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A Guardialfiera, il 20 aprile 2009, nella sala mons. Gerardi Conedera,
si è svolta una memorabile serata all’insegna della poesia.
Dopo il saluto cordiale ed accogliente del sindaco di Guardialfiera,
Giuseppe Bellini, hanno allietato il pubblico con musica e canzoni Pina
Di Nardo, Aldo Gioia ed Arturo Troilo, riscuotendo un largo consenso.
Mosignor Angelo Spina, vescovo di Sulmona, poeta e scrittore, ha
presentato “Emozioni” e “Momenti” due sillogi di poesie di Pasquale Di
Petta di recente pubblicazione.
I due fini dicitori: Aldo Gioia e Michela Cirella hanno declamato con
calore e trasporto i versi più significativi e di intensa liricità di
Pasquale Di Petta ed Angelo Spina.
Mons. Spina ha esaminato con acume le liriche soffermandosi sugli
aspetti fondamentali dei due libri.
Ecco alcuni passaggi della sua relazione: <<Pasquale Di Petta,
scrittore, poeta, giornalista, direttore responsabile della rivista
letteraria “Leggere”, è stato insignito dal Presidente della Repubblica
Italiana, Carlo Azeglio Ciampi, del diploma di benemerito della scuola,
della cultura e dell’arte con medaglia d’argento.
Gli è stato conferito dalla casa editrice “Lo Faro” di Roma il premio
speciale alla carriera, con attestato di benemerenza e medaglia d’oro,
per la prestigiosa e meritevole attività culturale ed in particolare per
la letteratura. La raccolta di poesie “Emozioni” affascina sin dalla
prima pagina. Nei componimenti l’autore coglie la bellezza del creato,
l’armonia della natura e rimane incantato a gustare la vita di fronte ad
un mondo che non ha tempo, che corre nell’affannosa fretta.
C’è nei componimenti un continuo ritornare alla terra di origine, alle
radici dell’infanzia, alla vita dei contadini, alla natura
incontaminata, ai ritmi del tempo cadenzati e scanditi dalle stagioni.
Possiamo dire che la poesia di Pasquale Di Petta è uno scrigno di sogni,
di sentimenti e di colori, intessuto con versi essenziali e pregnanti
che risuonano con dolcezza nell’anima del lettore.
La poesia limpida con metafore illuminanti e linguaggio immediato tocca
il lettore e lo coinvolge in tutto ciò che viene descritto circa gli
avvenimenti, la natura, gli eventi della storia, le persone. Una poesia
di speranza perché proietta sempre in un futuro migliore.
Nel canto lirico di Pasquale Di Petta c’è un soffio di visione
francescana, fatta di preghiera, di speranza e di amore, di dolcezza e
di perdono, di denuncia, di umiltà e di bontà…..>>.
Poi, Pasquale Di Petta ha tracciato un profilo biografico di mons.
Angelo Spina soffermandosi sulla sua attività di sacerdote zelante ed
operoso, di scrittore e di poeta di grande sensibilità, sui suoi
numerosi libri di storia locale, di contenuto religioso, di poesia,
sulla sua profonda generosità e sulla folgorante carriera che in età
giovane lo ha portato ad essere Vescovo.
Nell’esaminare il libro di don Angelo “Pellegrino in terra santa”,
Pasquale di Petta ha detto: <<Angelo Spina viene rapito
dall’ispirazione, dall’emozione, dalle forti sensazioni nei luoghi più
inaspettati.
Chi legge questo suo diario poetico sente risuonare nel suo animo le
stesse emozioni provate dall’autore nel momento in cui l’ha scritto.
Per ogni luogo visitato, S. E. ha scritto una preghiera appellandosi
alla Vergine Maria, a Gesù, oppure ai Santi.
Ad Yad Vascem – Gerusalemme don Angelo chiede al Signore il silenzio:
<<Il silenzio si materializza in preghiera./ Ricordiamo i defunti
dell’olocausto …./ Il tuo silenzio, Signore, è presenza./ Mai il male
vincerà. /Dona la pace ai giusti,/ il riposo eterno ai milioni di morti
innocenti…/ donaci, o Signore, il Tuo Spirito di pace …>> (“Solo il
silenzio”).
Ecco, di fronte allo sterminio degli ebrei da parte dei tedeschi, non ci
resta che pregare e ricordare affinché una tale tragedia non si ripeta
mai più.
La fede e la speranza che pervadono tutti questi componimenti illuminano
il pellegrino che va in Terra Santa e gl’insegnano la concretezza del
Vangelo mentre ripercorre dal vivo le orme di Cristo.
Molto ispirate sono le poesie che compongono la seconda parte del libro
intitolata “Diario poetico”. Il tema predominante è quello della pace
che dovrebbe regnare nel mondo, ma che non si riesce a realizzare
neanche a Gerusalemme, chiamata “città della pace”. Dolcezza, abbandono,
perdono, fede ardente riempiono questi versi sgorganti come limpida
polla ristoratrice dall’animo del nostro poeta.
In questa silloge, Angelo Spina rifugge la cifra ermetica e la poetica
della parola assoluta. I suoi versi sono discorsivi, chiari, con
metafore illuminanti ed ispirati alla viva realtà. Essi permettono al
lettore di entrare subito in sintonia con le emozioni e la spiritualità
dell’autore. La sua è la poesia di un’anima rapita dall’infinita bontà
del Signore, di cui canta le lodi con ardore serafico. Il paesaggio, i
dati, gli oggetti si trasfigurano in equivalente emozionale ed in una
radiografia del profondo …>>.
Carmen D’Amico con una rapida ed efficace sintesi ha colto i motivi
essenziali della poesia di Pasquale Di Petta ed Angelo Spina,
imponendosi all’attenzione dell’uditorio per la sua chiarezza, la sua
proprietà di linguaggio ed il suo acume critico.
Grande merito della riuscita della manifestazione va attribuita
all’organizzatore, Vincenzo Di Sabato, che nell’ambito dell’Undicesima
Settimana della Cultura, ha voluto celebrare la grandezza ed il mistero
della poesia. Egli è stato anche brillante presentatore della serata e
si è saputo inserire tra i relatori, esprimendo illuminanti giudizi
critici sulla poetica di Pasquale Di Petta ed Angelo Spina. Ha
partecipato un pubblico numeroso, competente ed attento. |