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Grandezza e mistero della poesia a Guardialfiera, la terra di Francesco Jovine

01-05-2009

A Guardialfiera, il 20 aprile 2009, nella sala mons. Gerardi Conedera, si è svolta una memorabile serata all’insegna della poesia.
Dopo il saluto cordiale ed accogliente del sindaco di Guardialfiera, Giuseppe Bellini, hanno allietato il pubblico con musica e canzoni Pina Di Nardo, Aldo Gioia ed Arturo Troilo, riscuotendo un largo consenso.

Mosignor Angelo Spina, vescovo di Sulmona, poeta e scrittore, ha presentato “Emozioni” e “Momenti” due sillogi di poesie di Pasquale Di Petta di recente pubblicazione.
I due fini dicitori: Aldo Gioia e Michela Cirella hanno declamato con calore e trasporto i versi più significativi e di intensa liricità di Pasquale Di Petta ed Angelo Spina.
Mons. Spina ha esaminato con acume le liriche soffermandosi sugli aspetti fondamentali dei due libri.

Ecco alcuni passaggi della sua relazione: <<Pasquale Di Petta, scrittore, poeta, giornalista, direttore responsabile della rivista letteraria “Leggere”, è stato insignito dal Presidente della Repubblica Italiana, Carlo Azeglio Ciampi, del diploma di benemerito della scuola, della cultura e dell’arte con medaglia d’argento.
Gli è stato conferito dalla casa editrice “Lo Faro” di Roma il premio speciale alla carriera, con attestato di benemerenza e medaglia d’oro, per la prestigiosa e meritevole attività culturale ed in particolare per la letteratura. La raccolta di poesie “Emozioni” affascina sin dalla prima pagina. Nei componimenti l’autore coglie la bellezza del creato, l’armonia della natura e rimane incantato a gustare la vita di fronte ad un mondo che non ha tempo, che corre nell’affannosa fretta.

C’è nei componimenti un continuo ritornare alla terra di origine, alle radici dell’infanzia, alla vita dei contadini, alla natura incontaminata, ai ritmi del tempo cadenzati e scanditi dalle stagioni.
Possiamo dire che la poesia di Pasquale Di Petta è uno scrigno di sogni, di sentimenti e di colori, intessuto con versi essenziali e pregnanti che risuonano con dolcezza nell’anima del lettore.
La poesia limpida con metafore illuminanti e linguaggio immediato tocca il lettore e lo coinvolge in tutto ciò che viene descritto circa gli avvenimenti, la natura, gli eventi della storia, le persone. Una poesia di speranza perché proietta sempre in un futuro migliore.

Nel canto lirico di Pasquale Di Petta c’è un soffio di visione francescana, fatta di preghiera, di speranza e di amore, di dolcezza e di perdono, di denuncia, di umiltà e di bontà…..>>.
Poi, Pasquale Di Petta ha tracciato un profilo biografico di mons. Angelo Spina soffermandosi sulla sua attività di sacerdote zelante ed operoso, di scrittore e di poeta di grande sensibilità, sui suoi numerosi libri di storia locale, di contenuto religioso, di poesia, sulla sua profonda generosità e sulla folgorante carriera che in età giovane lo ha portato ad essere Vescovo.

Nell’esaminare il libro di don Angelo “Pellegrino in terra santa”, Pasquale di Petta ha detto: <<Angelo Spina viene rapito dall’ispirazione, dall’emozione, dalle forti sensazioni nei luoghi più inaspettati.
Chi legge questo suo diario poetico sente risuonare nel suo animo le stesse emozioni provate dall’autore nel momento in cui l’ha scritto.
Per ogni luogo visitato, S. E. ha scritto una preghiera appellandosi alla Vergine Maria, a Gesù, oppure ai Santi.

Ad Yad Vascem – Gerusalemme don Angelo chiede al Signore il silenzio: <<Il silenzio si materializza in preghiera./ Ricordiamo i defunti dell’olocausto …./ Il tuo silenzio, Signore, è presenza./ Mai il male vincerà. /Dona la pace ai giusti,/ il riposo eterno ai milioni di morti innocenti…/ donaci, o Signore, il Tuo Spirito di pace …>> (“Solo il silenzio”).
Ecco, di fronte allo sterminio degli ebrei da parte dei tedeschi, non ci resta che pregare e ricordare affinché una tale tragedia non si ripeta mai più.
La fede e la speranza che pervadono tutti questi componimenti illuminano il pellegrino che va in Terra Santa e gl’insegnano la concretezza del Vangelo mentre ripercorre dal vivo le orme di Cristo.

Molto ispirate sono le poesie che compongono la seconda parte del libro intitolata “Diario poetico”. Il tema predominante è quello della pace che dovrebbe regnare nel mondo, ma che non si riesce a realizzare neanche a Gerusalemme, chiamata “città della pace”. Dolcezza, abbandono, perdono, fede ardente riempiono questi versi sgorganti come limpida polla ristoratrice dall’animo del nostro poeta.
In questa silloge, Angelo Spina rifugge la cifra ermetica e la poetica della parola assoluta. I suoi versi sono discorsivi, chiari, con metafore illuminanti ed ispirati alla viva realtà. Essi permettono al lettore di entrare subito in sintonia con le emozioni e la spiritualità dell’autore. La sua è la poesia di un’anima rapita dall’infinita bontà del Signore, di cui canta le lodi con ardore serafico. Il paesaggio, i dati, gli oggetti si trasfigurano in equivalente emozionale ed in una radiografia del profondo …>>.

Carmen D’Amico con una rapida ed efficace sintesi ha colto i motivi essenziali della poesia di Pasquale Di Petta ed Angelo Spina, imponendosi all’attenzione dell’uditorio per la sua chiarezza, la sua proprietà di linguaggio ed il suo acume critico.
Grande merito della riuscita della manifestazione va attribuita all’organizzatore, Vincenzo Di Sabato, che nell’ambito dell’Undicesima Settimana della Cultura, ha voluto celebrare la grandezza ed il mistero della poesia. Egli è stato anche brillante presentatore della serata e si è saputo inserire tra i relatori, esprimendo illuminanti giudizi critici sulla poetica di Pasquale Di Petta ed Angelo Spina. Ha partecipato un pubblico numeroso, competente ed attento.

 

 

 

 
 
 
 
 
 
 

  

dal 31 maggio 2008

 
 

 

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