Home Page


Stampa

   
 

 

Il Molise e le sue mani d’oro

07-06-2010
 

Il libro, che si compone di 504 pagine, stampate a colori su carta patinata lucida in formato 30 x 21, corredato da oltre 590 fotografie, nasce dalla necessità di conservare il patrimonio di conoscenze e di cultura professionale del Molise e dal desiderio di trasmettere alle nuove generazioni curiosità e rudimenti di mestieri e professioni che si stanno perdendo nel tempo, ma che non possiamo permetterci il lusso di dimenticare per non smarrire la nostra stessa identità, la nostra cultura. I Maestri del Lavoro si prefiggono lo scopo di portare a conoscenza dei nostri giovani, mediante incontri nelle scuole, quello che è stato il nostro passato, presentando contemporaneamente le testimonianze di quanti, onorevolmente e con amore verso il lavoro e il Molise, si realizzano anche a livello internazionale.
Sin dall’età dell’apprendimento scolastico sarebbe auspicabile trasmettere ai ragazzi un bagaglio di esperienze appartenenti sì al mondo del lavoro, ma facente parte sostanziale della persona, del suo contesto storico, culturale e sociale, la cui difesa concorrerà a costruire un mondo che sarà il loro.
L’autrice stimolata dall’idea di sollecitare l’attenzione collettiva e in particolare quella dei giovani, ha ritenuto fondamentale tramandare conoscenze fra generazioni con quest’attrezzo di lavoro, il libro.
Facendo leva su un’espressione ricorrente usata da un insegnante di lettere che, giunto all’età della pensione, soleva dire ai suoi studenti:
“ragazzi, ricordate che ogni anziano che muore, è un archivio che brucia"!
Ha cercato fra i documenti, ascoltato – quando ha potuto - la voce dei protagonisti, raccolto emozioni, raccontato episodi di vita vissuta, ricordando, riscoprendo e riflettendo sul passato, proiettandolo però verso il futuro.
Nelle immagini e nel testo si propongono tracce di antica quotidianità del nostro popolo, rilevandone civiltà, cultura e profonde radici, un modo di vivere più semplice, più umano; i mestieri del passato hanno rievocato periodi poveri, umili, duri, stressanti ma ricchi di poesia e di allegria.
Il volume vuole essere una sorta di rivisitazione storica della vita, del lavoro e dei costumi del Molise attraverso racconti e fotogrammi scevri da ambizioni di ricostruzione sociologica, ma caratterizzati da immediato impatto emotivo.
Sempre l’autrice ha tentato di aprire una finestra su un recente passato, di cui restano deboli tracce nel veloce fluire della vita moderna, ed ha avuto conferma che lo spirito di adattamento, la versatilità, l’abnegazione, la duttilità nell’industriarsi in mille mestieri, inventandosene di nuovi pur di sopravvivere, in una parola l’Arte di arrangiarsi, ha da sempre permeato il vissuto della gente del Molise.
Per non dimenticare. Il libro ricorda le Stelle al Merito del Lavoro alla Memoria della Regione Molise:
- i Minatori di Monongah, di Cannavinelle, di Marcinelle, di Mattmark;
- i Caduti in missione di pace:
- il Caporal Maggiore Alessandro Di Lisio, perito in Afganistan il 14 luglio 2009;
- il Tenente Giulio Ruzzi, perito in Somalia il 6 febbraio 1994;
- i diciotto rastrellatori di mine periti a Campobasso il 21 giugno 1946, mentre erano impegnati in un corso di formazione.

P.S Si ringraziano tutti gli Enti ed Associazioni che con il loro contributo hanno reso possibile la concretizzazione di questo progetto, il cui ricavato sarà devoluto all’Accademia delle Belle Arti de L’Aquila.

Introduzione
Un catalogo delle tradizioni? Un albo delle arti e dei mestieri? Una rilevazione di tipo statistico delle piccole economie di una volta? Un viaggio nella memoria per incontrare suggestioni antiche che suscitano emozioni moderne?
Tutte queste cose insieme, ma nella versione moderna di ricerca, conoscenza e divulgazione della storia locale. Storia locale nel suo significato di ampliamento della ricerca storica e di riscoperta dei momenti particolari che segnarono lo svolgimento del progresso sociale di una comunità.
Su questo terreno, la meticolosa ricognizione sorprende sia per l’alto numero di arti e mestieri, sia per il tipo di storia scelto. Cinquantanove mestieri danno un immagine molto articolata della società molisana nel tempo. La ricerca poi, non si limita ai pochi protagonisti visti come motori del loro tempo e promotori di civiltà, ma è estesa alla conoscenza più minuta dei fatti nei vari aspetti (sociali, economici, culturali, eccetera), diventando così la storia scritta dalla parte della gente o di “quegli uomini che assai più dei protagonisti concorrono al progresso della civiltà”, come scriveva anni fa Nicola Cilento su “Conoscenze, quattro” del 1988, a cura della Sopraintendenza Archeologica e per i B.A.A.A. e S. del Molise.
D’altra parte, se la memoria è la capacità di dare un posto al ricordo per farlo diventare parte dell’identità, già la ricostruzione di tanti ricordi è di per sé un forte contributo alla costruzione dell’identità di una piccola regione che da “Stato dei Sanniti Pentri”, con governo di tipo repubblicano su basi democratiche, il destino trasformò in pezzi e bocconi per oltre duemila anni con ricomposizione solo dal 1963, grazie alla sua elevazione a XX Regione della Repubblica.
In sintesi, è su questo terreno che si muove il lavoro della signora Anna, andando fuori ed oltre gli archivi di carta per ascoltare i protagonisti, fonti orali accettate ormai dalla storiografia moderna, nel nostro caso arricchita da documentazione fotografica suggestiva recuperata sicuramente con grande difficoltà.
Sempre sul piano metodologico, poi, l’autrice sceglie un modello che si avvicina alla forma antologica, consentendo così una lettura a scelta favorita da un linguaggio divulgativo e coinvolgente.
Questa breve cornice mi è sembrata opportuna per sgomberare il campo da facili generalizzazioni. Anzi, devo aggiungere subito che tutto il lavoro, pur nella differenza tra mestieri superati e quelli richiesti e anche dalla società moderna, ovviamente con tutti gli opportuni adeguamenti, invita, come usa dire, a guardare in alto, a volare, a osare. Perché non sono pochi i mestieri presenti nel libro di cui la società contemporanea soffre la mancanza.
Sarebbe interessante almeno soffermarsi sui tanti mestieri raccontati che stanno alla società molisana come le tessere al mosaico, ma economia di tempo e rispetto del diritto del lettore alla scoperta personale, mi impongono brevità sia di analisi che di commento.
Mi limiterò, pertanto, a brevi cenni riferiti all’acciaio traforato, al tombolo e alla zampogna.
Con brevi profili e suggestive immagini l’autrice ripropone oggetti tuttora in produzione da parte di artigiani che uniscono arte creativa ad alta artigianalità, abilità tecnica e cultura.
Proprio l’acciaio traforato ricorda una tradizione artistica di livello internazionale che si affermava con la “Monografia vincitrice del Concorso Nazionale indetto dall’Ente Nazionale per le Piccole Industrie con bando 21 aprile 1928”. La monografia già allora sottolineava il fiato corto del “feticismo della meccanizzazione” ad ogni costo, prevedendo lunga vita all’acciaio traforato di cui venivano riportati finissimi disegni di oggetti e di proposte per le politiche di sostegno e di modernizzazione tecnica e commerciale del settore.
Stesso discorso si può ripetere per il tombolo. Si tratta anche in questo caso di un tipo di ricamo che vive in molti centri molisani, con speciale produzione ad Isernia, dove conta parecchi secoli di vita nei vicoli, in case private e in società cooperative, rispondendo ad una domanda abbastanza ampia e continua. E’ noto ormai da alcuni anni che in occasioni di convegni ed incontri vari la domanda di merletto a tombolo rimane preminente nella città. Probabilmente a tale domanda bisogna rispondere con un’offerta più adeguata. Su questo terreno qualcosa si muove alla luce anche della recente mostra sull’artigianato femminile a Macchia d’Isernia, promossa da un’associazione privata, che da alcuni anni spinge per il passaggio dall’hobby al prodotto artigianale di mercato, e sostenuta dalla Camera di Commercio d’Isernia.
La zampogna torna alla ribalta nazionale ogni estate con il “Festival Internazionale della Zampogna”, ma tutto l’anno, da decenni ormai, a richiamare i visitatori è il bel museo allestito nel centro abitato medievale fondato nel X sec. dall’Abbazia di S.Vincenzo al Volturno, culla d’arte, d’economia e di cultura europea del tempo.
Anche in questo caso un maggiore sostegno alle botteghe artigiane e alla scuola di musica sarebbe opportuno, specialmente dopo gli adeguamenti dello strumento alle esigenze della musica moderna e alle presenze nei concerti non solo locali.
I miei riferimenti al testo si fermano qui per le ragioni prima esposte. Un solo accenno devo fare alla figura dello “scamorzaro”, altro importante “produttore” di specialità molto richieste perché, come scriveva Italo Calvino, “dietro ogni formaggio c’è un diverso pascolo, un diverso verde, un diverso cielo”.
Perché questi richiami di mestieri antichi presenti o assenti in età contemporanea. Perché riflettono nel loro insieme la cultura del lavoro. I mestieri superati ripropongono un insegnamento sempre valido quale quello della creatività, valore aggiunto che contraddistingue l’uomo; i mestieri esercitati perché ripropongono potenzialità reali ancora presenti nella comunità regionale per le opportunità che offrono adeguando “l’offerta” alla “domanda” in nome dell’evoluzione e del mercato.
Questo lavoro, quindi, non è la cassaforte dei ricordi, ma la memoria che del ricordo fa un elemento dell’identità viva, come detto all’inizio.
Con questo viaggio nelle botteghe del passato e del presente si rafforza la spinta a guardare in alto, ad osare, a volare, puntando sulle utopie concrete che distinguono questa terra e ne fanno una delle “diversità” che costituiscono “l’unità” globale.
L’augurio allora è uno solo: che questa storia particolare del Molise non resti ricerca, cioè solo fonte, ma diventi storia, ossia sintesi di ricerca, conoscenza e divulgazione.

Natalino Paone

 

 

 
 
 
 
 
 
 

  

dal 31 maggio 2008

 
 

 

NOTE: Questo sito fa largo uso di javascript e flash actionscript. Gli script utilizzati sono sicuri, non possono pertanto danneggiare in alcun modo il computer del visitatore, inoltre non prelevano informazioni personali di alcun genere.
Sito realizzato da Luca Martino - ®2008 - 2009