|
Su Umberto Bossi
Ansa, 12 maggio 1995 «Bossi non è
quel barbaro inaffidabile che viene dipinto, ma un politico molto, molto
intelligente»
Ansa, 23 ottobre 2003 «Meno male che
Bossi ha chiesto l'esame di dialetto per concedere la cittadinanza
italiana, perché se c'era l'esame di italiano avrebbe rischiato di
perdere anche la sua»
Nuova generazione
La Stampa, 18 febbraio 2006 «Se
vinciamo le elezioni, intendo impegnarmi nelle istituzioni. In più credo
che si debba far spazio, nel governo del partito, a una nuova
generazione di dirigenti. Per quanto mi riguarda dico questo: sono
entrato nella segreteria del PCI nel 1986 e salvo qualche parentesi è
vent'anni che ho ruoli di direzione di primo piano. (...) Credo che si
debba favorire l'emergere di una nuova generazione, più libera dalle
vicende del passato e meno condizionata da antichi conflitti. Noi,
naturalmente, daremo una mano».
La Repubblica, 14 maggio 2006 «Se
Prodi ce lo chiede, siamo pronti a farci carico dei problemi
dell'alleanza. Somo pronto a fare il ministro degli Esteri, e se
necessario il vicepremier insieme a Rutelli».
Missioni all'estero
Dal discorso sulla guerra del Kosovo alla
Camera, 26 marzo 1999
«E' certamente legittimo sostenere che, sul piano strettamente
giuridico, l'intervento della Nato avviene senza un mandato specifico
delle Nazioni Unite. Al contempo è impossibile negare purtroppo che ciò
dipende da una sostanziale paralisi del Consiglio di Sicurezza, bloccato
nelle sue deliberazioni dai reciproci veti dei suoi membri».
Intervento su il Messaggero, 13 marzo 2003 «L'Italia
non può sostenere né tanto meno partecipare a un'azione militare che non
sia decisa dall'Onu anche perché risulterebbe in contrasto con
l'articolo 11 della nostra Costituzione».
Leader di partito
Dal libro "Un Paese normale", 1995
«In funzione di leadership di partito Veltroni sarebbe stato
sacrificato; per portare il PDS verso una profonda innovazione politica
e culturale, era necessario un solido radicamento nella cultura e nel
mondo che rappresentiamo. Un compito, obiettivamente, più adatto a uno
come me».
L'Unità, 6 novembre 1998 «Credo che
sia giusto puntare per la guida del partito ad una soluzione di alto
profilo, che si presenta come una garanzia di innovazione e di autonomia
del partito rispetto alla esperienza di governo. Queste sono le ragioni
che mi hanno spinto a proporre, prima alla Direzione poi questa mattina
all'Assemblea degli Stati Generali, l'elezione di Walter Veltroni a
segretario del partito». |