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Ritrovato dal Corpo Forestale dello Stato un esemplare morto di Istrice Crestata

26-07-2010
 

Nel primo pomeriggio di ieri, su segnalazione giunta al numero 1515 della Centrale Operativa Regionale del Corpo Forestale dello Stato, è stato rinvenuto il corpo senza vita di un esemplare di istrice crestata (Hystrix cristata), investito da un’auto lungo la ss 645 “fondovalle tappino”.
L'istrice crestata {Hystrix cristata), o porcospino, è il più grande roditore europeo, coi suoi 50 - 70 cm di lunghezza ed un peso di 15 - 20 kg, caratterizzato dall'avere il corpo e la coda ricoperti da aculei anellati di bianco e di nero erettili e appuntiti.
La specie è diffusa in Africa centro-settentrionale ed in Italia (in Sicilia e nell’Italia meridionale, fino alla Versilia sul versante tirrenico ed al Molise su quello Adriatico, anche se negli ultimi anni sembra che il suo areale si sia esteso, oltre che verso nord, anche verso nord-ovest, come emergerebbe da avvistamenti fatti in provincia di Savona e di Genova).
Si pensava che il suo areale di origine fosse il nord Africa e che in Italia essa fosse stata importata dai Romani ma ritrovamenti fossili risalenti al Pleistocene fanno ora propendere più per l’ipotesi di una popolazione autoctona italiana.
È un animale molto schivo che ama i luoghi solitari boscosi e cespugliosi, dove si ciba di radici di vario tipo, cortecce e di frutti caduti al suolo. Durante il giorno riposa in cavità naturali del terreno, delle rocce o tane abbandonate da altri mammiferi. Il suo habitat d’elezione è la Macchia Mediterranea.
Non sembra correre rischi di estinzione, tuttavia la sua estrema localizzazione in Europa lo rende tecnicamente una specie meritevole di protezione (è infatti protetta in base alla Legge 157/1992 sulla protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio ed è inserita nell’Appendice II della Convenzione di Berna tra le specie faunistiche strettamente protette e nell’Allegato IV della Direttiva 92/43/CEE o Direttiva Habitat).
In Molise agli inizi del secolo era considerato in via di estinzione, come testimoniano gli studi di Giuseppe Altobello, medico molisano con una grande passione per la natura vissuto a Campobasso negli anni a cavallo tra i secoli XIX e XX. Rari ritrovamenti di istrici vivi e loro tracce negli ultimi trenta anni testimoniano la presenza della specie attualmente in Molise ed il rinvenimento di questo esemplare morto conferma tale dato. La carcassa dell’animale è stata prelevata con l’ausilio del Servizio Veterinario dell’ASREM per eseguire studi e accertamenti.

 

 

Tino Martino

 
 
 
 
 
 
 

  

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