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Antonio
Di Chiro, La notte del mondo. Luoghi del senso, luoghi del divino, 2010,
pp. 206, Isbn 9788857502151, Euro 14,00
Lunga e interminabile è l’heideggeriana notte del mondo, in cui gli dei
hanno abbandonato il mondo e la minaccia di un inverno senza fine sembra
sottrarre all’uomo ogni possibilità di salvezza. In tale orizzonte, che,
a partire dal solenne proclama di Nietzsche circa la «morte di Dio» e
dalle fascinazioni heideggeriane, appare sempre più disertato dal divino
e privato della possibilità stessa di nominare Dio, si muove tale
volume. In questo scenario, in cui mancano rituali e parole adatte e
lingue sacre, e in cui il divino è scacciato e respinto dai suoi stessi
luoghi e dalle sue chiese, in cui vuoti sono gli spazi lasciati dagli
dei, i luoghi sacri, i templi e gli altari, il pensiero può, abitando
tali luoghi deserti, aprirsi a ri-pensare radicalmente il senso
dell’incontro con il divino, nella consapevolezza -come nota Jean Luc
Nancy- che «qui, il divino sta precisamente nel fatto che non ci sia
niente di nascosto, niente di oscuro e segreto».
Antonio Di Chiro (Campobasso, 1973) è docente di Storia e Filosofia
nei Licei. Laureato in Filosofia all’Università degli Studi di Roma “La
Sapienza” (2000), ha proseguito gli studi all’Università degli Studi di
Cassino (Scuola Internazionale di Studi Filosofici, 2003) e
all’Università degli studi di Pisa (SSIS, 2005/2007), ed è dottorando di
ricerca in Sociologia e ricerca sociale presso l’Università degli Studi
del Molise. Ha pubblicato, oltre a diversi saggi e articoli, Dalla
logica all’etica. Wittgenstein e il dovere verso se stessi (Vitmar,
Venafro, 2003) e La dissoluzione del pensiero. Sulla cibernetica in
Martin Heidegger, in Filosofia sociale (Mimesis, Milano, 2007). |