttori dal petrolio, le industrie chimiche e i padroni dei semi, che, come si può capire, non sentiranno i morsi della crisi, anzi se ne avvantaggeranno.
E se i produttori, un giorno - speriamo prossimo e non importa per quale miracolo – decidono di fare a meno dei prodotti imposti dalle multinazionali? In pratica, si astengono dall’usare macchine costose composte da troppi cavalli, dal comprare i semi brevettati, i concimi, gli antiparassitari e anticrittogamici e di tornare, così, a produrre come un tempo.
Lo sciopero degli acquisti - è il solo che possono fare - che porterebbe uno scompiglio tale da far scendere in campo tutti quelli (politici, tecnici, sapientoni vari) che, da tempo, si sono dimenticati dell’agricoltura e non sanno che senza riporre a centro questo settore l’economia non gira, anzi rischia, come ora, di girare all’incontrario.
In pratica tornare alla sobrietà, mangiare quello che la terra dà e tornare, come un tempo, a vivere la ospitalità e il dialogo, sentirsi padroni del proprio destino e, ciò che più conta, non subire il paternalismo, oggi così diffuso, di quanti vogliono far sentire la propria solidarietà, ma solo per sfruttarli di più e succhiar loro il sangue fino all’ultima goccia.
Ci rendiamo conto che siamo andati oltre, ma la notizia della gallina sul balcone per avere l’uovo fresco la mattina, ci ha sconvolti, anche se siamo convinti che, visto che la notizia viene da Parigi, è solo una moda e, come si sa, con la moda si può stare tranquilli tanto prima o poi passa.

 

 

pasqualedilena@gmail.com

 
 
 
 
 
 
 

  

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