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Uno Sguardo sul 900
Il memoriale di Vittorino Monte

27-07-2010
 

Il cronista, giorno dopo giorno, agita il lamento con manate di parole ormai senza ordine convenzionale, addirittura invocando l’eutanasia di questa Regione, per riaccorparla ad altre.
Il Molise, fortemente voluto, disegnato, ridisegnato, curato con amore per i bisogni di un popolo che, per quanto circoscritto, ha da sempre saputo raccontare se stesso con fierezza e dignità, è messo in discussione.
In questi nostri anni, sempre più bilicati e divaricati, i tempi non ci lasciano più tempo e il buco in cui ci sono i problemi che cadono dentro, ingigantisce senza ritegno.
E’ convincimento diffuso ormai che il nostro sistema regionale opera in equilibrio di sottosviluppo, in un clima di diffusa stanchezza e di crescita rallentata, dove la polivalenza di intenzioni, istanze e bisogni è entrata nel ciclo calante, avviluppata in una crisi sociale, nel dissesto economico, nella confusione politica. Abbiamo bisogno di attingere alla vivida genialità, alla freschezza delle idee, alla voglia di ricostruire una Regione a misura d’uomo e quindi di porci alla ricerca dello scoccare dei ritmi del tempo passato. Ritmi segnati, come pietre miliari della nostra storia di molisani, dai Padri della Regione Molise; da chi, cioè ideava e sognava, si disperava e faceva, progettava e costruiva, quasi sempre con molta modestia, il disegno di una Regione e di un popolo che fossero anche espressione geografica ma capaci di innervarsi nel tessuto organico e progredito dell’Italia che conta. Quello scoccare dei ritmi del tempo passato ha prodotto un improvviso e inesorabile colpo di gong e che si rincorre negli ultrasuoni della memoria, inducendo i testimoni a trascrivere lo spartito degli autori, affinché questo bacillo del passato possa rimettersi in circolo nei molisani d’oggi e soprattutto in quella che è rimasta come classe dirigente politica cui sono affidate le sorti del Molise.
Lo spartito ha Autori ragguardevoli e ciascuno merita di essere rivisitato, per dare un nome alle Fondovalli che hanno tolto il Molise dall’isolamento; all’opera grandiosa del viadotto del Liscione, alla FIAT e ai Nuclei Industriali; all’Università del Molise; alla Corte di Appello; all’Università Cattolica; alla Provincia d’Isernia e quindi ripercorrere quelle tappe che hanno fatto del Molise una Regione potenzialmente vivibile e progredita.
Noi di XX REGIONE - oggi quotidiano telematico molisano che fonda la sua autorevolezza nei numeri dei lettori (400.000 visite, oltre 1.800.000 pagine visitate da tutto il mondo) e nato come periodico cartaceo, diretto dal sottoscritto, sin dal 1974 e che quindi ha accompagnato, come diretto testimone, la nascita e il progresso della Regione - ce lo proponiamo..
Se avremo materiale sufficiente, pubblicheremo gli spartiti di ogni autore.
Iniziamo il “viaggio” con Vittorino Monte, il deputato nato “contadino” che riuscì a conseguire la 6ª elementare con scuole serali, cocciuto, caparbio, fiero, onesto, perspicace e tenace, capace, attivo e combattivo, che seppe meglio di chiunque altro nel Molise, coniugare intuizione ed esperienza operando e guidando la “civiltà contadina” (negli anni 70, oltre il 70% del reddito prodotto e della popolazione molisana gravava sul lavoro dei campi). Era stato chiamato, questo modesto figlio del Molise, ad operare in una realtà in movimento lento, chiamato a spezzare il cerchio del sottosviluppo economico e culturale della regione con interventi decisi e di rottura, dovendo piegare resistenze psicologiche ai mutamenti che stavano avvenendo nei rapporti tra le classi e che richiedevano a lui, autodidatta, forgiato all’arena, campo e materia dell’agire, del fare (politica) un continuo e sostanziale aggiornamento di mentalità. Egli ha operato in tutta la sua lunga vita, meritata di essere vissuta, in un settore, quello dei coltivatori, di cui era capo incontrastato e proclamato. E’ vissuto dove si possono rinvenire testimonianze dirette di stati di allarme e di protesta, per cogliere conferme e confutazioni, tra fatti sociali stancamente tramandati, nella congenita deficienza di spirito associativo. Nel suo Molise, problema periferico del Paese.
E, per un miracolo di pazienza e costanza, i corpi economici si sono messi in moto lentamente, spesso invisibilmente, e s’accese la fiammella di un avvenire migliore per il Molise. Il suo spartito parla di agricoltura, ma anche di realizzatore della Fondovalle del Biferno e del Viadotto del Liscione, due opere monumentali e importantissime per il Molise; parla della sua idea di sfruttare il “disegno governativo” delle città-satelliti per creare, con l’indimenticabile on. Lino Vitale che aveva le stesse doti di Monte di realizzatore, la città satellite del CEP a Campobasso; e ci dice dell’idea geniale, poi materializzata della lunga Galleria della Nunziata Lunga.
Chi leggerà la storia personale di questo eccezionale protagonista della nascita e dello sviluppo della nostra Regione, rimarrà incantato, affascinato dalle idee, dai propositi, dagli insegnamenti di questo grande e saggio figlio di Molise che così si presenta a noi: “Mio padre, minatore negli USA aveva davanti a sé avvenire e miraggi economici. Ma rifiutò quel futuro perché egli disse a chi tanto gli prometteva, che gli Stati Uniti si erano “imbarbariti” con l’introduzione del “divorzio” e volle tornare in Italia, nella sua campagna per poter respirare aria pura, pulita, genuina, dalle salde radici e tradizioni familiari”. Conclude il suo impegno politico, con l’accorato invito ai giovani molisani di partecipare alla vita politica, al voto, alla scelta e alle preferenze e alla rappresentanza. “I Giovani devono capire cosa può fare un singolo uomo, per quanto modestissimo come me, un singolo politico scelto dal popolo, per la soluzione dei problemi della propria terra, e quindi per lo stesso futuro degli stessi giovani, come posso vantarmi, con umiltà, di aver potuto fare io”
Tanta era la sua smania di fare e di consumarsi per la sua gente che non esitò a mettere in bella vista, alle sue spalle, nella stanza di lavoro, una targa su cui c’era scritto: “Dio benedica chi non mi fa perdere tempo”.
Desideriamo concludere, con un aneddoto di vita vissuta, che meglio riflette l’immagine di Vittorino Monte. Ce lo dice lui, con quella sua rara vena affabulatoria che esorcizzava con l’enfasi caricaturale, godibile quanto mai allorché racconta le sue storie
In una sala angusta ma gremitissima di contadini, a Ferrazzano, egli - Presidente della Coldiretti - concluse il suo intervento dicendo: “Vi voglio assicurare che ci batteremo perché deve essere riconosciuta la pensione anche a chi coltiva la terra”. Forte, solenne, si levò nell’aria una sonora pernacchia. Era lo sberleffo che di solito si riserva a chi la spara grossa. Ebbene, quando, di lì a qualche tempo, fu introdotta la pensione per i coltivatori diretti l’anonimo autore del gestaccio, confessò all’on. Monte il suo sincero pentimento e l’afflizione per non avergli creduto e di aver dubitato della sua capacità di creare quelle condizioni per un sogno impossibile.
Ecco, questi fu l’on. Vittorino Monte, figlio del Molise e di questa terra meridionale, “la quale, se non durammo fatica ad intendere quanto poco fosse amica dell’uomo, sentimmo perciò appunto di dovere, misteriosa e muta com’è, perdutamente amare”.

 

 

Tonino Martino
 

Documentazione a corredo del Memoriale
(Clicca sui documenti sottoelencati in ordine di data per visualizzarli)
 

Tipo di documento

Breve descrizione

   
Uno sguardo sul 900 - di Vittorino Monte Il memoriale dell'on. Monte
   
curriculum vitae Breve curriculum dell'on. Monte
   
Statuto della Società Agricola di mutuo soccorso Uno dei promotori fu il padre dell’on. Monte
   
Ricostituzione della Società Agricola di mutuo soccorso Atto di costituzione della nuova società dalla quale nascerà la 'Coltivatori Diretti'
   
Lettera al Sindaco di Campobasso Con questa lettera si chiedeva l'autorizzazione al prelievo di sale per i consociati. Uno dei primi atti dell'attività della neo costituita società
   
Lettera al consorsio autotrasportatori  
   
Lettera al Prefetto di Campobasso Con questa lettera, l'on. Monte, chiedeva il riconoscimento della Società Agricola di mutuo soccorso
   
Comunicazione a più Enti Pubblici della nascita della 'Coltivatori Diretti'  
   
Elezione a Consigliere Comunale di Campobasso  
   
Lettera al Ministro dell'Agricoltura Segni Richiesta al Ministro dell'Agricoltura Segni di fondi per ultimare la sovraelevazione del "Granaio" di Campobasso
   
Copia del periodico 'Il Coltivatore Molisano'  
   
Fac-simile di propaganda elettorale E' da notare la semplicità nella realizzazione del 'materiale' per la propaganda elettorale
   
Lettera del sen. Giovanni Ciampitti Lettera scherzosa del sen. Ciampitti di Isernia a Monte, con la quale gli 'rimetteva' la quota per il Comitato Provinciale della DC. L'on. Monte all'epoca ricopriva la carica di Segretario Amministrativo della DC.
   
Copertina dell'opuscolo dell'on. Pajetta L'on. Pajetta scrisse un opuscolo sulla possibilità di dialogo tra Cattolici e Comunisti e spedì questo a tutti i deputati. L'on. Monte, Democristiano convinto, non ravvisando nessun possibile punto d'incontro tra le due ideologie, rispedì l'opuscolo al mittente.
   
Lettera dell'on. Pajetta all'on. Monte L'on. Pajetta, vedendosi recapitare indietro l'opuscolo, scrive una lettera stizzita all'on. Monte rinviandogli nuovamente l'opuscolo
   
Proposta di Legge dell'on. Monte ed altri Proposta di Legge presentata alla Camera dei Deputati che prevedeva l'assicurazione obbligatoria per i venditori ambulanti ed i piccoli imprenditori
   
Discorso alla Camera dell'on. Monte Discorso tenuto dall'on. Monte alla Camera dei Deputati il 18 luglio 1959 sulla 'situazione dell'agricoltura nel Molise'
   
Lettera di Flaminio Piccoli a Monte Lettera con la quale Piccoli invitava Monte a partecipare alle riunioni per le decisioni inerenti l'elezione dell'amico comune Segni a Presidente della Repubblica
   
Lettera dell'on. Russo

Lettera dell'on. Russo all'on. Monte di auguri di pronta guarigione. L'on. Monte infatti a causa dell'attiva partecipazione ai lavori ed ai dibattiti alla Camera per sostenere l'elezione di Segni a Presidente della Repubblica, era stato 'costretto' ad un ricovero in ospedale.

   
Lettera di ringraziamento di Segni Lettera del neo Presidente della Repubblica Segni all'on. Monte per ringraziarlo dell'appoggio e dell'attiva partecipazione ai 'lavori' per la sua elezione a Presidente e per augurargli una pronta guarigione.
   
Lettera di Piccoli a Monte Lettera molto amichevole di Piccoli all'on. Monte con l'augurio di una pronta guarigione.
   
   
   

Galleria Fotografica
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