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Recentemente
a livello nazionale si osservano fenomeni strani relativi al problema
energetico ed in particolare nucleare. In questo periodo di elezioni
politiche regionali, quasi tutti i candidati, inclusa la vincente Renata
Polverini, si sono dichiarati a favore dell’impiego e quindi del
rilancio dell’energia nucleare in Italia ma contro le installazioni di
centrali nucleari nella loro Regione. Si tratta di un’incongruenza
storico politica della destra e della sinistra. Sembra che il giorno 8
marzo 2010 la Gazzetta Ufficiale ha pubblicato il decreto che attua il
d.l. 99/2009, definita “legge sviluppo” del rilancio del nucleare civile
pacifico a scopo di produzione di energia elettrica per tutto il Paese.
Sembra che il Governo abbia dato seguito alla pubblicazione del decreto
basandosi sull’evento politico che il 27 gennaio 2010 non ci sia stata
la conferenza Stato-Regioni. In altre parole sembra che il Governo si
stia comportando in coerenza con quanto previsto dagli articoli 120 e
122 della Costituzione Italiana. Si può accennare solo superficialmente
a questi aspetti giuridici che sono stati trattati in varie conferenze
tra le quali quella che si è tenuta all’Università Cattolica “LUIS”
oltre un mese fa.
Nel contempo, il Governo sta provvedendo a nominare i Responsabili
dell’Agenzia per la Sicurezza Nucleare. Per varie ragioni che verranno
puntualizzate nella serie di articoli che costituiscono il libro i cui
capitoli sono allegati a questo giornale, si spera che ci sia un elevato
numero di fisici nucleari e un numero basso di ingegneri nucleari.
Così, anche in ambito energetico, comincia ad apparire quel ridicolo
provincialismo padano che vuole la divisione dell’Italia con la Lega
Nord e che rende il popolo leghista stranamente razzista nei confronti
degli italiani che, dai tempi di Massimo D’Azeglio ad ora, si sono
evoluti mirando ad un’Italia unica ed un popolo unico. Il “Popolo de’
noi altri” come dice Aldo Cazzullo non si riconosce in questa sorta di
emanazione esaltata del popolo padano. Ad esempio i molisani, che sono
stati i primi, in Italia, a conoscere l’emigrazione, al pari di veneti e
campani, sono distribuiti in tutti i continenti del mondo. Succede che
il nostro giornale “XX Regione” viene letto soprattutto da questi
molisani distribuiti nel mondo ossia da circa un milione di lettori. Si
tratta di un numero di lettori paragonabile o superiore a quello dei
padani che, si sa, leggono poco perché troppo occupati sin da bambini a
lavorare nelle industrie.
A differenza dei popoli del nord Italia, i molisani, che sono andati in
giro in tutti gli angoli del mondo, hanno acquisito conoscenze e culture
diverse e variegate certamente non provinciali come la cultura padana.
In compenso per i padani, i Molisani (che sono al nord del sud) come i
siciliani sono considerati dei “terroni” in forma dispregiativa.
Sarebbe il caso di suggerire ai vari “padani”, che hanno imparato a
mangiare la pasta con la gloriosa cultura meridionale, di leggere il
suddetto libro “L’Italia de’ noi altri” scritto appunto da un piemontese
delle Langhe affinché la finiscano di stupire l’Italia con le loro
bazzecole, pinzillacchere e pseudo-razzismi da strapazzo.
Purtroppo, come feci notare alcuni anni fa su questo giornale, il
Governo degli Italiani è andato a finire troppo nelle mani dei padani
includendo fra loro anche tutta la classe, inesauribile e
immarcescibile, dei politici emiliani e romagnoli costituiti purtroppo
da troppi bolognesi (sia di sinistra che di destra). Qualche settimana
fa si è espresso in questi termini anche l’intellettuale Marcello
Veneziano al Museo Crocetti di Via Cassia 492 Roma, in occasione della
presentazione del suddetto libro. Prima o poi finirà pure questa pletora
di politici di estrazione bolognese che ammorba l’Italia oltre che con
il loro accento presuntuoso, anche con il loro campanilismo superato e
sporco come le acque del loro grande fiume Po.
Altrimenti, non rimarrà che costruire una sorta di “lega del sud” che,
al primo punto delle priorità, metterà l’invito al popolo del centro-sud
a non comperare prodotti costruiti al nord a partire dalle automobili.
Si inviteranno, pertanto le popolazioni del sud ad implementare questa
semplice regola di “autarchia”: non comperare alcun prodotto proveniente
dal nord Italia. Così i soldi del sud rimangono al sud e si attua il
federalismo!!
Dopo questa premessa, si continua con l’ottava parte di “Iceberg
Energetico” ossia con la trattazione scientifica dell’argomento delle
Centrali Nucleari e della loro sicurezza (safety/security). |