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“Gente semplice col cuore in mano, persone che
vivono una quotidianità ormai scomparsa in altre regioni soprattutto del
nord Italia, con valori profondi e genuini della vita” – così ha
definito il conduttore televisivo e giornalista Paolo Brosio i molisani,
che a suo dire conosce bene per via della trasmissione ‘Linea Verde’, di
cui è stato presentatore per diversi anni e che lo ha portato più volte
in Molise.
Dopo Luca Sardella, che è tornato per il secondo giorno consecutivo a
degustare pietanze, vini e oli, a visitare lo stand è stato Paolo
Brosio. “Ho un ricordo speciale del Molise – ha spiegato il giornalista
piemontese – è una regione incontaminata: non c’è inquinamento, perché
non c’è industrializzazione, certo questo significa minore occupazione,
ma in compenso si può coniugare il turismo con l’enogastronomia, la
natura e l’ambiente per creare economia. In Italia del resto non ci sono
solo regioni come Lombardia, Piemonte, Veneto e Emilia Romagna, esistono
anche terre come Umbria, Toscana, Molise e Abruzzo – ha precisato Brosio
– che devono puntare sulle bellezze naturali e sul turismo”.
Si conclude, così, la terza giornata del Salone del Gusto a Torino e il
Molise continua ad essere apprezzato per la sua variegata offerta
enogastronomica. Oltre ai volti noti della tivù, la cucina degli chef
Adriano Cozzolino dell’Hotel Dora e Bobo del Ribo di Guglionesi è
sottoposta anche al giudizio di esperti del settore. “È l’ennesima
conferma della ricchezza del patrimonio enogastronomico italiano – ha
commentato Paolo Andreani della nota rivista ‘Gambero Rosso’, dopo aver
degustato pietanze molisane – abbiamo riscoperto piatti che sembravano
persi nella tradizione, i cui sapori, odori e colori riportano indietro
a stadi preadolescenziali: davvero speciale il pancotto che altro non è
che la capacità di recuperare del pane raffermo, un trionfo di sapori le
polpette di mollica, uova e croste di formaggi che fanno tornare ai
sensi odori delle vecchie dispense delle nonne. Piatti poveri che oggi
rappresentano un vero e proprio patrimonio culturale da tutelare e, al
tempo stesso, da divulgare”.
Soddisfatto della risonanza che il Molise sta avendo, soprattutto sulla
stampa specializzata, l’Assessore regionale al Turismo e alle Attività
Produttive, Franco Giorgio Marinelli che si è recato a Torino per
toccare con mano il valore che il Salone del Gusto sta portando alla sua
terra. “Se questo appuntamento si sta rivelando un successo, lo dobbiamo
certamente a tutti i produttori presenti, agli operatori e agli chef, a
cui va riconosciuto il merito più grande, ma importante è anche il
lavoro dell’esperto enogastronomo che illustra la provenienza, le
caratteristiche di questi prodotti e della terra a cui appartengono.
L’impegno di tutti è di dare un’immagine autentica e semplice senza mai
tralasciare la capacità di trasmetterla con professionalità e
competenza. Il Molise deve credere nelle potenzialità del suo territorio
e, in controtendenza alla globalizzazione di massa, deve distinguersi
rivalutando la figura del contadino e dell’allevatore, dando nel
contempo impulso ad una nuova ricchezza”.
Una visione in piena sintonia con quella del Ministro alle Politiche
Agricole Alimentari e Forestali Luca Zaia che nel discorso d’apertura
della manifestazione ha esaltato il ruolo dell’agricoltura e del mondo
rurale. “Il messaggio dell’On. Zaia – ha commentato Marinelli – giunge
come un segnale incoraggiante: se ci sarà questo ritorno alla campagna,
il Molise avrà maggiori chance rispetto ad altre regioni. |