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 Nel
primo pomeriggio di ieri, su segnalazione giunta al numero 1515 della
Centrale Operativa Regionale del Corpo Forestale dello Stato, è stato
rinvenuto il corpo senza vita di un esemplare di istrice crestata (Hystrix
cristata), investito da un’auto lungo la ss 645 “fondovalle tappino”.
L'istrice crestata {Hystrix cristata), o porcospino, è il più grande
roditore europeo, coi suoi 50 - 70 cm di lunghezza ed un peso di 15 - 20
kg, caratterizzato dall'avere il corpo e la coda ricoperti da aculei
anellati di bianco e di nero erettili e appuntiti.
La specie è diffusa in Africa centro-settentrionale ed in Italia (in
Sicilia e nell’Italia meridionale, fino alla Versilia sul versante
tirrenico ed al Molise su quello Adriatico, anche se negli ultimi anni
sembra che il suo areale si sia esteso, oltre che verso nord, anche
verso nord-ovest, come emergerebbe da avvistamenti fatti in provincia di
Savona e di Genova).
Si pensava che il suo areale di origine fosse il nord Africa e che in
Italia essa fosse stata importata dai Romani ma ritrovamenti fossili
risalenti al Pleistocene fanno ora propendere più per l’ipotesi di una
popolazione autoctona italiana.
È un animale molto schivo che ama i luoghi solitari boscosi e
cespugliosi, dove si ciba di radici di vario tipo, cortecce e di frutti
caduti al suolo. Durante il giorno riposa in cavità naturali del
terreno, delle rocce o tane abbandonate da altri mammiferi. Il suo
habitat d’elezione è la Macchia Mediterranea.
Non sembra correre rischi di estinzione, tuttavia la sua estrema
localizzazione in Europa lo rende tecnicamente una specie meritevole di
protezione (è infatti protetta in base alla Legge 157/1992 sulla
protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio
ed è inserita nell’Appendice II della Convenzione di Berna tra le specie
faunistiche strettamente protette e nell’Allegato IV della Direttiva
92/43/CEE o Direttiva Habitat).
In Molise agli inizi del secolo era considerato in via di estinzione,
come testimoniano gli studi di Giuseppe Altobello, medico molisano con
una grande passione per la natura vissuto a Campobasso negli anni a
cavallo tra i secoli XIX e XX. Rari ritrovamenti di istrici vivi e loro
tracce negli ultimi trenta anni testimoniano la presenza della specie
attualmente in Molise ed il rinvenimento di questo esemplare morto
conferma tale dato. La carcassa dell’animale è stata prelevata con
l’ausilio del Servizio Veterinario dell’ASREM per eseguire studi e
accertamenti. |
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