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Nuova
pubblicazione dello scrittore molisano Amerigo Iannacone. Si tratta
stavolta di un volumetto dal titolo “Luoghi” (Ed. Eva,
Venafro, maggio 2009, pp. 48, € 6,00), che raccoglie 31 poesie
dedicate ad altrettante località, il piú delle volte piccoli centri di
provincia, cui l’autore è in qualche modo legato, per la presenza di
poeti ed artisti amici. Un libro che l’autore stesso ha definito come
sua “geografia poetica”.
Di seguito, una recensione di Irene Vallone e un “nota di lettura” di
Aldo Cervo.
Amerigo Iannacone i
luoghi dell’anima
I luoghi dell’anima sono
quelli che Amerigo tratteggia nel suo libretto ultimo. Rappresentano la
mappa geografica di incontri nei quali si sono tessute relazioni
elevatesi col tempo fino a divenire in molti casi rapporti
imprescindibili per qualsiasi cosa nuova venga mossa. Il poeta Amerigo
con modi garbati tiene in sé il calore degli incontri con gli amici di
sempre e con quelli nuovi, e con questi forgia versi, patrimonio di
amicizia e di poesia.
La prima lettura si dispiega tra le viuzze, le calli di Venezia, dove ad
essere incontrati sono i padri della scoperta (Marco Polo), dell’arte
(Tiziano e Tintoretto), della musica (Antonio Vivaldi) e della
letteratura (Carlo Goldoni), precursori della curiosità e creatività
letteraria e culturale dell’autore.
Nel proseguo l’autore Amerigo, si muove nella sua Venafro e in tutto il
Molise riecheggiandone il patrimonio storico culturale, rimproverandoli
come un padre buono che invita i figli ad essere piú artefici di se
stessi e meno crogiolati sugli antichi albori. Ma… “Il Molise / è terra
di silenzi / …è un lembo di cuore”: Amerigo se lo stringe a sé in un
caldo abbraccio, “questa terra di scrittori / dalla penna facile / e
dalla vita difficile”, vorrebbe poter alleviare le difficoltà che ogni
autore incontra sulla strada della scrittura. La dea scrittura, che pur
non dando altra garanzia se non solo quella della volontà di comunicare
il proprio modo di essere attento ai mutamenti dell’io in rapporto con
il microcosmo di amicizie e luoghi di questa Italia centrale, sempre si
fa pervasiva muovendo le corde dell’anima con i segni dell’inchiostro.
Nella lettura dei Luoghi c’è il rimando ai luoghi cari di D’Annunzio con
l’Adriatico selvaggio, a Francesco Jovine con le Terre del Sacramento
che diventano Terra dei silenzi nei colibrí, questo Molise, forse
proprio per l’orografia del territorio che vede paeselli abbarbicati
sulle montagne come Pesche, o Chiauci, che vista dall’alto sembra una
stella cometa o Agnone e altri paesi che scendono dolcemente lungo i
pendii e altri ancora che sembrano cullati dalle montagne tutt’intorno.
Si va fuori dai luoghi cari al poeta per incontrarne altri, altri amici
che scaldano il cuore, come Maurizio di San Pietro Infine, attuale leit
motiv di incontri culturali per traghettare il paese dai ricordi ai
fasti del futuro e cosí Gerardo che con Alvito e Gallinaro e i poeti da
tutta l’Europa dà respiro alto alla Ciociaria come terra e a noi dalla
mente e il cuore attenti alla poesia dona opportunità di conoscenza.
Procede lenta la lettura dei Luoghi ed è un affiorare di persone e
lingua comune che rimesta nella memoria, viva. Come non si può non
essere grati ad Amerigo per aver compiuto con questo lavoro di
tessitura, di mappatura quasi un manifesto della letteratura dell’Italia
centrale. C’è Aldo Cervo con Caiazzo… “conoscevo solo il suo nome / che
mi suonava male /…poi conobbi Aldo”… Aldo maestoso nel suo romanzo La
Cinciallegra. Ci siamo anche noi del Golfo di Gaeta e dovremmo
ringraziare coram populo Nicola Napolitano che con Amerigo nel lontano
’86 iniziò una frequente corrispondenza che divenne ancora piú intensa
con Giuseppe Napolitano, fino ad oggi, quando ogni incontro non pare
tale se non c’è la presenza di Amerigo.
A disegnarla bella la mappa della poesia dei luoghi ci sono anche Coreno
Ausonio con Domenico Adriano e Tommasino Lisi e Itri, Cassino, Napoli e
Castelfranci (mi perdonino quelli non menzionati), e felice il rimando
agli amici in comunione di parola: Georges e Nicole Drano e Carlos
Vitale che tutta questa poesia fanno volare nelle loro terre.
Irene Vallone
I Luoghi poetici di Amerigo
Iannacone
Nell’agevole silloge “Luoghi” Amerigo Iannacone, con l’amabilità che lo
contraddistingue, riunisce, delimitandola, la sacra cerchia dei suoi
affetti letterari.
Elemento unitario è l’amore.
«Bella novità!» mi si potrebbe dire.
Ma – precisiamo – nel volumetto la corteggiata ispiratrice si discosta
dalle tradizionali beatrici, o laure, o fiammette, ed è invece una
figura femminile speciale: Madonna Poesia.
Cosí, inseguendo da amante mai pago siffatta Creatura, lo scrittore di
Ceppagna se ne va girovago per “luoghi”, i piú disparati, che poi negli
ispirati versi, da par suo, descrive e celebra.
Dall’insieme dei canti s’espande un’armonia gradevole secondo un dettato
ritmico personalissimo, che del vecchio pentagramma accoglie echi alla
libera, integrati – i medesimi – in liberi costrutti, in libere
scansioni.
Aldo Cervo |