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 «La
legge sui piccoli comuni è un passo avanti, da salutare con
atteggiamento positivo. Anche se molti passi sono ancora da compiere». È
questo il commento di Candido Paglione alla notizia che il Parlamento
italiano ha approvato la legge, promossa da Realacci, che introduce un
ordinamento differenziato per le municipalità al di sotto dei cinquemila
abitanti.
In
breve, il testo adottato all’unanimità dall’assemblea di Montecitorio,
in seguito ad una risoluzione votata dal Parlamento europeo nello scorso
Settembre, atteso ora al vaglio del Senato, prevede incentivi e aiuti
per la valorizzazione dei comuni con meno di cinquemila abitanti,
agevolazioni fiscali, promozione della salvaguardia ambientale e
paesistica, sostegno alla cultura e all’enogastronomia, semplificazione
amministrativa.
In definitiva, un segnale di grande attenzione per le
aree interne, particolarmente svantaggiate che però rischia di restare inattuato se non dotato di risorse finanziarie adeguate. «Ecco perche -
dice ancora Paglione - sono d’accordo con il presidente dell’Uncem,
nonché vicepresidente dell’Anci, Enrico Borghi, quando avverte che,
senza ulteriori passaggi e pressioni, la legge rischia di trasformarsi
in una mozione dei buoni sentimenti.
Tuttavia i primi passi sono incoraggianti anche se lo stesso Borghi
evidenzia come la strada maestra per il futuro degli Enti di minore
dimensione demografica sia l'applicazione del Federalismo fiscale, e la
definizione di un fondo di perequazione che contempli la caratteristica
della montagna, con tutti i suoi differenziali di costo e i suoi
handicap strutturali permanenti. Argomenti su cui Paglione è già
intervenuto nel recente passato. |