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I
cittadini del Basso-Molise senza acqua potabile rappresentano l’emblema
di un’inadeguatezza amministrativa che meriterebbe di essere sanzionata.
Dopo mesi di inchieste, note e esposti sui rischi di inquinamento della
Diga del Liscione, prima si è sottostimato il problema e quindi in
prossimità delle festività natalizie sono stati adottati i necessari
provvedimenti cautelativi. Sia l’ARPAM che MOLISE ACQUE avrebbero potuto
agire con maggiore tempismo e limitare i disagi all’utenza. Così come i
rischi di inquinamento connessi all’illecito smaltimento di sostanze
nocive, rifiuti pericolosi e liquidi tossici, vanno prevenuti con una
sistematica azione di monitoraggio ambientale da predisporsi in
collaborazione tra Comuni, Provincia, Regione, ARPAM, Corpo Forestale
dello Stato, Istituto Zooprofilattico, ASREM e Nucleo Operativo
Ecologico dei Carabinieri. Purtroppo in Molise manca una cultura della
prevenzione e della pianificazione coordinata delle attività
istituzionali con le conseguenze devastanti che sono sotto i nostri
occhi sia sullo smaltimento dei rifiuti che sulla non potabilità
dell’acqua. In altri territori si sarebbero già registrate le dimissioni
dei vertici dell’ARPAM dopo accadimenti simili. Ma il Molise è un luogo
in cui si è smarrito il senso del pudore e ci si può permettere di
tutto. Il sistema dei commissariamenti di Enti, Consorzi Industriali,
Comunità Montane, IACP, EPT, ecc. dovrebbe essere un evento
straordinario e non una pratica corrente che si protrae da anni.
Servirebbero dei criteri a cui affidarsi basati sulle competenze,
sull’imparzialità politica, sui curriculum più che sulla fedeltà o la
vicinanza al Presidente della Giunta. In caso di inchieste della
Magistratura bisognerebbe rimettere il mandato e affidarsi al processo
per affermare la propria onestà e non convocare conferenze stampa in cui
si annuncia urbi ed orbi la proroga della propria nomina commissariale.
E’ un Mondo che cammina al contrario in cui un avviso di garanzia
nell’inchiesta sui rifiuti o su qualsiasi altra questione non determina
alcuna ricaduta, riflessione o dimissione. |