|
Una “batosta” per il Presidente delle Camere Penali del Molise, avv.
Carmine Verde, difensore della prima ora del Mago Bruno Battista,
accusato e quindi imputato di violenza sessuale, circonvenzione e
truffa. Ben otto anni di reclusione gli sono stati inflitti dal
Tribunale di Campobasso, Presidente Iapaolo, Scarlato e Rinaldi Giudici
a latere, anche se il PM Rossana Venditti ne aveva chiesti dieci.
Il Mago, molto conosciuto per le sue apparizioni sulle TV locali, che
aveva uno dei suoi numerosi “studi” sparsi in tutta Italia, in Via San
Giovanni dei Gelsi, nei pressi del cimitero, a Campobasso, era stato
denunciato da più persone per fatti gravi. Soldi in cambio di false
promesse e false guarigioni; nonché seduzioni e inganni, violenza
sessuale, circonvenzione.
Indagini serrate, carcere, processo. Tutto a tempo rapido. Ieri
l’epilogo e, ciò che rende ancora più amara la pillola è che dietro
l’angolo (comincerà a breve il processo) c’è ancora la sbarra ad
accogliere il “Mago” per altri capi di imputazione. Insomma, per lui si
teme il peggio e se la strategia difensiva non ha convinto di Giudici di
primo grado, è difficile prevedere un alleggerimento di pena in Appello.
Anche la richiesta avanzata dai suoi difensori perché il Battista,
seriamente malato, fosse rimandato a casa, in custodia cautelare e con
un lavoro assicurato in una Enoteca è stata respinta dal Tribunale.
Resterà per il momento ricoverato in una clinica di Genzano.
Come abbiamo detto la difesa del Battista era stata affidata sin
dall’inizio all’avv. Carmine Verde, al quale poi è stato affiancata
l’avv. Cristiana Valentini, che si è rivelata essere un’ottima legale,
senza timori riverenziali, con irriducibile determinazione nel cercare
le prove dell’innocenza del suo cliente. Ad un certo punto è sembrato di
assistere ad una chiave di svolta del processo con la ritrattazione di
una donna, per una presunta violenza e con le perplessità di qualche
altra. Nel corso dell’udienza, il PM Rossana Venditti ha accusato la
professionista di aver esercitato una specie di violenza nella raccolta
di dette prove ( che, giova ricordare, nel processo penale, da qualche
anno, sono state introdotte, come contraltare all’Accusa, e che vanno
sotto il nome di prove della Difesa) addirittura introducendo un
registratore nello studio di altro avvocato che curava gli interessi di
quelle “ parti offese”. Venditti chiedeva al Collegio il deferimento
dell’avv. Valentini al Consiglio dell’Ordine degli avvocati almeno per
una sanzione disciplinare; al che, la risposta a muso duro della stessa
avv. Valentini che chiedeva allo stesso Collegio del Tribunale la
trasmissione degli atti del processo al Consiglio Superiore della
Magistratura per le comprovabili omissioni nelle indagini del PM e per
l’accusa ingiusta e diffamatoria dello stesso PM nei suoi confronti. |