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La
tradizione molisana vuole che l'animale nostrano sia certamente il lupo.
Se Antonio Di Pietro fosse stato più collinare, più lineare, meno aggressivo, meno dotato della tipica furbizia
nostrana e più dotato di pura intelligenza nostrana avrebbe potuto
rappresentare molto bene il nostro lupo molisano. Purtroppo, però, Di
Pietro non si comporta da vero lupo molisano ossia da lupo solitario,
forte, gentile e poco aggressivo. Allora non ci resta che rappresentare
il Molise con l'animale meno piacevole: il cinghiale.
Appunto il cinghiale è la figura emblematica delle colline molisane che
rappresenta il Sannio del Nord. Il cinghiale ha da sempre la necessità e
la tradizione di scendere a valle e di muoversi agilmente e con velocità
lungo le valli e i tratturi del Molise. In quanto tale ha necessità
concreta di infrastrutture moderne per il proprio movimento veloce.
Quindi anche il cinghiale ha desiderio di avere una bella autostrada che
unisca San Vittore a Termoli passando per Campobasso.
A questo punto, il cinghiale non deve fare altro che rivolgersi alla sua
passera preferita e chiedere sovvenzionamenti e finanziamenti vari per
realizzare l'opera da decenni agognata.
Il vecchio Presidente Onorario del Molise non ha soddisfatto questa
richiesta popolare anzi la ignorata poiché non direttamente interessato:
al popolo non resta che sperare nella passera solitaria.
Già, perché nessuno ha mai detto che “ù passariell'” sia stato veramente
maschio e perché no, uno dei tanti ”gay” che vanno tanto di moda adesso,
soprattutto lungo le painure pugliesi. A questo punto si può pure
pensare che “u' passariell” sia stato e sia una femmina: una “passera”.
Allora ci si domanda ma questa passera passerà qualche volta nei cieli
molisani per notare la necessità di infrastrutture che uniscano il
Molise velocemente al Lazio, alla Campania e, perché no, anche alla
Puglia anche se quest'ultima opzione non è molto ben desiderata dal
popolo.
Eppoi, dove sono andati a finire i nostri progetti preliminari di una
avio-superficie e/o direttamente di un piccolo aeroporto nella piana di
Bojano????
È passato oltre un decennio ma si può veramente credere che sia passato
tutto nel dimenticatoio poiché non si tratta di una bazzecola e non si
può passarla in cavalleria tanto facilmente.
Il cinghiale ha cooptati tutti i nostri progetti e li ha riciclato agli
isernini.
Questo non ci piace, ci amareggia e ci spinge a fare guerra ed anche
guerra ambientale nei confronti di chi continua a spendere il denaro
pubblico per soddisfare solo gli interessi del proprio clan e non per
eseguire opere necessarie a tutto il popolo.
I nuovi impulsi economici del nuovo Governo dei cosiddetti “Tecnici”
allontanano ogni possibilità di miglioramento. Ma poi questi tecnici chi
sono? Riparatori di TV, riparatori di frigoriferi, riparatori di scarpe
o altro tipo di artigiano tecnico che dir si voglia. No sono
“economisti”. Eppure, da che mondo è mondo, la “economia” non è una
“scienza” poiché non rispetta i criteri e la metodologia scientifica
dettata da Galilei (ad esempio l'unità di misura cambia di giorno in
giorno e quindi non può essere una scienza nel senso stretto e rigoroso
della parola). Sostanzialmente gli economisti sono degli alchimisti,
degli inventori e degli organizzatori delle disgrazie degli altri. Basta
studiare un po' di storia dell'Umanità ed accorgersi di avere ragione a
dubitare degli economisti.
Osservando i fenomeni economici (se così si può dire!), si nota che in
Spagna, dopo la enorme crisi, il nuovo Governo ha ridotto le tasse
togliendo potere alle banche ed ai banchieri. Già oltre due anni fa, gli
Inglesi avevano nazionalizzato le banche quando questa idea era stata
ventilata anche dai Tremonti (drei zinnen). La Banca d'Italia continua
ad avere almeno quattro azioni privati: le prima quattro banche private
d'Italia. Per Costituzione la Banca d'Italia dovrebbe essere dello Stato
Italiano e quindi del popolo italiano e non di alcune aziende private.
Questo non accade ma bisogna pensare che ci devono pur essere dei mezzi,
dei metodi e dei tempi da rispettare perché il popolo si riprenda ciò
che è suo e non di un gruppo di banche aguzzine.
Di fatto, il ritorno della Banca d'Italia nelle mani del popolo deve
avvenire il più presto possibile senza colpo ferire e senza che il
popolo o lo Stato Italiano debbano pagare.
Passera o non passera, cinghiale o non cinghiale, l'Europa delle banche
sta trascinando i popoli europei ed in particolare il popolo italiano
nel più nefasto periodo dopo la seconda guerra mondiale. Come ormai
tutti dicono si tratta di un nuovo metodo per fare la guerra, un metodo
non previsto dallo stesso Carl von Clausewitz ma che forse produrrà gli
stessi danni se non maggiori. |