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E’
stata approvata dalla Commissione parlamentare Salute Pubblica del
Parlamento europeo la bozza di Direttiva tesa a regolamentare i
complessi meccanismi dell’assistenza sanitaria all’estero.
“Si tratta di un provvedimento normativo di notevole importanza in
quanto rappresenta il primo tentativo di disciplinare una materia di
complessità Kafkiana – afferma l’On. Patriciello”.
“In effetti – aggiunge l’eurodeputato molisano - ad oggi se un cittadino
europeo vuole farsi curare in un altro Stato membro deve anticipare le
spese senza sapere se e come verrà rimborsato.
In passato ci sono stati problemi così grandi da spingere i pazienti a
fare ricorso alla Corte di Giustizia europea. Proprio al fine di
fronteggiare questa situazione di vacatio legis, l'UE ha deciso di
intervenire”.
“Questa direttiva – spiega Patriciello - è pensata dunque per permettere
la mobilità dei pazienti, diritto fondamentale dei cittadini europei, da
affiancare alla libera circolazione dei lavoratori o degli studenti. Non
si tratta di incoraggiare "un turismo sanitario", ma soltanto di
permettere una maggiore offerta nella sanità che conferirà la
possibilità ai pazienti di scegliere il luogo in cui recarsi per
ricevere le migliori cure possibili. A tal fine la Direttiva prevede la
creazione di banche date nazionali per accedere alle informazioni sui
trattamenti disponibili in altri paesi”.
“Nel caso venisse richiesta un'autorizzazione per accedere alle cure in
un altro Stato – continua Patriciello - il pagamento verrebbe rimborsato
direttamente dal paese di origine del paziente al paese (o direttamente
all'ospedale) che ha fornito l'assistenza, senza passare per le tasche
del cittadino. In ogni caso verrebbero rimborsate soltanto le spese che
rientrano tra i trattamenti previsti e coperti dal sistema sanitario
nazionale del paese di provenienza e esclusivamente per l'ammontare che
verrebbe normalmente rimborsato dall'assistenza sanitaria nazionale.
Facciamo un esempio: se in Italia le visite dal dentista non vengono
rimborsate dalla mutua, l’italiano che si fa curare in Francia non
avrebbe diritto ad alcun rimborso da parte dell’Italia. In nessun modo
un paziente potrà giocare con i rimborsi per avere un beneficio
economico.”
“Noi crediamo – conclude Patriciello - che per evitare ogni forma di
discriminazione verso i cittadini meno abbienti debba essere lo stato di
provenienza a pagare direttamente l'ospedale o lo Stato dove sono state
prestate le cure, senza che il cittadino debba anticipare la spesa. E se
questo proprio non fosse possibile il paziente potrebbe pagare
direttamente, ma deve essere rimborsato il prima possibile.”
“Un altro punto molto importante per noi è che gli europei alle prese
con malattie rare – e sono circa 25 milioni - possano avere la
possibilità di accedere alle migliori cure fornite da altri Stati
membri”.
La posizione politica del Consiglio è attesa per il prossimo dicembre.
Il Parlamento approverà definitivamente l’atto durante la Sessione
plenaria che si terrà a Strasburgo a gennaio 2011. |