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“Il
Marx filosofo, sociologo, antropologo, economista, storico, saggista e
scienziato, riposa, si spera in pace, in tutte le biblioteche del mondo.
Centinaia di esperti ermeneuti di tutte le lingue e di tutte le culture,
estimatori e detrattori, ne hanno minuziosamente, spesso con grande
obiettività, ma non di rado con imperdonabile acrimonia, analizzato e
illustrato il pensiero e l’opera.
In questo percorso immaginario nel regno dei “vivi che mai non fur
morti”, per parafrasare il Poeta, ho incontrato l’uomo, con i suoi molti
vizi e le sue moltissime virtù, i suoi sogni, le sue ansie, le sue
speranze, le sue delusioni.
Ho incontrato il padre, il marito, l’amante, l’amico, l’esule, il
fuggiasco, il poeta, il peccatore, il rivoluzionario, e perché no, il
profeta”.
A. G.
“Karl Marx, nella sua analisi del capitalismo aveva visto giusto...
bisogna prendere sul serio il filosofo di Treviri... è un errore
considerarlo morto... il movimento marxista ha cause reali e pone
questioni giustificate... poggiamo tutti sulle spalle di Marx, perché
aveva ragione. Nella sua analisi della situazione del XIX secolo ci sono
punti inconfutabili... dobbiamo chiedere scusa a Marx... con l’etica
sociale della Chiesa non abbiamo mai confuso l’opera filosofica di Marx
con Stalin ed i Gulag. Non si può attribuire a Marx ciò che hanno fatto
i suoi epigoni. Lui ha bene analizzato il carattere di merce del lavoro
e previsto la mercificazione di tutti i settori della vita.”
Reinhard Marx
Arcivescovo di Monaco di Baviera e Freising
“Dopo Gesù Cristo, nessun altro oscuro personaggio vissuto in povertà ha
mai ispirato una tale devozione universale, né è mai stato tanto
disastrosamente frainteso”.
Francis Wheen
Canto Primo: Ben tornata, vecchia talpa!
“E quando la rivoluzione avrà condotto a termine questa seconda metà del
suo lavoro preparatorio, l’Europa balzerà dal suo seggio e griderà: ben
scavato, vecchia talpa!”
Karl Marx
Canto Secondo: Morire... sognare, forse...
“Una confortevole, levigata, ragionevole, democratica non libertà,
prevale nella civiltà industriale avanzata, segno del progresso tecnico.
E’ solo per merito dei disperati che ci è data una speranza. Ricordare
il passato può dare origine a intuizioni pericolose, e la società
stabilita, sembra temere i contenuti sovversivi della memoria”
Herbert Marcuse
Canto Terzo: Die Zukunft einer Illusion
“La storia chiama grandi uomini quelli che mentre operavano per la
comunità nobilitarono se stessi”
Karl Marx
Canto quarto: Wir sind unschulding!
“Per coloro che l’avevano raggirato esibendo malattie o povertà
abilmente contraffatte, nutriva una viva collera, poiché giudicava lo
sfruttamento della compassione umana una grave bassezza e un furto alla
povertà. Ma quando un mendicante o una mendicante si avvicinava a Marx
con un bambino in lacrime, egli era irrimediabilmente perduto, anche se
lui o lei avevano scritta in fronte a tutte lettere l’impostura. Agli
occhi piangenti di un bambino non sapeva resistere”
Wilhelm Liebknecht
Canto quinto: Nella tana di Dean Street
”La filosofia griderà sempre agli avversari con Epicuro: empio non è
colui che nega gli dèi del volgo, ma colui che attribuisce agli dèi i
sentimenti del volgo”
Karl Marx
Canto sesto: Il ribelle di Trier
“Chi irrompe con selvaggia irruenza? Un nero birbante di Treviri, un
mostro curioso, che avanza. Non saltella, ma salta sui talloni, e smania
pieno di rabbia, e subito, quasi volesse afferrare l’ampia tenda del
cielo e tirarla verso terra, protende le sue braccia lontano in mezzo
all’aria. Richiuso il pugno cattivo, cosi infuria implacabile come se
diecimila diavoli per il ciuffo lo trascinassero”
Edgar Bauer
Canto settimo: Il vecchio della
Brückenstraße
“La guida che ci deve soccorrere nella scelta di una condizione è il
bene dell’umanità e la nostra propria perfezione.
Non si obietti che i due interessi potrebbero contrapporsi l’un l’altro:
la natura dell’uomo è tale, che egli può raggiungere la sua perfezione
individuale solo agendo per il perfezionamento, per il bene
dell’umanità”.
Karl Marx (Settembre 1835, età,
17 anni. Esame di maturità sul tema: “Considerazioni di un giovane sulla
scelta del proprio avvenire”)
Canto Ottavo: Gli hegeliani del “Doctorclub”
“Stando alla forma esteriore dell’esposizione, Marx appare come il più
grande filosofo idealista... ma in effetti è infinitamente più realista
di tutti i suoi predecessori nel campo della critica economica. Per Marx,
solo una cosa è importante: trovare la legge dei fenomeni che è volto a
indagare. E per lui è importante non solo la legge che li governa, ma è
importante soprattutto la legge del loro cambiamento, del loro
svolgimento da una forma all’altra. Appena scoperta questa legge, indaga
nei dettagli le conseguenze con cui la legge si manifesta nella vita
sociale...”.
Ilarion Kaufman
Canto nono: La solitudine del genio
“Marx è una natura tutta particolare, eccellente per il dotto e lo
scrittore, ma assolutamente inadatta al giornalismo. Legge molto, lavora
con intensità non comune, possiede un talento critico che di tanto in
tanto si trasforma in una dialettica arrogante e presuntuosa, ma non
porta mai niente alla fine; lascia tutto a mezzo per tuffarsi ogni volta
da capo in uno sterminato mare di libri. Per questa sua disposizione
allo studio erudito egli appartiene tutto intero al mondo tedesco; ma ne
è escluso dal suo modo di pensare rivoluzionarlo. Marx, se possibile, è
ancora più eccitato e violento, soprattutto dopo che ha lavorato sin
quasi a star male, senza andare a letto per tre o quattro notti di fila”
Arnold Ruge
Canto Decimo: Tutti i nemici del “Moro”
“Voi inorridite perché noi vogliamo eliminare la proprietà privata. Ma
nella vostra società esistente la proprietà privata è abolita per i nove
decimi dei suoi membri; anzi, essa esiste proprio in quanto non esiste
per quei nove decimi. Voi ci rimproverate dunque di voler abolire una
proprietà che ha per condizione necessaria la mancanza di proprietà per
la stragrande maggioranza della società”
Karl Marx
Canto undicesimo: Comunismo o Anarchia?
“Nessuno Stato, per quanto democratiche siano le sue forme, foss’anche
la repubblica politica più rossa, popolare solo nel suo falso
significato noto con il nome di rappresentanza del popolo, sarà mai in
grado di dare al popolo quello che vuole, e cioè la libera
organizzazione dei suoi interessi dal basso in alto, senza nessuna
ingerenza, tutela o violenza dall’alto, perché ogni Stato, anche lo
Stato pseudo-popolare ideato dal signor Marx, non rappresenta in
sostanza nient’altro che il governo della massa dall’alto in basso da
parte della minoranza intellettuale, vale a dire quella più
privilegiata, la quale pretende di sentire gli interessi ideali del
popolo più del popolo stesso”
Michail Aleksandrovich Bakunin
Canto dodicesimo: L’utopista che negava
l’utopia
“Non è la coscienza degli uomini che determina il loro essere, ma è, al
contrario, il loro essere sociale a determinare la loro coscienza...
Quel che contraddistingue il comunismo non è l’abolizione della
proprietà in generale, bensí l’abolizione della proprietà borghese... I
comunisti sdegnano di nascondere le loro opinioni e le loro intenzioni e
dichiarano apertamente che i loro fini possono esser raggiunti soltanto
col rovesciamento violento di tutto l'ordinamento sociale finora
esistente. Le classi dominanti tremino al pensiero d’una rivoluzione
comunista... Lo Stato proletario, che realizza la dittatura del
proletariato, ha per compito prioritario quello di preparare la sua
abolizione”
Karl Marx
Canto tredicesimo: Un poeta Sturm und Drang
Sulla porta di ferro è il cavaliere, e una dolce fanciulla guarda giù:
«Mio cavaliere, come posso scendere?». «Prendi, ch’io getto nella tua
mano il dolce pegno della salvezza». «Ah, cavaliere, io fuggo come un
ladro, che cosa fo per causa del mio amato!».
«Amata, prendi solo ciò che è tuo, e fuggiam nella ridda delle ombre!».
«Ah, cavalier, l’abisso si spalanca, mi afferra la vertigine, non mi
posso accostare!». «Guarda, per te la mia vita io darei, tu per vani
terrori puoi tremare!».
«Ah, cavalier, perché questo mi dici? Tu sei la meta dolce della mia
nostalgia! E così vi saluto, amate sale, il mio piede non potrà più
percorrervi. Una forza più grande mi trascina, e a voi tutti, miei cari,
buona notte!».
Karl Marx
Canto quattordicesimo: Un borghese piccolo
piccolo
“Mia moglie mi dice ogni giorno che vorrebbe essere sotto terra, e io
non gliene posso fare una colpa, perché le umiliazioni, le sofferenze e
gli spaventi da sopportare in certe situazioni sono davvero
indescrivibili...
Ho conti in sospeso col piccolo commercio, dal macellaio, dal fornaio e
così via...
Sono immerso in questa merda, sto immerso fino alla cima dei capelli
nello schifo piccolo-borghese”
Karl Marx
Canto quindicesimo: I miserabili di Rue
Vaneau
“Un uomo che passò la maggior parte della vita immerso nella scrittura,
che portava un monocolo all’occhio destro quando doveva leggere, quasi
sempre con una matita e un taccuino tra le mani per scrivere, annotare,
appuntare.
Uno studioso, ma anche un oratore politico e un conferenziere, ricordato
per i discorsi brevi, concisi, e dalla logica stringente...
Un uomo che conosceva la collera, ma anche 1’amore più romantico.
Attaccava gli avversari con intransigenza, ma non si voleva separare da
un ritratto del padre, una foto della figlia Jennychen, un’immagine su
vetro della moglie”
Fabio Paolucci
Canto sedicesimo: Miseria e nobiltà
“Nella vita privata è estremamente disordinato e cinico; è un pessimo
amministratore, e conduce una vera esistenza da zingaro.
Lavarsi, pettinarsi, cambiare la biancheria sono per lui delle rarità;
alza volentieri il gomito. Spesso se ne sta tutto il giorno stravaccato,
ma se ha molto da fare lavora giorno e notte con una resistenza
inesauribile; il sonno e la veglia non sono distribuiti nella sua vita
in modo regolare; molto spesso rimane sveglio tutta la notte, poi verso
mezzogiorno si getta vestito sul canapé e dorme fino a sera, senza
preoccuparsi di chi gli gira intorno, in quella casa in cui tutti vanno
e vengono liberamente. Sua moglie, la sorella del ministro prussiano von
Westphalen, è una signora colta e gradevole, che per amore del marito si
è abituata a quella vita zingaresca e ora si sente perfettamente a suo
agio in quella miseria”.
Karl Marx nello schedario della
polizia prussiana.
Canto diciassettesimo: Un amore così
grande...
“Non passa giorno senza che da destra e sinistra non mi si chiedano
notizie della “fanciulla più bella di Treviri” e della “regina del
ballo”. Per un marito è una cosa maledettamente gradevole che sua moglie
continui a vivere nella fantasia di una città intera come una
“principessa incantata”.
Karl Marx
a Jenny, 15 dicembre, 1863
Canto diciottesimo: Auf wiedersehen, Frau
Jenny
“Tu caro, dolce angelo mio! Tu, mio unico amore. Come t’era vicino il
mio cuore il 19 giugno! Come batteva intensamente per te...
Mio caro, impareggiabile Karl, non crederesti affatto, tesoro del mio
cuore, quanto mi hai fatto felice con le tue lettere e come la tua
ultima pastorale, tu gran sacerdote e vescovo del mio cuore, abbia
ridato serenità e pace alla tua povera pecorella.
Che felicità, dopo tanto tempo, ritrovarmi sul tuo cuore, fra le tue
braccia, e placarmi teneramente e beatamente...
Mio caro, unico cuoricino, scrivimi ancora e presto. Sono al culmine
della felicità quando vedo la tua scrittura. Mio caro, buono, dolce
cinghialetto, paparino della mia bamboletta. Ciao cuore del mio cuore”.
Jenny von Westphalen a Karl, 18
agosto 1844
Canto diciannovesimo: Auf wiedersehen, Herr
Marx
“Ieri, 14 marzo 1883, alle ore due e quarantacinque pomeridiane, ha
cessato di pensare la più grande mente dell’epoca nostra. Non è
possibile misurare la gravità della perdita che questa morte rappresenta
per il proletariato militante d’Europa e d’America, nonché per la
scienza storica. Così come Darwin ha scoperto la legge dello sviluppo
della natura organica, Marx ha scoperto la legge dello sviluppo della
storia umana. Marx ha anche scoperto la legge peculiare dello sviluppo
del moderno modo di produzione capitalistico e della società borghese da
esso generata”.
Friedrich Engels
Canto ventesimo: La chiamavano Lenchen
“Danza una donna nel chiaro di luna, risplende nella notte, la veste
fluttua, gli occhi lampeggiano, come il diamante nella roccia. Azzurro
mare, vieni a me, lasciati abbracciare dolcemente, incoronami la testa
con salice, vestimi di bel verde azzurro! Io porto tenero oro e rosse
pietre, il sangue del mio cuore salta e danza, un amato lo portò nel
caldo petto, via lo ha trascinato la marea”.
Karl Marx
Canto ventunesino: I fantasmi dell’Highgate
Cemetery
“E’ possibile essere comunista essendo di origine borghese o
appartenendo al ceto delle bestie mercantili, ma far propaganda
comunista in grande stile e nello stesso tempo essere un affarista o un
industriale è incompatibile”.
Friedrich Engels
Canto ventiduesimo: Engels il fedelissimo
“Con la trasformazione dei rapporti sociali e lo sviluppo delle forze
produttive, anche le idee, le opinioni e i concetti, insomma, anche la
coscienza degli uomini, cambia col cambiare delle loro condizioni di
vita, delle loro relazioni sociali, della loro esistenza sociale...
Le idee dominanti di un’epoca sono sempre state soltanto le idee della
classe dominante. Si parla di idee che rivoluzionano un’intera società;
con queste parole si esprime semplicemente il fatto che entro la vecchia
società si sono formati gli elementi di una nuova, e che la dissoluzione
delle vecchie idee procede di pari passo con la dissoluzione dei vecchi
rapporti d’esistenza”
Karl Marx
Canto ventitreesimo: La locomotiva della
Storia
“Una formazione sociale non perisce finché non si siano sviluppate tutte
le forze produttive a cui può dare corso; i nuovi superiori rapporti di
produzione non subentrano mai, prima che siano maturate in seno alla
vecchia società le condizioni materiali della loro esistenza. Ecco
perché l’umanità non si propone se non quei problemi che può risolvere,
perché, a considerare le cose da vicino, si trova sempre che il problema
sorge solo quando le condizioni materiali della sua soluzione esistono
già o almeno sono in formazione”.
Karl Marx
Canto Ventiquattresimo: Das Gespenst des
Kommunismus...
“...allora scoppia un’epidemia sociale che in tutte le epoche anteriori
sarebbe apparsa assurda. La società si trova all’improvviso ricondotta
in uno stato di momentanea barbarie; sembra che una carestia, una guerra
generale di sterminio le abbiano tagliato tutti i mezzi di sussistenza;
l’industria, il commercio sembrano distrutti. E perché? Perché la
società possiede troppa civiltà, troppi mezzi di sussistenza, troppa
industria, troppo commercio. Le forze produttive che sono a sua
disposizione non servono più a promuovere la civiltà borghese e i
rapporti borghesi di proprietà; anzi, sono divenute troppo potenti per
quei rapporti e ne vengono ostacolate... I rapporti borghesi sono
divenuti troppo angusti per poter contenere la ricchezza da essi stessi
prodotta”.
Karl Marx
Canto venticinquesimo: Uno spettro si
aggirava per l’Europa
“A un dato punto del loro sviluppo, le forze produttive materiali della
società entrano in contraddizione con i rapporti di produzione
esistenti, cioè con i rapporti di proprietà (che ne sono soltanto
l’espressione giuridica) dentro i quali per l’innanzi, tali forze si
erano mosse.
Questi rapporti, da forme di sviluppo delle forze produttive si
convertono in loro catene. E allora subentra un’epoca di rivoluzione
sociale.
Con il cambiamento della base economica si sconvolge più o meno
rapidamente tutta la gigantesca sovrastruttura”
Karl
Marx
Canto ventiseiesimo: La profezia che non si
autorealizza
“La necessità è cieca fino a quando non se n’é presa coscienza. La
libertà è la coscienza della necessità”
Karl Marx
Canto ventisettesimo: L’immaginazione non
andò al potere
“La borghesia non può esistere senza rivoluzionare continuamente gli
strumenti di produzione, i rapporti di produzione, dunque tutti i
rapporti sociali. Prima condizione di esistenza di tutte le classi
industriali precedenti era invece l’immutato mantenimento del vecchio
sistema di produzione.
Il continuo rivoluzionamento della produzione, l’ininterrotto
scuotimento di tutte le situazioni sociali, l’incertezza e il movimento
eterni contraddistinguono l’epoca dei borghesi fra tutte le epoche
precedenti”.
Karl Marx
Canto ventottesimo: Proletarier aller Länder,
vereinigt euch!
“Il progresso dell’industria, del quale la borghesia è veicolo
involontario e passivo, fa subentrare all’isolamento degli operai
risultante dalla concorrenza, la loro unione rivoluzionaria, risultante
dall’associazione. Con lo sviluppo della grande industria, dunque, vien
tolto di sotto ai piedi della borghesia il terreno stesso sul quale essa
produce e si appropria i prodotti. Essa produce anzitutto i suoi
seppellitori...
La borghesia non ha solo forgiato le armi che la uccideranno; ha anche
prodotto gli uomini che imbracceranno queste armi: i lavoratori moderni,
i proletari”.
Karl Marx
Canto ventinovesimo: Il profeta disarmato
“Le retribuzioni degli specialisti più privilegiati basterebbero in
molte circostanze a pagare 80-100 manovali. Per l’ampiezza delle
disuguaglianze delle retribuzioni del lavoro, l’URSS ha raggiunto e
largamente superato i paesi capitalisti!”.
Leone Trotsky - Karl Marx
Canto trentesimo: La rivoluzione tradita
“Risuscitami,
non foss’altro perché da poeta t’ho atteso ripudiando le assurdità di
ogni giorno!
Risuscitami,
voglio vivere tutta la mia vita! Perché non ci sia più l’amore mezzano
di matrimoni, di lascivia e di un pezzo di pane.
Maledicendo i letti, balzando su dal materasso, si espanda l’amore in
tutto l’universo. Perché il giorno che il dolore degrada, non sia
mendicato per amor di Cristo. Perché tutta la terra si rivolti al primo
grido:
«Compagno!».
Perché possa nella famiglia d’ora in poi essere padre almeno l’universo,
essere madre almeno la terra”.
Vladimir Majakovskij
Canto trentunesimo: Apocalypse Now
“Non possiamo cementificare ogni anno migliaia di chilometri quadrati
adatti all’agricoltura per farne case o magazzini. Case per chi, per gli
affamati del futuro? Magazzini per chi, per le generazioni senza cibo?”
Giorgio Bocca
Canto Trentaduesimo: Sull’altare del Dio
denaro
“Il denaro può comprare una casa, ma non una famiglia.
Il denaro può comprare un orologio, ma non il tempo.
Il denaro può comprare un letto, ma non il sonno.
Il denaro può comprare un libro, ma non la conoscenza.
Il denaro può comprare un medico, ma non la salute.
Il denaro può comprare una posizione, ma non il rispetto.
Il denaro può comprare il sangue, ma non la vita.
Il denaro può comprare il sesso, ma non l’amore.”
Antico
precetto cinese
Canto trentatreesimo: Dies Irae!
“Giorno d’ira quel giorno, giorno di angoscia e di afflizione, giorno di
rovina e di sterminio, giorno di tenebre e di caligine, giorno di nubi e
di oscurità, giorno di squilli di tromba e d’allarme sulle fortezze e
sulle torri d’angolo”.
Tommaso da Celano |