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Sulla prematura morte di Giacomo Leopardi, avvenuta quando egli aveva
soltanto 39 anni, sono state avanzate molte ipotesi, dalla più
accreditata, pericardite acuta, a quelle più fantasiose, cibo avariato.
A queste si va ad aggiungere una nuova ipotesi sostenuta dallo studioso
sorrentino Nicola Ruggiero che vorrebbe che essa sia avvenuta a causa
dei dolciumi: a ucciderlo, una scorpacciata di confetti.
Ruggiero sostiene che Leopardi "era diabetico, ma golosissimo. L'ultima
sera di Leopardi, il 13 giugno 1837, cadeva Sant'Antonio, onomastico di
Ranieri, lo scrittore partenopeo che lo ospitava in quel periodo. Per
l'occasione, furono portati in casa svariati cartocci di confetti
cannellini di Sulmona; Leopardi ne mangiò un chilo e mezzo, e morì la
mattina successiva per coma diabetico". |