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La “ciliegina” del Procuratore Magrone, prima dell’abbandono:
Truffa e Falso, chiesto il processo per Iorio

30-11-2010
 

Il Procuratore Capo della Repubblica di Larino, Nicola Magrone, non ha voluto lasciare “sospesi” nel giorno del suo collocamento a riposo. Aveva due adempimenti, anche se dolorosi, a compimento delle sue indagini: chiedere il processo per associazione a delinquere per l’on. Anita Di Giuseppe, che milita nell’IdV, “il Partito degli Onesti” dello stimato e caro amico ed ex Collega Antonio Di Pietro; chiedere il processo a carico del sen. Michele Iorio, Presidente della Regione Molise, per la brutta “vicenda” dell’Istituto d’Arte di Larino che aveva visto sin da subito il coinvolgimento di Gaetano Venditti, ex patron della “Scuola di Musica Imam” di Larino.

Nel passato Nicola Magrone si era contraddistinto per la sua “autonomia” e per il suo “senso del dovere”, chiedendo il rinvio a giudizio, nell’ambito della grandiosa inchiesta Black Hole, anche del fratello di un noto magistrato di Campobasso, presso il cui Tribunale tuttora svolge le sue funzioni.
A quadro concluso, oltre a Gaetano Venditti e a Michele Iorio, saranno davanti ai GIP anche altre 5 persone: il Sindaco di Larino Guglielmo Giardino, il Segretario Comunale di Larino Fernando Rosati e tre rappresentanti delle ditte che avrebbero fornito materiale e strumenti all’Imam.

Pesanti le accuse, che vanno dalla truffa, all’abuso di Ufficio, al Falso Ideologico. I “chiamati in causa” dovranno spiegare operazioni economiche che hanno portato nelle casse dell’Istituto, somme ragguardevoli; in particolare, Iorio dovrà spiegare come sia stato possibile erogare 100.000 euro all’anno per tre anni, con la promessa di finanziare con altre 700.000 euro un auditorium e una sala di registrazione, per una scuola che tutto sommato non è pubblica.

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 

  

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