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E'
stato arrestato nel pomeriggio di domenica 8 gennaio dalla Guardia di
Finanza. L’Ordine di custodia cautelare in carcere è stato firmato dal
Gip di Isernia Roberta D’Onofrio. Le indagini sono state coordinate dal
procuratore della repubblica di Isernia Paolo Albano e dai Sostituti
Marco Gaeta, Alfredo Mattei e Federico Scioli, che da tempo stavano
lavorando al ponderoso dossier con assoluta segretezza. L’imprenditore isernino
che ormai
era collocato ai primi posti – anche per il vertiginoso giro di affari -
nel campo della moda èaccusato di bancarotta fraudolenta e reati connessi (emissioni
di false fatture). Il crac ammonta alla cifra astronomica di oltre 61
milioni di euro.
Capo e padrone dell’It Holding che controllava l’Ittierre, aveva
accumulato fama, onore e soldi tant'è che nell'operazione della
Guardia di Finanza sono stati sottoposti a sequestro preventivo tre
immobili a Capri, tra cui la sua leggendaria villa sul mare piena di
opere d'arte (Perna era un collezionista di capolavori dell'arte
moderna), una casa in pieno centro a Roma, in via dei Greci 34, un'altra
villa a Porto Cervo, uno yacht e conti correnti per centinaia di
migliaia di euro per un valore complessivo che si aggira sui 20 milioni
di euro, proventi della sua Azienda che, per il famoso gioco delle
“scatole cinesi”, avrebbe distolto per incrementare il proprio
patrimonio personale. Nell'inchiesta sono coinvolti anche tre ex
amministratori della It Holding, il commercialista Simone Feig, molto
noto in Molise, l'avvocato Antonio Di Pasquale e il manager Maurizio
Negro. Tutti e tre sono indagati per gli stessi reati di cui è accusato
Perna. Per loro è scattata la misura dell’interdizione all'esercizio
della professione. Complessivamente gli indagati sono venti..
L’imprenditore Tonino Perna era già fallito ai tempi della sua prima vera
azienda, la Pop 84. Negli anni '80 l'azienda, fondata con il fratello
Remo, conobbe fama e successo tanto che sponsorizzò l’Ascoli in serie A
e fu sponsor della nazionale di calcio campione del mondo. Lasciò la Pop 84
nelle mani del fratello Remo alla vigilia del fallimento. A Remo il
colosso POP 84 si sciolse in mano come neve al sole: con un clamoroso
fallimento. Anche Remo Perna (che attualmente controlla lo Zuccherificio
del Molise), dopo il fallimento della Pop 84 aveva proseguito l’attività
nel campo della moda con il GTR Group di Monteroduni, anch'esso fallito
nel giro di pochi anni come la HDM, società controllata dai figli di
Remo Perna sorta per scongiurare il fallimento della GTR. C’è di mezzo
anche un finanziamento della Regione tramite la Fin-Molise.
Nel 2002
acquista la Diners, l’accreditata carta di credito; diventa proprietario
della casa editrice Franco Maria Ricci. E’ stato Presidente
dell’Associazione Industriali e Presidente della Banca Popolare del
Molise. Poi compra anche alcuni marchi come Ferrè e gli stabilimenti
Malo e Gigli. Ma le cose si complicano un po' per la crisi del settore
un po' perché l'aggressività di Perna sui mercati finanziari fa
aumentare l'indebitamento dell’Holding da lui diretta e ad un certo
punto l'imprenditore nel 2009 si dimette da presidente e amministratore
della Ittiere. Nel 2010 viene rinviato a
giudizio del GIP del Tribunale di Campobasso per falso e contrabbando. |