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E’
la notizia che arriva da Parigi e non sappiamo se ridere o sorridere
perché troviamo difficoltà a interpretarla. È la necessità di avere un
uovo fresco ogni giorno o quella che i canarini, come i passerotti e gli
altri uccellini si sono ridotti di numero per colpa del clima e,
soprattutto, per l’abuso di veleni in agricoltura? Veleni che, mentre
inquinano e creano problemi di salute a noi consumatori, riescono anche
a seccare le risorse nelle tasche dei coltivatori che, così, sono spinti
ad abbandonare il proprio campo e la propria azienda e di smetterla con
l’agricoltura.
Intanto i dati ultimi della Direzione generale Agricoltura Commissione
europea diffonde le sue previsioni fino al 2020 che parlano di una
modesta crescita, tra oggi e quella scadenza, che, a nostro parere, non
farà che peggiorare la situazione dei coltivatori che, in questo modo,
si ritroveranno a verificare l’ennesima perdita di reddito del settore,
anche se le cifre parlano di un aumento del 9% rispetto alla media del
periodo 2007-2011, ma solo per una diminuzione del costo del lavoro. Un
+ 9% che, però, non riguarda l’Italia (-3,5%) e gli altri paesi europei
della prima ora, ma, soprattutto quelli che hanno aderito ultimamente
(+35%), che, così, avranno modo di allinearsi nel corso del tempo. Un
dato positivo, l’unico, di queste previsioni. C'è da dire, però, che
esse si basano molto sul rafforzamento dell’Euro sul dollaro, che, allo
stato dei fatti, non ci sembra credibile.
Se l’andamento dei mercati agricoli rispetterà le previsioni, vuol dire
che i prezzi che spunteranno i produttori, nella migliore delle ipotesi,
saranno ancora insufficienti per colpa dell’aumento dei costi degli
altri fattori produttivi acquistati dal mercato, nel segno di una
maggiore e più forte dipendenza dei produttori dal petrolio, le
industrie chimiche e i padroni dei semi, che, come si può capire, non
sentiranno i morsi della crisi, anzi se ne avvantaggeranno.
E se i produttori, un giorno - speriamo prossimo e non importa per quale
miracolo – decidono di fare a meno dei prodotti imposti dalle
multinazionali? In pratica, si astengono dall’usare macchine costose
composte da troppi cavalli, dal comprare i semi brevettati, i concimi,
gli antiparassitari e anticrittogamici e di tornare, così, a produrre
come un tempo.
Lo sciopero degli acquisti - è il solo che possono fare - che porterebbe
uno scompiglio tale da far scendere in campo tutti quelli (politici,
tecnici, sapientoni vari) che, da tempo, si sono dimenticati
dell’agricoltura e non sanno che senza riporre a centro questo settore
l’economia non gira, anzi rischia, come ora, di girare all’incontrario.
In pratica tornare alla sobrietà, mangiare quello che la terra dà e
tornare, come un tempo, a vivere la ospitalità e il dialogo, sentirsi
padroni del proprio destino e, ciò che più conta, non subire il
paternalismo, oggi così diffuso, di quanti vogliono far sentire la
propria solidarietà, ma solo per sfruttarli di più e succhiar loro il
sangue fino all’ultima goccia.
Ci rendiamo conto che siamo andati oltre, ma la notizia della gallina
sul balcone per avere l’uovo fresco la mattina, ci ha sconvolti, anche
se siamo convinti che, visto che la notizia viene da Parigi, è solo una
moda e, come si sa, con la moda si può stare tranquilli tanto prima o
poi passa. |