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Arrestato Tonino Perna, 20 gli indagati

09-01-2012
 

E' stato arrestato nel pomeriggio di domenica 8 gennaio dalla Guardia di Finanza. L’Ordine di custodia cautelare in carcere è stato firmato dal Gip di Isernia Roberta D’Onofrio. Le indagini sono state coordinate dal procuratore della repubblica di Isernia Paolo Albano e dai Sostituti Marco Gaeta, Alfredo Mattei e Federico Scioli, che da tempo stavano lavorando al ponderoso dossier con assoluta segretezza. L’imprenditore isernino che ormai era collocato ai primi posti – anche per il vertiginoso giro di affari - nel campo della moda èaccusato di bancarotta fraudolenta e reati connessi (emissioni di false fatture). Il crac ammonta alla cifra astronomica di oltre 61 milioni di euro.
Capo e padrone dell’It Holding che controllava l’Ittierre, aveva accumulato fama, onore e soldi tant'è che nell'operazione della Guardia di Finanza sono stati sottoposti a sequestro preventivo tre immobili a Capri, tra cui la sua leggendaria villa sul mare piena di opere d'arte (Perna era un collezionista di capolavori dell'arte moderna), una casa in pieno centro a Roma, in via dei Greci 34, un'altra villa a Porto Cervo, uno yacht e conti correnti per centinaia di migliaia di euro per un valore complessivo che si aggira sui 20 milioni di euro, proventi della sua Azienda che, per il famoso gioco delle “scatole cinesi”, avrebbe distolto per incrementare il proprio patrimonio personale. Nell'inchiesta sono coinvolti anche tre ex amministratori della It Holding, il commercialista Simone Feig, molto noto in Molise, l'avvocato Antonio Di Pasquale e il manager Maurizio Negro. Tutti e tre sono indagati per gli stessi reati di cui è accusato Perna. Per loro è scattata la misura dell’interdizione all'esercizio della professione. Complessivamente gli indagati sono venti.. L’imprenditore Tonino Perna era già fallito ai tempi della sua prima vera azienda, la Pop 84. Negli anni '80 l'azienda, fondata con il fratello Remo, conobbe fama e successo tanto che sponsorizzò l’Ascoli in serie A e fu sponsor della nazionale di calcio campione del mondo. Lasciò la Pop 84 nelle mani del fratello Remo alla vigilia del fallimento. A Remo il colosso POP 84 si sciolse in mano come neve al sole: con un clamoroso fallimento. Anche Remo Perna (che attualmente controlla lo Zuccherificio del Molise), dopo il fallimento della Pop 84 aveva proseguito l’attività nel campo della moda con il GTR Group di Monteroduni, anch'esso fallito nel giro di pochi anni come la HDM, società controllata dai figli di Remo Perna sorta per scongiurare il fallimento della GTR. C’è di mezzo anche un finanziamento della Regione tramite la Fin-Molise.
Nel 2002 acquista la Diners, l’accreditata carta di credito; diventa proprietario della casa editrice Franco Maria Ricci. E’ stato Presidente dell’Associazione Industriali e Presidente della Banca Popolare del Molise. Poi compra anche alcuni marchi come Ferrè e gli stabilimenti Malo e Gigli. Ma le cose si complicano un po' per la crisi del settore un po' perché l'aggressività di Perna sui mercati finanziari fa aumentare l'indebitamento dell’Holding da lui diretta e ad un certo punto l'imprenditore nel 2009 si dimette da presidente e amministratore della Ittiere. Nel 2010 viene rinviato a giudizio del GIP del Tribunale di Campobasso per falso e contrabbando.

 

 

Luca Martino
 
 
 
 
 
 
 

  

dal 31 maggio 2008

 
 
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