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tratto da:

Niente stipendio e lo spettro del crack
Ma lo Zuccherificio assume il cognato e la nipote di...

12-01-2012
 

Mentre i dipendenti dello stabilimento saccarifero aspettano ancora la tredicesima, saltata per la prima volta in 40 anni, e incombe una istanza di fallimento, l’azienda assume a tempo indeterminato il cognato del socio privato e la nipote del presidente di FinMolise Teresio Di Pietro. Una pillola amara per i lavoratori, ma anche un elemento di riflessione perché, se Perna cede le quote, tra non molto lo Zuccherificio diventerà interamente a capitale pubblico.
Termoli. In quarant’anni di onorata carriera, mai allo Zuccherificio del Molise era venuta meno la tredicesima mensilità. La notizia è vecchia di alcune settimane, è stata discussa e sviscerata, diventando simbolo di un tracollo che sembra inarrestabile, tanto da aver spinto il neo presidente Antonio Di Rocco a pressare per l’aumento del capitale sociale e la conseguente disponibilità di liquidi nelle casse aziendali, mai tanto vuote come da un paio di mesi a questa parte. La notizia nuova è di quelle che sconcertano, e che inserita in un simile contesto, con il fantasma del fallimento che incombe e un destino segnato da crocette negative, fa perfino saltare sulla sedia. Quale? Questa: due nuove assunzioni. A tempo indeterminato.
Ma non si tratta di due neo lavoratori qualunque. Né di “comuni” cittadini senza santi in paradiso che hanno avuto la fortuna di firmare un contratto a tempo illimitato nell’epoca in cui la disoccupazione raggiunge proporzioni da guinness. I due benedetti sono, rispettivamente, il cognato del socio privato dello stabilimento e la nipote di un noto politico basso molisano. E questo basta per rendere insopportabilmente calda l’atmosfera in azienda, e gettare benzina sul fuoco della rabbia che dilaga.
Già. Perché i dipendenti dello stabilimento saccarifero aspettano ancora la busta paga di dicembre e la tredicesima, e non sanno a oggi se e quando il denaro arriverà sui loro conti correnti. Intanto il magazzino è vuoto, i creditori sono verdi di bile e non sono più disposti a cedere sulla fiducia nemmeno una matita e una risma di A4. Pure la semina primaverile della bietola è a rischio, e gli agricoltori – che costituiscono gran parte dell’indotto dello Zuccherificio - attraversano un momento di profonda incertezza. La Energy Trading rivendica il pagamento di una fattura da tre milioni e trecentomila euro e ha ottenuto dal giudice il pignoramento dei conti correnti. Diciannove, tutti bloccati. Eppure, in questa situazione di malattia pressoché terminale, la dirigenza della fabbrica trova il modo – ed evidentemente le risorse – per sfornare due contratti di lavori nuovi di zecca. A vantaggio, rispettivamente, di Cosmo Gentile e Giulia Di Pietro.
Chi sono? Rispettivamente il cognato di Remo Perna, socio privato indagato per presunti reati connessi all’attività da imprenditore dello zucchero, che accede agli utili dell’azienda pur non avendo versato per intero la sua parte di capitale sociale, e che secondo i beninformati il prossimo 19 gennaio uscirà fuori dai giochi decidendo di non partecipare alla ricapitalizzazione, ovvero all’aumento di capitale sociale per 15 milioni di euro. L’altra è una giovane laureata, che nell’ottimo curriculum di cui è titolare vanta anche un grado di parentela strategicamente interessante. E’ la nipote di Teresio Di Pietro, uomo di Michele Iorio, ex segretario Udc e attuale presidente di FinMolise, la cassaforte della Regione Molise, che coinvolge fra le altre anche un’altra società finanziaria riconducibile allo stesso Perna.
Per carità, siamo alle solite: i due lavoratori in questione hanno tutte le carte in regola per ambire a un contratto come si deve senza la mannaia della scadenza trimestrale o semestrale. Calati nei ruoli, rispettivamente, di “supervisore degli acquisti” e “addetto ai rapporti con l’esterno”, non si può davvero rimproverare loro nulla sul fronte dei requisiti. Il punto, lo capirebbe anche un bambino poco sveglio, è un altro. Ed è lo stesso sul quale si interrogano i dipendenti che aspettano di avere stipendi e garanzie sul futuro occupazionale dell’azienda. Insomma, il punto è una domanda che da giorni rende il clima ancora più pesante: come può lo Zuccherificio fare assunzioni a tempo indeterminato in questo momento tanto difficile, durante il quale rischia il tracollo finanziario? E soprattutto: come possono le suddette assunzioni, che tra non molto saranno pagate con soldi esclusivamente pubblici, andare a beneficio di due parenti stretti di altrettanti personaggi direttamente e indirettamente coinvolti nella gestione dello stabilimento?
Ai posteri, come direbbe qualcuno, l’ardua sentenza. E ai soci la decisione che si attende col fiato sospeso. Remo Perna resta o se ne va? Pare che l’assessore alla Programmazione Gianfranco Vitagliano abbia dato indicazioni precise sulla necessità di passare le quote da privilegiate a ordinarie. In tal caso il socio privato ci dovrà rimettere un bel po’ di soldi. Il 19 gennaio l’assemblea. Non si escludono colpi di scena.

 

 

 
 
 
 
 
 
 

  

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