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Sabato scorso, quando per un
breve riposo ci siamo recati a Firenze a risciacquar i panni in Arno -
come don Lisander Manzoni - ci è capitato di leggere il titolo di uno
spettacolo musicale "Panza, creanza e ricordanza". Finita la fugace
lettura, il nostro pensiero, specie per la "panza", è andato
immediatamente a quelli di Molise Civile che, nelle stesse ore, stavano
celebrando il loro primo congresso regionale.
Quest'ultimo finito, come tutti sanno, con l'avvicendamento tra due
staffettisti della cotoletta. Alla guida di questa civile tripperia,
messa su da don Michele, Stefano Sabatini è succeduto a Sandro Arco.
Passare da un raccattabroccoli all'altro è stato semplice, tra
centometristi del bonifico ci si intende facilmente e senza molti
convenevoli.
All'atto del passaggio, inoltre, sono stati definiti dettagli, come
dire?, all'apparenza minori ma di alto valore simbolico. Ad esempio si è
deciso che tutti gli iscritti a Molise Civile si asterranno dall'uso
delle sedie: in casa, in ufficio, al bar. Anche al cinema e al
ristorante li troverete in piedi. E non sarà, ad esempio, come per
Victor Hugo, che, nella stesura de i "Miserabili", scriveva ritto per
tenere la testa alta tra i nimbi.
Qui, trattandosi di altre miserie (politiche, sia ben inteso) si resta
in piedi non per trovarsi più vicini, chessò?, se non ai nimbi almeno ai
cirrocumuli.
Qui si resta in piedi per una sola ragione: per trovarsi già
sull'attenti se don Michele dovesse entrare nella stanza.
Questo è il Molise Civile. Figuratevi quello incivile! |
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