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Per il Mago Bruno Battista una pesante condanna

28-10-2010
 

Una “batosta” per il Presidente delle Camere Penali del Molise, avv. Carmine Verde, difensore della prima ora del Mago Bruno Battista, accusato e quindi imputato di violenza sessuale, circonvenzione e truffa. Ben otto anni di reclusione gli sono stati inflitti dal Tribunale di Campobasso, Presidente Iapaolo, Scarlato e Rinaldi Giudici a latere, anche se il PM Rossana Venditti ne aveva chiesti dieci.
Il Mago, molto conosciuto per le sue apparizioni sulle TV locali, che aveva uno dei suoi numerosi “studi” sparsi in tutta Italia, in Via San Giovanni dei Gelsi, nei pressi del cimitero, a Campobasso, era stato denunciato da più persone per fatti gravi. Soldi in cambio di false promesse e false guarigioni; nonché seduzioni e inganni, violenza sessuale, circonvenzione.
Indagini serrate, carcere, processo. Tutto a tempo rapido. Ieri l’epilogo e, ciò che rende ancora più amara la pillola è che dietro l’angolo (comincerà a breve il processo) c’è ancora la sbarra ad accogliere il “Mago” per altri capi di imputazione. Insomma, per lui si teme il peggio e se la strategia difensiva non ha convinto di Giudici di primo grado, è difficile prevedere un alleggerimento di pena in Appello.
Anche la richiesta avanzata dai suoi difensori perché il Battista, seriamente malato, fosse rimandato a casa, in custodia cautelare e con un lavoro assicurato in una Enoteca è stata respinta dal Tribunale. Resterà per il momento ricoverato in una clinica di Genzano.
Come abbiamo detto la difesa del Battista era stata affidata sin dall’inizio all’avv. Carmine Verde, al quale poi è stato affiancata l’avv. Cristiana Valentini, che si è rivelata essere un’ottima legale, senza timori riverenziali, con irriducibile determinazione nel cercare le prove dell’innocenza del suo cliente. Ad un certo punto è sembrato di assistere ad una chiave di svolta del processo con la ritrattazione di una donna, per una presunta violenza e con le perplessità di qualche altra. Nel corso dell’udienza, il PM Rossana Venditti ha accusato la professionista di aver esercitato una specie di violenza nella raccolta di dette prove ( che, giova ricordare, nel processo penale, da qualche anno, sono state introdotte, come contraltare all’Accusa, e che vanno sotto il nome di prove della Difesa) addirittura introducendo un registratore nello studio di altro avvocato che curava gli interessi di quelle “ parti offese”. Venditti chiedeva al Collegio il deferimento dell’avv. Valentini al Consiglio dell’Ordine degli avvocati almeno per una sanzione disciplinare; al che, la risposta a muso duro della stessa avv. Valentini che chiedeva allo stesso Collegio del Tribunale la trasmissione degli atti del processo al Consiglio Superiore della Magistratura per le comprovabili omissioni nelle indagini del PM e per l’accusa ingiusta e diffamatoria dello stesso PM nei suoi confronti.

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 

  

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