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Più
degli aspetti puramente politici potrebbe essere interessante
considerare aspetti di analisi dei rischi che il Molise corre in questo
difficile periodo economico e leggermente oscuro. A tale scopo reputo
interessante sentire le opinioni del Prof. Giuseppe Quartieri,
campobassano, che si è interessato di analisi dei rischi a livello
europeo in vari campi dall'aerospaziale al nucleare.
“Professore Quartieri cosa ne pensa dei rischi che corre il Molise in
questo periodo?”
«Vede si può rispondere a questa domanda in vari modi a seconda del
proprio livello di propensione all’accettazione delle teorie moderne di
catastrofismo (Global warming e Global Dimming). Tuttavia
indipendentemente dall'atteggiamento più o meno catastrofista, per
l’analista di rischio il Molise corre alcuni rischi ecologici-sociali
che è il caso di analizzare. Posso aggiungere che la Teoria dei Rischi
(e relativa qualità) di grandi sistemi complessi (ad es. Terremoto,
Uragano, Tornado, Sicurezza del Volo, Sicurezza di Impianti Nucleari
ecc.) è stata per oltre 30 anni il campo di applicazione delle mie
ricerche, studi, analisi e proposte di miglioramento e di mitigazione.»
“Mi dica professore, questo tipo di analisi viene eseguita
sistematicamente in Molise?”
«Le posso dire che questo tipo di analisi è soggetto di studio in varie
Università. Per esempio, ogni anno all’Università di Bari si tiene un
Convegno sull'analisi dei rischi e qualche anno fa anche all’Università
di Molise si è tenuto un Convegno sulla Teoria dei Rischi. Ho spedito
per tempo un sommario di una mia ricerca per partecipare ma non ho avuto
il “privilegio” di una risposta. Di fronte a cotanto comportamento
diviene interessante andare a studiare quali erano gli argomenti
trattati nel Convegno, al fine di cercare di capire che tipo di Teoria
dei Rischi veniva e viene affrontata all’Università di Molise. Dalla
lettura del sito relativo appare chiaramente che, all’Università di
Molise, si studia da più di un decennio la teoria dei rischi economici.
In altre parole viene attualizzato (in termini puramente monetari) tutto
il rischio per renderlo strutturalmente economico qualunque ne sia la
natura e l’entità. Di fronte alla visione “ragionieristica” della teoria
dei rischi, non si può che rimanere stupiti e meravigliati soprattutto
quando, per formazione e per attitudini intellettuali, si è portati a
non sottovalutare, se non si può proprio privilegiare, gli aspetti etici
e morali dell’analisi del rischio rispetto all’accadimento di eventi
catastrofici di natura fisico (terremoto ecc.), chimico (improvvisi
inquinamenti ambientali, PM2, CO2 ecc. ecc.), meteorologico (uragano,
tornado, ecc.). La monetizzazione (alcuni parlano di cartolarizzazione)
del rischio conduce a qualche sorta di accettabilità psicologica molte
volte contraria all’etica e alla morale.»
“Allora, professore Quartieri, quale dovrebbe essere il tipo di
analisi dei rischi da ricercare entro quale scenario peculiare per la
Regione Molise?”
«Vede, dottor Martino, rimanendo entro lo scenario di teoria del rischio
che ho su accennato, l’analisi stessa impone di identificare prima di
tutto i rischi strutturali maggiori e poi precedere all’analisi e alla
stesura delle procedure di mitigazione e di accettabilità del rischio.»
“Professore mi può dare un esempio di questo tipo di analisi?”
«Prima di tutto va chiarito che questa analisi si prefigge di presentare
semplicemente una lista di rischi reputati principali per la vita
molisana. Non si possono suggerire, per ora, le attività di mitigazione
e/o riduzione dei rischi. L’elenco dei rischi presentati qui di seguito
non rispetta alcun criterio di priorità. In altre parole, il numero
progressivo non significa ordine di importanza. Questo aspetto dovrebbe
essere lasciato ai “politici in carica con potere vero" che non riescono
in verità a mettersi d’accordo fra loro per la definizione delle
priorità. Questa è una delle maggiori ragioni per cui si riesce a
realizzare poche opere pubbliche nella Regione Molise. La lista è:
1. Rischio di non realizzazione dell’autostrada Termoli–Campobasso-San
Vittore ed in genere, di infrastrutture stradali ed edilizia scolastica.
Sembra tuttavia che in quest’ultimo periodo ci sia stata
un’assicurazione, basata sulla nuova finanziaria, che il primo tratto (Termoli-Campobasso)
della verrà realizzato. In una visione globale italiana in cui quasi ili
70% delle autostrade è nella Valle Padania questo tratto
Termoli-Campobasso risulta un’opera ridicola o almeno molto poca
significativa. Tuttavia chi si accontenta, gode. Nulla si sa
dell’edilizia scolastica.
2. Rischio di non realizzazione di un aeroporto e/o avio-superficie
regionale.
3. Rischio di ulteriore incremento di flusso continuo di emigrazione di
giovani qualificati.
4. Rischio di ulteriore incremento esponenziale inarrestabile dei costi
della sanità pubblica (al momento sembra che il 70% del bilancio
regionale molisano sia dedicato alla salute (ASL) quindi, per certi
versi, è giusto che il Governatore sia una sorta di medico, ma tuttavia
alcuni sostengono che si va verso il commissariamento della ASL).
5. Rischio di ulteriore incremento della percentuale di pensionati
(riduzione produttività).
6. Rischio della rinuncia a diventare una regione produttrice di energia
elettrica da vendere all’ENEL o ad altre Regioni. In parentesi si notano
alcune elementi positivi in questo senso prodotti da eventuali attività
di costruzione di rigassificatori ecc, anche se la linea energetica
basata sul gas non potrà mai sostituire - nonostante quello che dice il
Premio Nobel Rubbia - l'energia elettrica fornita da centrali nucleari
prima a fissione e per il prossimo secolo, si spera a fusione (fredda,
intermedia e/o calda). Interessante è lo sforzo dei molisani per
l’energia alternativa o meglio integrativa del solare e dell’eolico.
Tuttavia, venendo in Molise, io continuo ad osservare molte pale eoliche
sempre ferme e un numero ridicolo di pannelli solari. Non capisco
inoltre come Antonio Di Pietro possa avere avuto il coraggio di
dichiararsi contrario al campo eolico “off the shore” (in mare) nel
Golfo di Vasto-San Salvo-Termoli).
7. Rischio di perdita della priorità e primato agricolo oltre alla
relativa riduzione e/o perdita della risorsa acqua.
8. Rischio che la Regione venga inclusa in un’altra macro-regione
(perdita autonomia regionale) per incapacità a sopravvive nel
federalismo fiscale.
9. Rischio di non realizzazione del porto canale a Termoli.
10. Rischio di ulteriore inquinamento ambientale e di cancerogenesi con
ulteriore sfruttamento delle riserve di gas/petrolio e relativo aumento
del rischio di terremoto.»
“Professore appare chiaramente che Lei non sta facendo riferimento a
tutti quei rischi elementari che attanagliano la Regione Molise.
Perché?”
«Vede, caro Dottor Martino, i rischi elementari, spiccioli sono di
natura secondaria rispetto ai rischi strutturali di un Regione come il
Molise. Ad esempio, l'evento negativo che un Politico di alta
responsabilità prenda per se uno stuolo di alcune centinaia di
consulenti inutili e impreparati va certamente a detrimento del
benessere della Regione poiché riduce la probabilità di realizzazione di
opere pubbliche del tipo su menzionato, ma certamente porta più voti
allo stesso politico durante la campagna elettorale.»
“Allora se ne deve dedurre che Lei non ha tenuto in debito conto
questi rischi “politici” che invece possono assumere priorità rispetto
agli stessi rischi strutturali che Lei ha elencato”.
«Vede, dottor Martino, al ricercatore, al professore interessa prima di
tutto elaborare la ricerca sui rischi e quindi elargire e cercare di
pubblicarne i risultati il più possibile per il bene sociale. Purtroppo,
i ricercatori non hanno il potere di decidere in merito alle procedure
ed ai processi di mitigazione dei rischi e al ruolo dei singoli
responsabili locali. Appare quindi spiacevole che l'analista di sistema
possa solo analizzare e non potere decidere cosa fare per aggirare gli
ostacoli, ma questa è l'organizzazione sociale e politica umana e va
rispettata. Tuttavia, il solo beneficio dell'informazione potrebbe
indicare al popolo, o meglio a chi legge, la strada politica verso cui
indirizzarsi votando. Come ulteriore conseguente fatto politico sociale,
la non esecuzione di opere e di infrastrutture che aspettano la loro
realizzazione da decenni (ad es. la riattivazione dei ponti caduti lungo
la Bifernina e si tratta di opera che si aspetta da quasi 20 anni!)
implica un grave ed ulteriore incremento di disoccupazione giovanile. In
altre parole, appare chiaramente all'osservatore che i responsabili
regionali preferiscono alimentare consulenti inutili piuttosto che fare
opere pubbliche che producono ricchezza e benessere sociale.
“Professore ma Lei a quale partito appartiene?”
«Vede dottor Martino, io sono sempre stato un libero pensatore e da
alcuni decenni appartengo al centro dinamico leggermente rivolto al
centro destra non conservativo. Tuttavia, questa posizione non mi esime
anzi mi spinge ad analizzare i problemi che una Regione o una
popolazione è costretta ad affrontare per potere sopravvivere bene e
vivere in benessere. Le analisi di questo genere hanno carattere
scientifico e non politico e quindi i risultati devono e vengono
presentati con dovizia di particolare indipendentemente dalla volontà
dei politici che, in modo diretto o indiretto, si potrebbe attaccare.
Nel caso di specie, i politici che hanno potere decisionale, se sono
intelligenti, sfruttano questo tipo di conoscenza a favore del bene
pubblico e non solo a favore dei loro interessi particolari che si
riducono a elargire emolumenti ed incarichi solo ad un gruppo specifico
di persone che appartengono alla propria “clientela politica”. Mi riesce
molto difficile comprendere il comportamento dei grandi “elemosinieri”
sia regionali che nazionali soprattutto quando elargiscono denaro
pubblico a consulenti e anche quando fanno pervenire denaro pubblico che
spetta di diritto e che invece viene elargito, come se fosse
un’elemosina, ai dirigenti politici dei paesi laddove si sono creati
vari crateri prodotti da terremoti.»
“Lei allude ai nuovi finanziamenti per la ricostruzione nell’area del
cratere?”
«Si caro dottor Martino, ma alludo pure al fatto che, nonostante i nuovi
finanziamenti siano i benvenuti, le persone pensanti si chiedono e
chiedono ancora e subito, la pubblicazione del rendiconto economico o
come dicono gli inglesi del cosiddetto ”accountability” di tutte le
elargizioni e finanziamenti ricevuti in passato e come mai non sono
bastati e mai bastano». |