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Anche nel Molise, per l’installazione di una Centrale Nucleare, politici, amministratori locali e cittadini
colpiti dalla Sindrome del “NIMBY” (Never in mine black yard, mai nel mio cortile di casa)

di Giuseppe Quartieri *
03-10-2009

Recentemente, il dibattito sulla possibilità che venga deciso dal potere centrale, in base alla legge sullo "sviluppo" N° 99/2009, la localizzazione di un centrale nucleare nel basso Molise ha raggiunto l'apice politico locale anche se non scientifico e tecnologico. Il Governatore Iorio ha preso posizione dicendo che aveva ricevuto assicurazioni dal Presidente Berlusconi e dal Ministro Scaiola che il Molise non sarebbe stato scelto come territorio per la localizzazione di una centrale nucleare.
Frattanto la legge "Sviluppo" 99/2009 afferma che sarà nominata una Commissione di 10 esperi nucleari per la definizione della mappa dei siti delle centrai nucleari in Italia.
Si tratta solo di aspettare qualche mese per sapere veramente le decisioni della Commissione in merito ai siti e quindi alla applicazione della legge..
Frattanto, specialmente nel territorio di Termoli si sono verificati molti eventi di occasione di dibattito sul nucleare con la possibilità di osservare diverse opinioni sempre più violentemente asserite.
Così, il sottoscritto assieme con il Dott. Alberto Montano ha eseguito un primo intervento, abbiamo invitato i politici locali (On. Astore, Sig. Petrarioia, Avv. Campopiano ed altri) a soprassedere nella discussione sul nucleare in Molise fino a quando la Commissione dei 10 esperti non avesse deciso, secondo legge, sui siti da localizzare su tutto il territorio nazionale. Invece, il dibattito continua inarrestabile e alcuni politici locali continuano imperterriti a contestare o ad essere favorevoli alla eventuale installazione di una Centrale Nucleare in Basso Molise.
Dobbiamo dedurre che i suddetti politici o alcuni di loro hanno informazioni particolari o indizi specifici in anticipo rispetto a quanto previsto dalla legge 99/2009 sullo "sviluppo" licenziata dal Parlamento e dal Senato.
Si nota, dal punto di vista scientifico ed ingegneristico, che il problema della produzione di energia (come quello dell'inquinamento ambientale eventualmente conseguente) viene localmente affrontato con approccio ideologico troppo politicizzato. Si rischia di farsi dire che l'italiano - nella fattispecie il molisano - è sempre pronto a pretendere comportamenti virtuosi dagli altri, tirandosi contemporaneamente fuori dal problema. Sostanzialmente, al lettore italiano medio che, per caso, si affaccia ai siti locali termolese, appare chiaramente che si tratta della sindrome del "NIMBY" (Never in mine back yard = mai nel mio cortile di casa) a prescindere da considerazioni tecniche.

La mattina del 10 settembre 2009, RAI 3 ha mandato in onda un ridicolo dibattito sul nucleare in Italia di cui si dirà in un prossimo articolo. Si vuole solo fare presente che la giornalista francese presente contro tre o quattro fisici ed ingegneri italiani, ha affermato che l'Italia è come la parte interna di un panino le cui due parti esterne sono piene di centrali nucleari!
Invece, è necessario affrontare tecnicamente il problema delle Centrali Nucleari, rendendosi conto che la società attuale si basa essenzialmente sull'utilizzo non efficiente delle risorse energetiche e sull'ineguale accesso alle stesse. Purtroppo, specialmente in Molise, a fronte di tantissimi discorsi aulici (promessa di autostrada San Vittore- Campobasso-Termoli, promessa di avio-superfice o piccolo aeroporto, promessa di incremento di assunzioni e supporto a tutti i tipi di industrie, promessa di riduzione della emigrazione, promessa di riorganizzazione razionale della sanità ecc.) ed impegni presi e non rispettati, i comportamenti di tutti i politici locali sono incongruenti fra di loro e talvolta opposti a come dovrebbero essere.
Non ha alcun senso affermare, come fa l'Avv. Campopiano, che: "Dobbiamo prendere amaramente atto che il silenzio delle Istituzioni è eloquente e brucia molto più del materiale fissile che verrà impiegato nella centrale. Torno allora al problema vero che puo’ essere cosi’ riassunto: cosa fare di questa Regione?".
In primo luogo andrebbe detto che si crede che i Responsabili della Regione Molise non possano nulla contro o a favore di una Legge di Stato indipendentemente da quello che hanno detto, che vogliono dire e che vorrebbero fare.
Quello che invece, si può pensare seriamente a fare della Regione Molise può essere sintetizzato nel modo seguente:
  1. Rimanere una Regione autonoma dall'invasione delle Regioni limitrofe, come potrebbe accadere se il potere della Lega del Nord aumentasse ulteriormente. In altri termini, rimanere una Regione. L'unica via percorribile è la ricostituzione del antico Sannio anche per allontanare il rischio di incapacità a sopravvive al vergognoso federalismo fiscale.
  2. Realizzazione concreta dell’autostrada San Vittore–Campobasso-Termoli ed in genere, di edilizia scolastica e infrastrutture stradali (mettere a posto la strada Campobasso Termoli che è da 20 anni in uno stato pietoso).
  3. Realizzazione concreta di un aeroporto e/o avio-superficie regionale.
  4. Razionalizzazione e forse riduzione dell'incremento esponenziale inarrestabile dei costi della sanità pubblica [al momento sembra che il 70% del bilancio regionale molisano sia dedicato alla salute (ASL)].
  5. Attuazione di una politica regionale di realizzazione di una regione produttrice di energia elettrica (solare, eolico, turbogas, nucleare ecc.) da vendere alla ENEL o ad altre Regioni con conseguente diminuzione di disoccupazione giovanile a causa della enorme quantità di lavoro progettato.
  6. Rafforzamento della della priorità e primato agricolo oltre al potenziamento della risorsa acqua, con conseguente aumento di lavoro agricolo.
  7. Realizzazione del porto canale di Termoli che decenni scorsi è stato invece spostato nelle Marche da forze politiche più forti di quelle molisane.
  8. Programmazione e progettazione di sistemi e metodi di riduzione dell'inquinamento cittadino da gas di scarico di automobili anche al fine della riduzione di cancerogenesi (produzione di cancro) a causa di particolato, (PM,1, PM2,5, PM 10; anidride carbonica, NOX, benzolo ecc.).
  9. Realizzazione del miglioramento delle condizioni di vita dei pensionati in varie maniere concrete oltre alla realizzazione di una vera e propria riduzione del numero di pensionato con incremento di produttività.
  10. Miglioramento delle condizioni dell'Università di Molise (Campobasso) con introduzione massiccia di professori di origine molisana e cacciata dei responsabili attuali che hanno posto la Università di Molise all'ultimo posto della graduatoria italiana delle Università.

Si deduce che il dibattito sul nucleare ha risvolti sociali e politici rilevanti. In democrazia, ognuno può esprimere le proprie opinioni anche se sono contrarie alle opinioni del popolo medio non dotato di particolare conoscenza specifica né competenza né capacità razionale di affrontare il problema dal punto di vista economico e efficace. La "burocrazia" e le opposizioni verdi e brutalmente se non proprio irrazionalmente pseudo-ecologiche si propose di salvare alcune aspetti sociali quali il turismo e/o alcuni aspetti della agricoltura che invece non vengono per niente attaccati dalla eventuale localizzazione di centrali nucleari nel basso Molise.
I "taboo" e la paura della radioattività che, purtroppo , non si vede, ma si può sempre misurare con appositi dispositivi di rilevazione, è diventata parte integrate della psicologia del popolo molisano ma anche internazionale. La grande catastrofe di Cernobyl ha generato questa paura ma pochi sanno che quelle centrali nucleari ( si legga il libro di Ugo Spazia in materia) erano stato progettate ed impiegate solo a scopo militare. In altri termini, i gestori della centrale nucleare di Cernobyl avevano intenzionale di trasformare la centrale militare in una centrale civile con il solo scopo di generare energia elettrica di impiego normale civile. Per potere eseguire detta trasformazione gli ingegneri addetti iniziarono a fare alcune esperimenti ed uno di questi condusse il reattore in condizioni di instabilità e di impossibilità di governarlo con il risultato di innesco del ormai famoso guasto di settimo livello. Di conseguenza la radioattività emessa è stata di livello elevatissimo anche perché il reattore di Cernobyl non era "super-protetto" da almeno due "mantelli" ossia da due muri concentrici di cemento armato aventi piombo immerso.
Le centrali nucleari moderne a cominciare con quelle della terza generazione avanzata sono dotate di sicurezza intrinseca e ben protette da mantelli esterni molto che non lasciano passare la radioattività eventualmente in fuga verso l'esterno.

Purtroppo, per chi non ancora lo capisce, il sottoscritto si è dichiarato più volte a favore della costruzione di centrali nucleari in vari convegni locali e in varie conferenze che ha tenuto a Campobasso e come ha scritto, dal 1975 in poi, su varie pagine locali e, alcuni per anni, su giornale molisano locale "Le Libertà". Purtroppo la voce del sottoscritto è rimasta quasi del tutto isolata!! Ma, in quanto fisico specializzato in elettronica nucleare che ha lavorato per oltre 25 anni nel campo della affidabilità e sicurezza di sistemi complessi (aerei, satelliti, impianti energetici ecc.) ho fatto una enorme lavoro di divulgazione locale. Adesso esiste una legge molto chiara e rigorosa sulla definizione dei siti dove installare centrali nucleari di terza generazione avanzata e quindi ben tenendo conto degli aspetti sociali e politici, non posso e non me la sento di dire che sono a favore a livello nazionale mentre a livello locale sono contro.
In altre parole lasciando da parte la politica, dal punto di vista scientifico e tecnologico io sono a favore delle centrali nucleari mentre sono sempre stato contro la installazione di industrie chimiche che, in caso di guasto catastrofico, possono essere altrettanto se non peggiore delle centrali nucleari che hanno sistemi di sicurezza intrinseca molto più potenti, seri e rigorosi per la protezione della salute umana.

Comunque il dibattito in Molise è ancora aperto e lo rimarrà per molto tempo fino a quando le decisioni di natura centrale non verranno definite e messe in opera.

 

 

* fisico ed esperto di
sicurezza dei sistemi complessi

 
 
 
 
 
 
 

  

dal 31 maggio 2008

 
 

 

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