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Il
Procuratore Capo della Repubblica di Larino, Nicola Magrone, non ha
voluto lasciare “sospesi” nel giorno del suo collocamento a riposo.
Aveva due adempimenti, anche se dolorosi, a compimento delle sue
indagini: chiedere il processo per associazione a delinquere per l’on.
Anita Di Giuseppe, che milita nell’IdV, “il Partito degli Onesti” dello
stimato e caro amico ed ex Collega Antonio Di Pietro; chiedere il
processo a carico del sen. Michele Iorio, Presidente della Regione
Molise, per la brutta “vicenda” dell’Istituto d’Arte di Larino che aveva
visto sin da subito il coinvolgimento di Gaetano Venditti, ex patron
della “Scuola di Musica Imam” di Larino.
Nel passato Nicola Magrone si era contraddistinto per la sua “autonomia”
e per il suo “senso del dovere”, chiedendo il rinvio a giudizio,
nell’ambito della grandiosa inchiesta Black Hole, anche del fratello di
un noto magistrato di Campobasso, presso il cui Tribunale tuttora svolge
le sue funzioni.
A quadro concluso, oltre a Gaetano Venditti e a Michele Iorio, saranno
davanti ai GIP anche altre 5 persone: il Sindaco di Larino Guglielmo
Giardino, il Segretario Comunale di Larino Fernando Rosati e tre
rappresentanti delle ditte che avrebbero fornito materiale e strumenti
all’Imam.
Pesanti le accuse, che vanno dalla truffa, all’abuso di Ufficio, al
Falso Ideologico. I “chiamati in causa” dovranno spiegare operazioni
economiche che hanno portato nelle casse dell’Istituto, somme
ragguardevoli; in particolare, Iorio dovrà spiegare come sia stato
possibile erogare 100.000 euro all’anno per tre anni, con la promessa di
finanziare con altre 700.000 euro un auditorium e una sala di
registrazione, per una scuola che tutto sommato non è pubblica. |