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 Rovine,
macerie, quattro sassi. Colonne abbattute, frontoni monchi, anfiteatri
senza scena, castelli nei roveti, fortezze dalle orbite vuote, atrii
muscosi e fori cadenti. Tutta roba che vorremmo intera, bene illuminata,
con figuranti che ci accolgono con un sorriso e un mantello per farci
partecipare alla festa in costume, magari a un evento piccante, sul
Palatino con Messalina, o a qualche massacro in grande stile, una notte
sul Monte Grappa. E intorno ai nuovi parchi gioco la vita vera e
pulsante delle fabbrichette, dei mille grani di sale che danno il sapore
al made in Italy.
Trasformare una delle nostre zavorre nazionali, il passato (forse la più
pesante!) in risorsa, lasciando la filologia alle accademie e
restaurando, abbattendo, rendendo fruibili i monumenti, finalmente
evocativi di ciò che maestri e professori cercavano di metterci in
zucca. Impossibile? Bisogna avere coraggio. E ancora una volta l'esempio
viene dall'America, che in anni non sospetti ha realizzato a Cnosso ciò
che tutti avrebbero voluto vedere. E che corentemente coltiva il culto
di Roma in realizzazioni armoniose come il Caesar's Palace.
Trascendere il passato in immanente leisure è la sola strada per
liberarsi da lacci e lacciuoli più psicologici che normativi, per
guizzare nel liquido presente eterno, alternando fatica e piacere come
fanno i giapponesi, altro popolo che dovrebbe guidare il coraggio delle
nostre scelte, e fissando, come loro, il passato in acroniche tradizioni
ancestrali: il panettone, il matrimonio con duecento invitati, il puttan
tour.
Si provi a immaginare il sollievo di spostare la storia dal piano
dell'impegno, della faticosa comprensione del passato per un'ancor più
gravosa interpretazione del presente, a quello di una fastosa sequenza
cinematografica di eventi, resi finalmente reali dallo spettacolo che
viene giocato nei mille teatri di cui dispone la nostra Patria.
Celebrando con serietà da interpreti o semplici comparse il rito
collettivo dei ludi gladiatores nell'anfiteatro Flavio o dell'assedio
dei lanzi a Castel Sant'Angelo. E un sacrificio a Nettuno a Paestum con
tutte le colonne finalmente in ordine, un'orgetta nei lupanari di Pompei
con un buon impianto di aria condizionata? Allora sì che avrebbe senso
ritirare su i cocci della palestra dei gladiatori e farsi un po' di pesi
e scherma in loco. Ludendo discere.
Se qualcuno poi volesse continuare a leggere i misteri, che tanto ci
hanno afflitto a scuola, tra le crepe dei muri e i disegni dell'edera,
tra i merli smozzicati e il marmo spezzato, liberissimo: prima dei
lavori si realizzerà uno splendido filmato in 3D da tutte le angolazioni
e con risoluzione sino a un miliardo di pixel, ed ecco il vostro passato
polveroso e triste che non crollerà più, sepolto nei tumuli cartacei che
verranno eretti a futura memoria. |