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Al Salone del Gusto a Torino il Molise è piaciuto proprio a tutti

27-10-2008

“Gente semplice col cuore in mano, persone che vivono una quotidianità ormai scomparsa in altre regioni soprattutto del nord Italia, con valori profondi e genuini della vita” – così ha definito il conduttore televisivo e giornalista Paolo Brosio i molisani, che a suo dire conosce bene per via della trasmissione ‘Linea Verde’, di cui è stato presentatore per diversi anni e che lo ha portato più volte in Molise.
Dopo Luca Sardella, che è tornato per il secondo giorno consecutivo a degustare pietanze, vini e oli, a visitare lo stand è stato Paolo Brosio. “Ho un ricordo speciale del Molise – ha spiegato il giornalista piemontese – è una regione incontaminata: non c’è inquinamento, perché non c’è industrializzazione, certo questo significa minore occupazione, ma in compenso si può coniugare il turismo con l’enogastronomia, la natura e l’ambiente per creare economia. In Italia del resto non ci sono solo regioni come Lombardia, Piemonte, Veneto e Emilia Romagna, esistono anche terre come Umbria, Toscana, Molise e Abruzzo – ha precisato Brosio – che devono puntare sulle bellezze naturali e sul turismo”.
Si conclude, così, la terza giornata del Salone del Gusto a Torino e il Molise continua ad essere apprezzato per la sua variegata offerta enogastronomica. Oltre ai volti noti della tivù, la cucina degli chef Adriano Cozzolino dell’Hotel Dora e Bobo del Ribo di Guglionesi è sottoposta anche al giudizio di esperti del settore. “È l’ennesima conferma della ricchezza del patrimonio enogastronomico italiano – ha commentato Paolo Andreani della nota rivista ‘Gambero Rosso’, dopo aver degustato pietanze molisane – abbiamo riscoperto piatti che sembravano persi nella tradizione, i cui sapori, odori e colori riportano indietro a stadi preadolescenziali: davvero speciale il pancotto che altro non è che la capacità di recuperare del pane raffermo, un trionfo di sapori le polpette di mollica, uova e croste di formaggi che fanno tornare ai sensi odori delle vecchie dispense delle nonne. Piatti poveri che oggi rappresentano un vero e proprio patrimonio culturale da tutelare e, al tempo stesso, da divulgare”.
Soddisfatto della risonanza che il Molise sta avendo, soprattutto sulla stampa specializzata, l’Assessore regionale al Turismo e alle Attività Produttive, Franco Giorgio Marinelli che si è recato a Torino per toccare con mano il valore che il Salone del Gusto sta portando alla sua terra. “Se questo appuntamento si sta rivelando un successo, lo dobbiamo certamente a tutti i produttori presenti, agli operatori e agli chef, a cui va riconosciuto il merito più grande, ma importante è anche il lavoro dell’esperto enogastronomo che illustra la provenienza, le caratteristiche di questi prodotti e della terra a cui appartengono. L’impegno di tutti è di dare un’immagine autentica e semplice senza mai tralasciare la capacità di trasmetterla con professionalità e competenza. Il Molise deve credere nelle potenzialità del suo territorio e, in controtendenza alla globalizzazione di massa, deve distinguersi rivalutando la figura del contadino e dell’allevatore, dando nel contempo impulso ad una nuova ricchezza”.
Una visione in piena sintonia con quella del Ministro alle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Luca Zaia che nel discorso d’apertura della manifestazione ha esaltato il ruolo dell’agricoltura e del mondo rurale. “Il messaggio dell’On. Zaia – ha commentato Marinelli – giunge come un segnale incoraggiante: se ci sarà questo ritorno alla campagna, il Molise avrà maggiori chance rispetto ad altre regioni.

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 

  

dal 31 maggio 2008

 
 

 

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