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La faccia, il monaco e la monaca |
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| 18-01-2009 | |||||
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“Ricordati, Pasqualino, ricordatene sempre: l’abito non fa il monaco, ma la faccia si. E talvolta, la faccia, fa pure la monaca”. Queste parole che un giorno, quando il sole passava ancora dalle persiane di Palazzo Pollice, a San Martino in Pensilis, e noi bambini fingevamo di dormire nel pomeriggio, con la testa sul braccio e appoggiati al banchetto dell’asilo, queste parole, dicevamo, ci sono tornate alla mente qualche giorno fa. Ce le disse, ed è per questo che c’è da fidarsi e buttarsi nel fuoco, la nostra amata e indimenticabile, suor Matilde. “La faccia fa il monaco e la monaca”, disse, e la udì pure Caterina Sottile, che fingeva il sonno nel banchetto accanto. E’ cosi, con questa introduzione, come dire?, conventuale, che vorremmo parlare oggi di due facce: quelle di Michele e Rosa (detta Rosetta di Rivombrosa), che oltre al prospetto condividono pure il cognome: Iorio. Di Charlie Brown diciamo tutti i giorni, della signora di Rivombrosa, non conoscendola, diremo che detiene il miglior curriculum del mondo, quello che l’ha posta, da pochi giorni, a capo del Distretto sanitario di Isernia. Premesso questo, non v’è altro, oltre la faccia, il cognome e la tonaca. Iorio, presidente di regione e assessore alla sanità, s’inventa Sergio Florio e lo mette a capo dell’Azienda sanitaria regionale; Sergio Iorio s’inventa Rosetta Florio e la mette a capo del Distretto sanitario di Isernia, dove Rosetta, oltre alla scienza medica studia pure quella politica. Cara suor Matilde, dicci una cosa, da qualsiasi posto tu sia: ma ai monaci, e alle monache, la faccia, qualche volta, non gli viene in mente d’andarla a nascondere? |
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Corrado Sala |
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dal 31 maggio 2008 |
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