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Ha
chiuso in maniera indecorosa, la sua carriera che lo aveva visto
protagonista in tante vicende contabili, il Procuratore Giuseppe Grasso.
Di lui saranno ricordate le inchieste puntigliose e puntuali, interventi
per “mettere in riga” amministratori e funzionari regionali. E la Casta
ha tirato un respiro di sollievo, quando l’integerrimo servitore dello
Stato ha dismesso la toga per assumere i panni del mite e buon padre di
famiglia.
Da quando è andato in pensione, tali inchieste hanno preso altre vie e a
beneficiarne è stato soprattutto Michele Iorio che aveva trovato in
Grasso un eccellente “consulente” al servizio della Regione.
Ha fatto quindi scalpore il nome più eclatante e più celebrato, finito
nelle maglie della Giustizia, e soprattutto perché- di fatto- si è avuto
contezza di un’attività tutt’altro che di riposo e con dei giri di
affari che gli inquirenti stanno verificando e che non hanno esitato a
definire illeciti pesanti come macigni. Per lui è stato previsto
l'obbligo di dimora a Napoli, evidentemente per recidere il robusto
cordone ombelicale che aveva riannodato; un’umiliazione
cocente'operazione, denominata "Dark Report", è stata condotta dai
carabinieri del Noe di Campobasso e coordinata dalla procura della
Repubblica di Larino. La vicenda riguarda la vendita dell'area della ex
acciaieria Stefana di Larino. Secondo gli inquirenti il prezzo di
vendita sarebbe stato di molto inferiore al valore reale dell'immobile.
Ma il prezzo sarebbe stato determinato da una serie di atti e di azioni
poste in essere da tecnici e funzionari con la complicità di qualche
magistrato e di qualche rappresentante delle forze dell'ordine. |