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Giuseppe Grasso, Procuratore della Corte dei Conti, finito sotto inchiesta

21-12-2011
 

Ha chiuso in maniera indecorosa, la sua carriera che lo aveva visto protagonista in tante vicende contabili, il Procuratore Giuseppe Grasso. Di lui saranno ricordate le inchieste puntigliose e puntuali, interventi per “mettere in riga” amministratori e funzionari regionali. E la Casta ha tirato un respiro di sollievo, quando l’integerrimo servitore dello Stato ha dismesso la toga per assumere i panni del mite e buon padre di famiglia.
Da quando è andato in pensione, tali inchieste hanno preso altre vie e a beneficiarne è stato soprattutto Michele Iorio che aveva trovato in Grasso un eccellente “consulente” al servizio della Regione.
Ha fatto quindi scalpore il nome più eclatante e più celebrato, finito nelle maglie della Giustizia, e soprattutto perché- di fatto- si è avuto contezza di un’attività tutt’altro che di riposo e con dei giri di affari che gli inquirenti stanno verificando e che non hanno esitato a definire illeciti pesanti come macigni. Per lui è stato previsto l'obbligo di dimora a Napoli, evidentemente per recidere il robusto cordone ombelicale che aveva riannodato; un’umiliazione cocente'operazione, denominata "Dark Report", è stata condotta dai carabinieri del Noe di Campobasso e coordinata dalla procura della Repubblica di Larino. La vicenda riguarda la vendita dell'area della ex acciaieria Stefana di Larino. Secondo gli inquirenti il prezzo di vendita sarebbe stato di molto inferiore al valore reale dell'immobile. Ma il prezzo sarebbe stato determinato da una serie di atti e di azioni poste in essere da tecnici e funzionari con la complicità di qualche magistrato e di qualche rappresentante delle forze dell'ordine.

 

 

Luca Martino
 
 
 
 
 
 
 

  

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